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Mediante una serie di brevi quadri, Gambacorta racconta, attraverso uno sguardo molto personale, lo scrittore Gian Luigi Piccioli. Puntata 2.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledì, 18 Marzo 2026 - Ore 20:45
Curiosità è una parola importante per Piccioli: lui stesso vedeva nella sua voglia di “esplorare territori diversi” il comune denominatore dei suoi libri.
La curiosità è stata il carburante del suo essere scrittore ed era una curiosità verso il mondo oltre che verso le singole persone: era una curiosità rivolta ad appurare in che modo i cambiamenti del mondo, i cambiamenti della società, finissero per toccare, o investissero in pieno, la vita delle persone.
I suoi personaggi potrebbero essere osservati da questa angolatura, come fossero l'effetto di qualcosa, in primis della produzione e dell'assoggettamento. In una delle pagine che nel suo “L'estrema funzione” (1975) Walter Pedullà dedica a “Epistolario collettivo”, c'è una frase che lampeggia come un segnale: «Ma intanto il mondo ha rimesso in funzione le altre parti del discorso» (cito dall'edizione Le Lettere, 2010).
Possiamo prenderla a prestito e rimaneggiarla per spingerci a dire che in effetti è sempre il mondo degli uomini (che trasformano, che producono, che fanno; e che sono trasformati, prodotti, fatti) a dare le carte; e perciò - pensava Piccioli - ogni discorso narrativo che voglia essere al passo con i tempi deve tenere conto di questo assunto (in qualunque modo possibile e certo non solo in un'ottica di tipo documentaristico o di osservanza neorealista eccetera).
(continua)
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Il critico condotto – Simone Gambacorta
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