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Mario Martorelli, che d’inverno vive nella Capitale e d’estate nel Lido delle Rose, ci racconta della Via della Seta e della dolce Francia, viste da un bar frequentato da gente proveniente da tutto il mondo.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Venerdě, 17 Aprile 2026 - Ore 10:30
Seduti al baretto del cinese, lui stesso ci racconta del progetto della Cina: aiutare con le proprie imprese, i paesi poveri.
Aiutarli a costruire porti ed autostrade per collegare l’Europa, l’Africa e l’Asia alla Cina.
Suona come la vecchia Via della Seta.
Ma che fa la Cina: anticipa i soldi per tutti? E se qualcuno non paga?
Nessun problema, si riprende i porti e le autostrade!
“Certo che ‘sti Cinesi so proprio boni”, commenta l’aiuto barista, che il cinese, ovviamente, da sempre paga in nero.
Er francese, per via che parla anche francese, prende subito la parola: “Quando mio padre non m’ha più voluto mantenere, mi sono arruolato nella legione straniera. M’hanno spedito in una isola dell’Oceano Indiano. Impedivamo gli sbarchi clandestini. Erano sempre i soliti poveracci che arrivavano dalle Comore. Bloccavamo gli arrivi e li rimpatriavamo immediatamente. La magistratura li voleva carcerà prima de noi”.
Il Nero (c’è sempre un nero tra di noi) interviene: “Là si che la magistratura rispettava le leggi, nun ce metteva la scala de seta e il blocco navale funzionava!”.
Fermi tutti: Blocco navale? Rimpatrio? Che mi ricorda?
Soffro di vuoto di memoria, oppure è meglio sorvolare per amor di patriota?
Un’idea mi assale: e se Trump avesse copiato dai francesi come usare l’ICE?
Oh, dolce Francia. Ma il tuo motto non è : Liberté, Égalité, Fraternité?
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Roma Amor [Riflessioni dalla Capitale, di Mario Martorelli.]
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