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Roseto, ultimo, in casa della capolista Pesaro. Palla contesa domenica 25 gennaio 2026, alle ore 18. L’anteprima e una riflessione sull’attuale situazione.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 25 Gennaio 2026 - Ore 14:30
La Liofilchem è attesa a Pesaro per il più classico dei testacoda, visto che gli abruzzesi, ultimi a quota 8 punti, affronteranno la capolista solitaria, che di punti ne ha 32.
Roseto arriva alla partita dopo aver assorbito le dimissioni di Giovanni Bassi e richiamato in panchina Alex Finelli, che venerdì ha diretto il primo allenamento della sua seconda esperienza stagionale nel Lido delle Rose.
Finora, in 23 partite, il Roseto è stato guidato in panchina da Alex Finelli (6 partite, 1 vinta e 5 perse, 20% di vittorie), poi da Nando Francani (3 partite, 1 vinta e 2 perse, 33% di vittorie), quindi da Giovanni Bassi (14 partite, 2 vinte e 12 perse, 14% di vittorie).
Nelle precedenti 3 gestioni, Roseto ha finora effettuato 2 movimenti di mercato in entrata, entrambi sotto la guida di coach Bassi, ingaggiando il play Laquintana e il lungo Del Chiaro. I movimenti in uscita sono stati 2: l’ala Italiano a Scafati, sotto la gestione Finelli, e l’esterno Sperduto a Caserta, sotto la gestione Bassi.
Adesso, con il ritorno di Finelli, si dovrebbe assistere a un ritorno al credo cestistico del coach bolognese.
Questo potrebbe significare che Robinson giocherà in modo diverso dalle ultime uscite – più bonaccorsiano e meno buschiano, per dirla con due ex interpreti del ruolo del play passati per Roseto – e che Cannon potrebbe essere sollevato da variazioni tattiche che lo avevano visto agire anche da “4”, oltre che da “5”.
Il campo dirà, anche perché Finelli ha trovato 2 giocatori in più (Laquintana e Del Chiaro) e 2
in meno (Sperduto e l’infortunato Sabatino) e quindi dovrà aggiornare le sue deduzioni.
Inoltre, quasi certamente la società – che non vuole lasciare nulla di intentato per conservare la categoria e conquistare una salvezza che ad oggi appare difficilissima e tenuta in piedi soltanto dalla matematica – dovrebbe operare per effettuare i 2 restanti movimenti possibili sul mercato in entrata e il singolo movimento in uscita, definendo così la squadra che poi non potrà più cambiare fino al termine della stagione.
Quindi, visto che Laquintana e Del Chiaro sono arrivati sotto la precedente gestione, molto probabilmente adesso proprietà e guida tecnica dovranno confrontarsi sulle operazioni che l’attuale coach riterrà le migliori per salvare la squadra, in relazione alle sue convinzioni (e al budget disponibile).
Al solito, staremo a vedere.
Adesso però, quel che importa davvero – nel momento più buio della giovane storia della Pallacanestro Roseto, fondata nel 2020, che in un lustro ha vinto tutti i trofei della lega alla quale ha partecipato, oltre al Trofeo Lido delle Rose – è provare a trovare forte coesione e unità di intenti, per affrontare le prossime e decisive settimane. Qualcosa che finora è purtroppo mancato, sia per errori in fase pianificatoria da parte della società sia per errori di un gruppo che ancora non riesce a dare l’impressione di essere diventato una squadra.
La scorsa stagione hanno tutti fatto centro, quest’anno invece ci sono stati molti errori. Colpa sia di chi è pagato per lavorare sia di chi fa le scelte ed evidentemente poteva farne di migliori.
Cercare di ritrovare un po’ di concordia è un passo possibile, aumentando la comunicazione, producendo empatia e voglia di fare sport insieme alla comunità. Credo che questo possa portare soltanto buoni frutti a livello umano (una parte importante del tutto), come ha dimostrato proprio il bimestre di coach Giovanni Bassi, che nonostante non abbia ottenuto i risultati sperati (e lui stesso, correttamente, lo ha sottolineato dolendosene), ha saputo guadagnarsi il rispetto e l’affetto di una piazza che in lui ha visto un leader capace di metterci la faccia. Il risultato è stato l’eccezionale affetto con il quale è stato accolto il suo commiato, mediante lettera.
Quindi, ricapitolando e per quanto mi riguarda, non posso che auspicare l’invito a potenziare sia la società sia la squadra, già fatto un paio di volte in stagione.
La società potrebbe essere potenziata sia nel settore della dirigenza sportiva – magari coinvolgendo nuovamente, prima del rush finale, Marco Verrigni nel ruolo di direttore sportivo – sia in quello della comunicazione, per aumentare l’empatia con la piazza e puntare a una rinnovata concordia, com’era soltanto poco più di 6 mesi fa.
La squadra, invece, sia mediante i due ultimi ingaggi possibili, che saranno perfezionati da chi avrà la responsabilità di scegliere i rinforzi (coach ed eventuale direttore sportivo, o chi per lui), sia mediante un coinvolgimento in extremis del mental coach Luigi Lamona, che così bene ha fatto, insieme a tutti gli altri, lo scorso campionato.
Ai tifosi, comprensibilmente delusi e arrabbiati dagli esiti del campo, il compito di stare vicino alla squadra, rimandando ogni bilancio alla fine della stagione. Perché altrimenti si rischia di gettare il bambino insieme all’acqua sporca.
Chi ama Roseto e chi vuole il bene dell’eccellenza rosetana chiamata pallacanestro, deve saper assorbire gli errori che ci sono stati e continuare a sostenere la squadra, per il semplice motivo che – altrimenti – il rischio è di ritrovarsi senza squadra. E, in un briciolo di onestà intellettuale, non credo sia sbagliato ricordarsi degli sforzi fatti dalla proprietà nel lustro precedente, oltre che in questa stagione.
Lasciamo perciò le lezioni su cosa pensare, cosa scrivere e chi attaccare a chi fa questo in maniera puntuale, come il rigurgito delle cloache dopo che gli eventi della tempesta hanno alzato il livello delle acque del malumore.
Gente che non ama il Roseto, anche perché qui non vive e si limita a sparare sentenze con toni apodittici e discutibili lugubri parallelismi. Pazienza. Ci ricordiamo quando andava loro tutto bene ciò che accadeva nel Lido delle Rose. La differenza rispetto a oggi? Erano stipendiati dal Roseto.
Tornando alla partita, palla contesa alla Vitrifrigo Arena alle ore 18, agli ordini degli arbitri Michele Centonza di Grottammare (AP), Fabio Ferretti di Ancona, Vito Castellano di Legnano (MI).
Trasferta vietata per disposizione prefettizia ai tifosi rosetani.
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