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Una Medaglia d’Oro olimpica, il possibile arrivo di coach Francani, e poi una promettente giovanissima italiana, una americana e una ceca. Tutto quel che c’è da sapere sui rumors, oltre a una intervista a coach Simone Righi.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 06 Giugno 2026 - Ore 14:30
Coach Simone Righi è l’eroe Teseo e le Panthers Roseto rappresentano la sua nave, che dopo aver solcato il mare del basket femminile verrà sottoposta a manutenzione, sostituendo gran parte del fasciame che ha consentito l’approdo nella leggenda della semifinale Scudetto: massimo livello in 105 anni di pallacanestro a Roseto degli Abruzzi e in Abruzzo.
L’obiettivo, pur mutando i componenti, è far restare la nave in grado di navigare ancora con forza restando intatta l’essenza, che è poi la rosetanità rappresentata da un pubblico che era il più numeroso di tutta la Serie A1 già quando era in Serie A2, come dimostra la finale contro Costa Masnaga con 2.800 persone a tifare le Pantere.
Cosa resterà della leggendaria squadra della passata stagione? Poco, ma importante.
Si ripartirà dal direttore sportivo e coach Simone Righi, laureato ingegnere, che garantirà la continuità progettuale e dal suo staff, con il vice Giovanni Montuori e il preparatore atletico Alex De Federicis.
A livello di sponsor, la People Strategy di Luca Mazzali ha rinnovato e anzi ampliato il suo supporto in termini finanziari, così come comunicato dalle Panthers mediante il general manager, Francesco Del Governatore.
La società potrebbe pure arricchirsi di un nuovo ingresso nell’area tecnica, come Nando Francani: vice allenatore della Pallacanestro Roseto 2024/2025 vincitrice della Supercoppa e del Campionato di Serie B Nazionale.
A livello di squadra, molto bolle in pentola e nulla chiediamo al direttore sportivo e coach Simone Righi, che però da Capri, dov’è al lavoro con l’Italia Green di coach Capobianco, ha trovato i tempo di rispondere a qualche nostra domanda. Ecco la conversazione.
Coach, ben sapendo che non mi dirai alcun nome (e poi a quelli è giusto che ci pensi io nella mia qualità di giornalista), dimmi comunque a che punto è la squadra...
«La squadra è ancora da costruire, ma ciò che posso garantire è che chiunque arriverà a Roseto sarà stramotivata a giocare per le Panthers».
Un ultimo bilancio del passato, prima di archiviarlo?
«Siamo partiti da zero, due stagioni fa, costruendo una squadra tutta nuova avendo soltanto le conferme del capitano, Giulia Sorrentino, e di una giocatrice di sistema come Angelica Bardarè. Abbiamo ottenuto risultati francamente eccezionali e forse impensabili sia per la piazza sia per noi stessi. Dunque è normale che, dopo due campionati del genere, raggiungendo obiettivi che vanno oltre l’apice sognato, non è stato possibile dare ulteriore continuità al progetto».
Roseto, non avendo grandi potenzialità economiche, deve sapersi superare ad ogni stagione grazie a motivazioni, scelte azzeccate e ambiente unico. Poi le atlete proveranno a monetizzare altrove, dico bene?
«Alle protagoniste, che ringraziamo, è stata data giustamente la possibilità di andare a guadagnarsi ciò che si meritano, dopo la fatica che hanno fatto per imporsi in ambito nazionale. Ripartiamo comunque da alcune certezze, che sono Lavinia Lucantoni, la quale continuerà il proprio percorso qui con noi, e lo staff tecnico, che garantisce un tipo di pallacanestro ben precisa e cioè frizzante e in grado di continuare a far appassionare, come è stato in precedenza, il calorosissimo pubblico rosetano, giocando proprio come se fossero – per attaccamento a maglia e colori sociali – tutte atlete nate e cresciute a Roseto degli Abruzzi».
A livello di valori, come stai costruendo la nuova squadra?
«Stiamo cercando di costruire un mix di esperienza e gioventù. L’esperienza arriverà da giocatrici che hanno militato in Serie A1 e che sono alla ricerca di conferme o di riscatto, come la scorsa stagione è stata Giulia Moroni, mentre la gioventù la daranno giocatrici che arrivano dalla A2 e riteniamo possano crescere, come è stato quando due stagioni fa abbiamo ingaggiato Beatrice Caloro».
Per quanto riguarda, infine, le giocatrici straniere, come ti stai muovendo?
«Per quanto riguarda le quattro straniere, l’idea è di cercare profili che possano giocare ad alto ritmo e intensità con molti possessi, come intendiamo continuare a fare. Non è assolutamente facile trovare giocatrici competitive, perchè da questa stagione le nuove regole WNBA e le nuove regole del contratto NIL in NCAA attirano non solo giocatrici straniere, ma anche le miglior italiane che hanno optato per una esperienza collegiale. Quindi bisogna sempre più puntare a giovani prospetti, garantendo loro un percorso di crescita, certificato dalle nostre ultime due stagioni che sono state entrambe ottime».
Simone, per dirla con Mike Bongiorno: concludendo?
