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Mediante una serie di brevi quadri, Gambacorta racconta, attraverso uno sguardo molto personale, lo scrittore Gian Luigi Piccioli. Puntata 3.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Venerd́, 27 Marzo 2026 - Ore 19:00
Uno scrittore amico di Piccioli, Raffaele Crovi, anch’egli purtroppo oggi non molto frequentato, nel suo “Diario del Sud” dice che “gli scrittori molto spesso sono il termometro esatto della contemporaneità”.
Piccioli voleva essere quel termometro e aveva capito che per esserlo bisognava aderire al proprio tempo in modo asimmetrico, cioè dissonando e non combaciando con esso: per farlo occorrevano dei temi e un uso della lingua che fossero frutto di una scelta precisa, consapevole, voluta.
Aveva capito che bisognava imparare daccapo a dire le cose e che l'orizzonte di riferimento del fare letteratura non poteva che consistere nella ricerca di una novazione continua, ossia nella continua ricerca di forme del nuovo, di forme critiche buone a dire il nuovo. Se possiamo definire Gian Luigi Piccioli uno scrittore sperimentale, possiamo farlo in questa direzione.
Oggi siamo abituati a pensare che il mondo sia continuamente in cambiamento soltanto nel presente che viviamo e la frase che lo afferma sotto forma di luogo comune è sulla bocca dei più: “Oggi il mondo cambia a una velocità incredibile”.
In verità il mondo è sempre cambiato velocemente, la differenza sta nel fatto che oggi di questo clangore abbiamo una percezione mediaticamente amplificata minuto per minuto. Piccioli pensava che il mondo mutasse ogni giorno da sempre con rapidità e credeva che questo moto andasse raccontato innescando reazioni tra gli orizzonti dell'utopia e il dramma della storia.
(continua)
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Il critico condotto – Simone Gambacorta
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