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Mario Martorelli, che d’inverno vive nella Capitale e d’estate nel Lido delle Rose, ci racconta di come può evolvere il progetto di una mangiata (progettata a sbafo) nella Capitale. Decima puntata.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 30 Maggio 2026 - Ore 11:15
I tre si nascondo nei pressi del bar “Dar banana”.
Guardano i due seduti ai tavolini. Aspettano che Tazio er roscio si allontani. Sulpicio si fascia la mano destra e si avvicina al “personaggio” e gli “intorta” una supercazzola.
“Sor maestro, la Sora Cecia m’ha detto che voi lavorate all’Alitalia. Gli porge la penna videocamera: Me potete scrive quanno parte l’aereo pe Teramo?”.
Il personaggio, infastidito: “Ma guardi, si sbaglia: io non lavoro all’Alitalia, l’Alitalia non c’è più e non c’è mai stato un aereo per Teramo”.
Sulpicio: “Sor maestro, ma che me dichi? Allora affittame na fosfanga cinque posti, ma ce deve da avè la rota de scorta e no er rotino !”.
Il personaggio comincia ad innervosirsi: “Guardi si sbaglia non affitto Volkswagen nè con ruota di scorta, nè con ruotino”.
Sulpicio in vena di fare amicizia: “Sor maestro, vabbè, ho capito, ma ‘ndove lavorate?”.
Il personaggio perde la pazienza: “Ma vedi de fatte li cazzi tua!”.
Sulpicio: “A sor maestro, vabbè, ma almeno famme arivà un cappuccino e un cornetto co crema”.
“Il personaggio”, ormai fuori di sè: “Ah scemo de en cretino che sei : vedi d’annattene a morì ammazzato” . Si allontana guardandolo con odio.
Sulpicio gongola. La penna ha registrato la voce e l’immagine del “personaggio”.
Si riunisce agli amici ed il terzetto entra nell’antro del pirata. Lui prende la penna e dopo aver armeggiato su quattro computer contemporaneamente, si collega con WhatsApp al cellulare di Tazio er Roscio.
Sulpicio si fingerà “il personaggio” ma er pirata farà in modo che “esca” la voce del personaggio e non quella di Sulpicio. Er pirata porge il telefono a Sulpicio che comincia a parlare. Ovviamente Tazio riconosce solo la voce del personaggio, e lo vede pure al cellulare. Pensa: “E che è successo, se semo visti mo’?”.
Il tono della voce del personaggio non è quella pacata di solito, ma piuttosto agitata. “Roscio stamme a sentì e nu rompe! “Da te stà a venì uno dell’Anti!” “E’ er più tosto de tutti.” “Quello prima te corca e poi te se beve. Nun te fa trovà! Squajate, sloggia!”.
Tazio cerca una via d’uscita.”Nun se po fa gnente?”.
Il “personaggio” lo tranqullizza: “Vai manzo : è n’omo che magna er frumento”. S’è mbertato puro na calibro 38 che ciavevano fatto na spojata a mano armata a villa Gordiani”.
Tazio capisce che il soggetto è corruttibile.
Il ”personaggio” continua: “Mbustaje 5.000,00 euri dentro an libro e fajelo dà da nantro. L’omo je deve da dì: manno detto de davve sto libro. Bada! Sta arivà, sta arivà!”.
Tazio er roscio prova a dire: “E se a quello che je da el libro coi sordi, lo denuncia pe corruzione?”.
Il personaggio: E a te che te frega, mica ar gabbio ce vai te, ce va quello che ja dato la busta! Il “personaggio” interrompe bruscamente la telefonata.
Tazio è sconvolto, però segue alla lettera le indicazioni del “personaggio” . Si ritrova con un libro in mano con dentro 5.000,00 € e pensa: “E mò a chi lo dò ? Gli torna a mente quel film nel quale si era tanto immedesimato: “Non c’è pace tra gli ulivi.”.
Poi però: “Er boja sta arrivà! Io devo da scappà!”.
A volte quando si dice: ma guarda il destino? Tutto è scritto! Da non credere!
Chi passa davanti il negozio? Ascanio!
Tazio pensa: “E a te chi te ce manna?
“Ascà, famme un favore che vado de prescia, me ita a foco casa mia! Stà qua ar negozio. Mo’ viene un padre de famiglia. Daje sto libro e dije: m’hanno detto de davvelo”.
Ascanio quindi s’impegna a consegnare il libro al “padre de famija”.
Tazio si allontana di corsa dal negozio...
(continua...)
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Roma Amor [Riflessioni dalla Capitale, di Mario Martorelli.]
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