Comune di Roseto degli Abruzzi
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE RICORDA GINO PAOLI: UN LEGAME ‘SENZA FINE’ FRA IL CANTAUTORE E IL LIDO DELLE ROSE.

Il comunicato stampa emesso dal Comune di Roseto degli Abruzzi, il 25 marzo 2026, che ricorda come Paoli ideò il logo per il Centenario di Roseto nel 1960, chiamato in città dal compianto Luigi Braccili.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledì, 25 Marzo 2026 - Ore 18:45

L’Amministrazione Comunale di Roseto degli Abruzzi esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Gino Paoli, uno dei più grandi cantautori della storia della musica italiana, spentosi ieri a Genova all’età di 91 anni. Con la sua morte, l’Italia perde un poeta della canzone, un artista capace di raccontare l’amore e la vita con una sensibilità unica e ineguagliabile.

Oggi, nel ricordare l’autore di capolavori immortali come Il cielo in una stanza, Senza fine e La gatta, la nostra comunità vuole celebrare anche un legame speciale e forse meno noto al grande pubblico: quello che univa Gino Paoli a Roseto degli Abruzzi. Un legame nato negli Anni ’60, in un periodo di grande fermento e trasformazione per la nostra città, che si affacciava con ambizione sul panorama turistico nazionale.

Fu nel 1960 che l’indimenticato scrittore e giornalista rosetano Luigi Braccili ebbe l’intuizione di rivolgersi a quel giovane genovese che, oltre a essere già un artista promettente, lavorava come grafico pubblicitario. Braccili lo portò a Montepagano, nel cuore antico della nostra città, per commissionargli la copertina di un pieghevole turistico e, soprattutto, l’ideazione del marchio di Roseto degli Abruzzi.

Come ricordato in un prezioso articolo a firma del giornalista Luca Maggitti, pubblicato sulle pagine de Il Messaggero Abruzzo il 24 settembre 2014, l’incontro fu segnato dalla genialità e dal carattere deciso di Paoli. Seduti a “Porta da piedi”, il cantautore-designer estrasse una cartella da disegno e, con matita e gessetti colorati, abbozzò quello che sarebbe diventato un simbolo della nostra promozione turistica. La trattativa per i dettagli del marchio fu vivace: Braccili desiderava un delfino in piedi con una rosa in bocca, per distinguerlo da quello della Pescara Calcio e omaggiare la tradizione cestistica rosetana. Paoli, con la sua consueta schiettezza, si oppose all’idea di “contaminare la bocca di codesto animale con una rosa”. Alla fine, come spesso accade quando ci si confronta con il genio, fu l’artista ad avere la meglio, e Braccili “esorcizzò il delfino senza rosa in bocca con l’ascolto de Il cielo in una stanza”.

Quell’incontro si concluse in una trattoria paganese davanti a un piatto di zuppa di fagioli, un pasto semplice che Paoli apprezzò molto, commentando con affetto: “Voi abruzzesi non vi smentite mai”. In quell’occasione, guardando il panorama, il cantautore pronunciò parole che suonarono come una profezia: “Questo è un bel paese, quello laggiù diventerà una città”.

Oggi, quella città che Gino Paoli aveva intravisto dal borgo di Montepagano lo ricorda con affetto e gratitudine. Il suo contributo, seppur laterale rispetto alla sua immensa carriera musicale, rappresenta un tassello prezioso della nostra storia e della nostra identità visiva.

L’Amministrazione Comunale si stringe al dolore della famiglia e di tutti coloro che lo hanno amato. Le sue canzoni continueranno a risuonare, senza fine, anche qui, tra il mare e le colline di Roseto degli Abruzzi, accompagnando le generazioni future.



Stampato il 03-25-2026 22:31:57 su www.roseto.com