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PIERPAOLO MARINI: 7 TROFEI IN UN LUSTRO!

Il rosetano doc, già soprannominato ‘Obama’ e ‘Cobra’, ha vinto la Coppa Italia di Serie A2 con Rimini e il titolo di MVP. L’intervista dopo il trionfo.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Giovedì, 19 Marzo 2026 - Ore 12:15

Lo chiamavano “Obama”. 

Pierpaolo Marini, rosetano classe 1993, swingman (guardia/ala) di 193 cm, una decina di anni fa era soprannominato come l’allora Presidente degli Stati Uniti d’America, data una certa somiglianza. 

L’altro suo nickname era invece “Cobra”, per il suo essere letale in campo, ovviamente per gli avversari. 

Maturando, il nostro è diventato ancora più forte, invecchiando come un buon Montepulciano d’Abruzzo e sprigionando appieno tutte le sue note cestistiche. 

Questo lo ha portato, nel giro dell’ultimo lustro, a vincere ben sette trofei; due dei quali domenica scorsa, quando con la sua Rimini ha alzato la Coppa Italia di Serie A2 e vinto il titolo di Miglior giocatore della manifestazione, in virtù di una semifinale e una finale giocate alla grande. 

Percorrendo a ritroso la sua carriera, il terzo trofeo è quello di Miglior giocatore italiano della Serie A2 2024/2025, giocando sempre per Rimini, con la quale ha perso la finale per la promozione in Serie A, che invece ha centrato con Trapani nella stagione 2023/2024 vincendo anche la Supercoppa (e siamo a cinque trofei). 

Infine, i primi due ottenuti con il Napoli: Coppa Italia e Promozione in Serie A nella stagione 2020/2021, rinverdendo i fasti del rosetano più forte di sempre, Remo Maggetti, che nella città partenopea vinse la Coppa Italia nel 1969 e la Coppa delle Coppe nel 1970, dopo aver vinto una Coppa Intercontinentale e due Scudetti a Varese. 

Dunque dopo Maggetti, al quale è intitolato il palazzetto cittadino, Pierpaolo Marini è – trofei alla mano – il rosetano migliore che la pallacanestro del Lido delle Rose abbia espresso nei suoi primi 105 anni. 

L’atleta si schermisce e commenta: «Il paragone con Remo Maggetti mi onora e rende molto orgoglioso. Vincere è bello ed emozionante, ma mai scontato e anzi sempre molto difficile. Vincere a Rimini, davanti ai nostri tifosi, è stato magnifico per la loro gioia e per la società che è giovane e ha conquistato il suo primo trofeo in A2. Ovviamente, restiamo umili e concentrati verso il nostro obiettivo. Intanto, ci siamo meritati la Coppa Italia, dopo tanti infortuni e cambi di assetto». 

La dedica è da bravo ragazzo: «A mamma Concetta e papà Antonio, detto Tonino, che da sempre mi supportano, spronano e seguono e alla mia ragazza Anna». 

Poi un ringraziamento: «Dopo il minibasket alla Scuola di Saverio Di Blasio e le giovanili a Roseto, andai da junior a Teramo nel 2011/2012 e devo ringraziare il professor Domenico Faragalli, per il lavoro che ha fatto sui miei muscoli – ero un fuscello! – continuato anche quando ci siamo ritrovati a Roseto».

 







Stampato il 03-19-2026 19:03:48 su www.roseto.com