Il Critico Condotto – Simone Gambacorta
VIAGGIO PICCIOLI, DIZIONARI E AUTODIZIONARI

Mediante una serie di brevi quadri, Gambacorta racconta, attraverso uno sguardo molto personale, lo scrittore Gian Luigi Piccioli. Puntata 5.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 02 Maggio 2026 - Ore 10:30

Nel “Dizionario della letteratura italiana del Novecento”, diretto da Alberto Asor Rosa per Einaudi (1992), la voce su Piccioli è ben fatta e attenta, ma non lo è tanto quanto quella che troviamo nel primo volume del 2Dizionario della letteratura italiana contemporanea” curato per Vallecchi Enzo Ronconi (1973) e nella quale, tra le altre cose, si parla di Piccioli come uno dei “più interessanti tra i giovani narratori”, proprio in virtù della “intensità e novità del linguaggio”.

Questo punto, di per sé già rilevante, diviene ancora più interessante se si considera che, al tempo, Piccioli aveva pubblicato tre romanzi, il terzo dei quali era “Epistolario collettivo”: la cosa sta a indicare come, pur nel numero relativamente ristretto di opere, quella sua caratteristica, che poi avrebbe interessato tutta la sua opera, fosse già ben rilevabile e rilevante. 

A voler continuare ancora un poco questa sorta di passeggiata borgesiana (si è sempre epigoni) tra i dizionari, si potrebbe passare ad analizzare quello che di sé stesso  disse Piccioli nell’“Autodizionario degli scrittori italiani” curato da Felice Piemontese per Leonardo (1992). 

In quelle righe c'è infatti un passo che da sempre a me pare essenziale per comprendere questo scrittore: “La lingua di Piccioli è diversificata, lessicalmente ricca e tendenzialmente onnivora; attinge termini e forme dalle aree più distanti, anche desuete – urbana, contadina, aziendale, ecclesiastica, delle varie tecnologie e dell'immaginario – come un continuum che rifiuta le separatezze del tempo, delle classi e delle culture ‘lontane’, per produrre una scrittura che sia capace di dare credibilità al testo che di volta in volta vuole essere scritto, quello, appunto, che si fa strada facendo”.

Uno scrittore che riflette su sé stesso è altra cosa da uno scrittore che si riflette in sé stesso.

Ho l'impressione che la schiatta dei primi sia andata svanendo, e questo mi aiuta se non altro a capire parecchie cose dell’oggi letterario italiano.

(continua)

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