Roma Amor [Riflessioni dalla Capitale, di Mario Martorelli.]
LA SFIDA DEL RITMO E LE PUNTE RINFORZATE

Mario Martorelli, che d’inverno vive nella Capitale e d’estate nel Lido delle Rose, ci invita al ballo.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Venerdì, 20 Febbraio 2026 - Ore 12:00

Dai, vieni a ballare con me! 
«Ma io non ho mai ballato!». 
Ma che dici! Prendi come esempio i bambini quando imparano a camminare: li vedi? Ballano.

Gioia, mia moglie, insiste.
«L’hai voluto tu, ma visto che ogni mio inciampo finirà sui tuoi piedi, metti almeno scarpe con punta rinforzata», le rispondo a mo’ di sfida.

Spinti a forza, ci portiamo (un verbo poliziesco non guasta mai) nella sala del maestro Baldo Zomparello, di nome e di fatto.

Dirige una sala in una zona centrale che, a guardarla bene, è spoglia di arredi, piena di specchi e priva di sedili. Io già sono stanco per essere uscito da casa e non mi metto seduto per terra, perché poi per rialzarmi occorrerebbero almeno due eroi.

I frequentatori della sala sono della specie di quelli che s’incontrano in luoghi di questo genere: i fanatici, gli indecisi, i fuori tempo, quelli che si nascondono, quelli “vai avanti tu che io mi vergogno”.

È il mio turno. Comincio a fare i primi passi ed il maestro mi guida. Mi stringe forte e penso subito male di lui. 

Gioia mi fa strani segni ed invia occhiatacce. Capisco che vuole che io mi liberi dall’abbraccio. Non ce la faccio. Le braccia del maestro sono forti. Mi ci vuole tempo per prendere coscienza che così mi impone direzione e tempo.

Quando mi lascia un attimo da solo, comincio a saltare ad un ritmo tutto mio. Ce l’avete presente la pizzica tarantata? 

Gioia mi guarda contenta. Mi aveva detto: “Andiamo a ballare, così il cervello non ti va in fiamme”. 
Seguire le indicazioni è più comodo che fornirle. Qualcuno deve pur essere il leader. Io l’ho fatto per una vita, oggi ho diritto al riposo, ovviamente non quello eterno!

Veniamo a Gioia. 
Ha la musica nel sangue: qualunque tipo di ritmo è per lei un gioco da ragazzi. Insomma, è proprio brava. Nel giro di pochi mesi io miglioro ed a distanza di un anno tutti si complimentano con noi. 

Passano due anni ed il maestro ci propone di fare un filmato. Facciamo finta di non volerlo, ma poi, prima che se ne penta, accettiamo. Si va avanti così. Ormai nella sala tutti guardano noi per imparare e noi dispensiamo consigli a destra ed a manca.

Ma un giorno nella sala arrivano Gustavo e Micaela. Cacchio, sono proprio bravi! Ammettiamolo: più bravi di noi!

Come capita sempre nella vita, quando ci si confronta col mondo che ci circonda, c’è sempre qualcuno più talentuoso, più abile, che mette in mostra i nostri limiti...

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