Serie A1 Femminile – Panthers Roseto – Playoff Scudetto
LA MIA SQUADRA GIOCA ROCK

Le Pantere vanno oltre la storia, entrando nella leggenda grazie alla conquista della Semifinale Scudetto: maggior livello cestistico rosetano in 105 anni, sia femminile sia maschile. Il racconto di Gara 2 contro Campobasso e una canzone...

Roseto degli Abruzzi (TE)
Venerd́, 27 Marzo 2026 - Ore 02:00

PANTHERS ROSETO 59
MAGNOLIA CAMPOBASSO 54

Parziali: 20-10; 11-2 (31-13); 15-18 (46-30); (13-24) 59-54.

PANTHERS ROSETO: Tall, n.e., Puisis 3, Lucantoni 7, Caloro 15, Farabello n.e., Espedale 5, Verlasevic Brcaninovic 16, Bura 2, Coser, Ustby 11, Ciommo n.e., Moroni. Coach: Righi.

MAGNOLIA CAMPOBASSO: Pastrello, Simon 5, Giacchetti 9, Meldere 6, Makurat 12, Cerè, Miccoli 5, Madera, Gray 14, Morrison 4, Grande. Coach: Sabatelli.


Panthers Roseto
LA MIA SQUADRA GIOCA ROCK
(Da cantare come “La mia banda suona il rock”, di Ivano Fossati, 1979).

La mia squadra gioca rock 
e tutto il resto all’occorrenza 
sappiamo bene che a Roseto 
fare tutto è un’esigenza.

È un basket bambino 
soltanto un po’ latino 
una pallacanestro che è speranza
una pallacanestro che è pazienza.

È come un basket che è passato 
con un carico di frutti 
eravamo al palazzetto, sì 
e tifavamo tutti.

E la mia squadra gioca rock 
per chi l’ha visto e per chi non c’era 
e per chi quel giorno lì 
inseguiva una sua chimera.

Oh, non svegliatevi 
oh, non ancora 
e non fermateci 
no no oh, per favore no.

La mia squadra gioca rock 
e cambia faccia all’occorrenza 
da quando il trasformismo 
è diventato un’esigenza.

Le vediamo in crinoline 
come belle ballerine 
le vediamo danzare 
come giovani pantere.

Le vediamo alla frontiera 
con la semifinale conquistata 
le Pantere ce l’hanno fatta
la leggenda è conquistata.

È un basket bambino 
soltanto un po’ latino 
gioca senza passaporto 
e gli avversari col fiato corto.

Lui ti penetra nei muri 
ti fa breccia nella porta 
e in fondo viene a dirti 
che la tua anima non è morta.

E non svegliatevi 
oh, non ancora 
e non fermateci 
no no, per favore no.

 
Roseto batte Campobasso 59-54 ed entra nella leggenda, conquistando la Semifinale Scudetto: massimo livello raggiunto in 105 anni di pallacanestro cittadina da una squadra, sia femminile sia maschile. 

Alla palla contesa, Roseto – senza l’infortunata Moroni – comincia con Lucantoni in regia, Puisis e Caloro esterne, Ustby e Bura sotto canestro. Campobasso – senza Trimboli – risponde con Morrison play, Simon e Makurat esterne, Madera e Miccoli lunghe. 

Partita equilibrata nei primi 5 minuti, con Roseto avanti 9-8. Poi le padrone di casa, prese per mano da una eccezionale Caloro (10 punti, con 2 triple, nel primo periodo), mettono testa avanti e chiudono avanti al 10° per 20-10. 

Nel secondo quarto, Roseto continua a giocare con continuità e difendere forte, mentre Campobasso si infrange senza costrutto in attacco, segnando soltanto 2 punti nell’intero secondo periodo, entrambi dalla lunetta. Roseto è invece nelle triple di Verlasevic Brcaninoic e in una manovra corale che porta le Pantere al massimo vantaggio di 20 punti sul 31-11, con il primo tempo che si chiude sul 31-12. 

Campobasso, al rientro dagli spogliatoi, piazza un parziale difendendo a tutto campo e trovando canestri da Gray (10 nel periodo), mettendo paura al Roseto, che si scuote in tempo per recuperare e arrivare al 30° avanti 46-30, anche grazie a due triple inventate da Caloro ed Espedale. 

Ma non è finita, perché Campobasso gioca l’ultimo quarto sapendo che può essere l’ultimo della stagione, segnando 24 punti e appoggiandosi su Meldere, Makurat e sulle 3 triple della classe 2007 Giacchetti. 

Così, a un minuto dalla fine, Campobasso potrebbe ancora vincerla, avendo recuperato tutto lo svantaggio. Le molisane però gettano al vento due palloni importantissimi, prima con Simon e poi con Morrison, mentre per Roseto sale in cattedra Melisa Verlasevic Brcaninovic, che segna 6 tiri liberi e mette in sicurezza la partita, che finisce con il punteggio di 59-54.

Le statistiche finali vedono Melisa Verlasevic Brcaninovic MVP a quota 16 punti (oltre a 7 rimbalzi, 2 assist e 17 di valutazione in 28 minuti), con 6 tiri liberi segnati su 7 nell’ultimo respiro della partita, risultando determinante con la sua elegante freddezza da “Regina di Sarajevo”.

A un’incollatura dalla MVP c’è Beatrice Caloro, con la solita gara totale impreziosita da un primo quarto da 10 punti, che chiude a 15 punti e 3 assist in 31 minuti.

Ennesima doppia doppia di Alyssa Ustby, che in 30 minuti segna 11 punti e arpiona 16 rimbalzi, smazzando 4 assist e totalizzando 22 di valutazione.

Meritata menzione e doppia cifra di valutazione per Lavinia Lucantoni – autrice di un gioco da 3 punti di importanza capitale nel momento più buio dell’ultimo quarto – che chiude a 10, frutto di 7 punti, 4 rimbalzi e 5 assist in 33 minuti.

Roseto è nella leggenda, avendo conquistato la Semifinale Scudetto.

Un risultato eccezionale, dovuto alla lungimiranza di una proprietà che solo nel 2023 era retrocessa dalla A2 alla serie B e che ha saputo, dopo l'acquisizione del titolo sportivo di Savona, ripartire e giocare due campionati in A2, vincendo quello della scorsa stagione e arrivando a questo incredibile risultato nel primo campionato di A1, per la gioia di una intera città.



Stampato il 03-27-2026 05:36:32 su www.roseto.com