«Concludendo, il nostro mix sarà fra giocatrici esperte e giovani, come la nostra Aurora Farabello che ha dimostrato nell’ultimo campionato di meritarsi minuti in Serie A1, oltre alle giovani che come dicevo dovrebbero arrivare dalla Serie A2. L’idea è di ripartire dall’entusiasmo che c’è stato nel corso delle due stagioni e dalla meravigliosa cornice di pubblico che siamo riusciti a creare, arrivando ai 3.000 spettatori contro Venezia in Semifinale Scudetto. Ovviamente, dovremo essere bravi a richiamare quel grande pubblico fin dalle partite di campionato, anche se è più difficile, ma offrendo sempre il massimo impegno e anche nuove prospettive di gioco mediante nuove giocatrici, contiamo di continuare a crescere in entusiasmo e risultati».
Udito il direttore sportivo e coach, eccoci ai nomi che ci risultano, sentendo i rumors di mercato.
Abbiamo già scritto di Caterina Dotto, Valeria Trucco e Ilaria Bernardi. Ecco comunque un piccolo riassunto.
Caterina Dotto, lo scorso campionato in A1 a Tortona, a 6,1 punti, 1,5 rimbalzi e 2,4 assist in 16,4 minuti di gioco con 3,5 di valutazione.
Valeria Trucco, classe 1999, ala grande di 191 cm, in uscita dalla Serie A1 del Geas Sesto San Giovanni dove in 14,8 minuti ha segnato 1,6 punti, arpionato 4 rimbalzi e totalizzato 2,6 di valutazione.
Ilaria Bernardi, ala classe 2005 di 178 cm, in uscita dalla Serie A2 di San Giovanni Valdarno, squadra con la quale ha disputato e perso la finale promozione in Serie A1 contro Costa Masnaga, giocando un campionato da protagonista assoluta visto che in 32 partite ha giocato 29 minuti di media segnando 16,4 punti, catturando 5,9 rimbalzi, servendo 2,7 assist e totalizzando 17,5 di valutazione.
Oggi mettiamo sul piatto altri nomi.
Il primo nome è tonitruante. Si tratta della tedesca Stella Marie Reichert, ala grande classe 2001 di 185 cm, figlia e sorella d’arte che si è formata anche negli Stati Uniti d’America, al college di Old Dominion di Norfolk, Virginia. Il nome è di quelli altisonanti perché l’atleta ha vinto la Medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Parigi nel basket 3x3 e sarebbe il primo caso di campionessa olimpica nella pallacanestro rosetana, dopo che – ai tempi della Serie B – era arrivata nel Lido delle Rose Marcella Filippi, campionessa mondiale di basket 3x3 nel 2018 nelle Filippine. L’atleta ha giocato da protagonista in Serie A1 italiana nella stagione 2024/2025 con Faenza, avendo una strepitosa media in doppia doppia nelle 12 partite giocate a 14 punti e 11 rimbalzi (con oltre 18 di valutazione), prima di un serio infortunio a un ginocchio. Di recente è tornata a giocare e in questi giorni è impegnata in Polonia, a Varsavia, nella Coppa del Mondo 3x3.
Il secondo nome ci porta negli Stati Uniti d’America ed è quello di Bella Fontleroy – che se arrivasse potremmo soprannominare “Little Lady Fontleroy”, in omaggio al romanzo “Little Lord Fauntleroy” (con tanto di film) – nativa di Springfield, Missouri (Springfield, Massachusetts, è invece la città in cui c’è la Naismith Memorial Basketball Hall of Fame). Parliamo di una guardia-ala (swingwoman) giocatrice esterna classe 2003 di 183 cm, che in estate ha terminato il quadriennio collegiale a Baylor, con le Bears (dunque da orsa, peraltro animale simbolo d’Abruzzo, a pantera, sempre se dovesse arrivare) giocando la Big XII Conference, dove ha fatto incetta di premi. Ricordiamo soltanto quelli dell’ultima stagione: Academic All-Big 12; Honorable Mention All-Big 12 e All-Big 12 Defensive Team. Lo scorso mese di aprile, l’atleta ha firmato un contratto per il training camp con la squadra di WNBA delle Atlanta Dream e probabilmente potrebbe fare il salto oltreoceano nella sua prima avventura europea da professionista, dopo aver indossato la maglia 22 di Baylor, partendo titolare in tutte le sue ultime 75 partite. Nella stagione 2025/2026, per lei medie di 9 punti, 5,6 rimbalzi, 1,5 palle rubate e 1,3 stoppate in 26,1 minuti di media, fungendo da baluardo e riferimento difensivo per la squadra.
Il terzo nome ci riporta nella vecchia Europa, più precisamente in Repubblica Ceca. Parliamo infatti di Eliska Brejchova, classe 2003 di 180 cm circa (arrivasse a Roseto ci periteremo di misurarla, visto che siti differenti offrono altezza differenti che vanno dai 177 ai 183... noi facciamo una media tenendoci nel mezzo). E se Fontleroy è una swing woman (guardia-ala) lei è una combo (play-guardia), rispecchiando la liturgia righiana che da due stagioni a Roseto predica pane e platoon system, con atlete in grado di giocare – tutte o quasi – almeno due ruoli. Brejchova ha giocato nell’ultima stagione in patria, con il Chomutov, disputando anche l’Eurocup. In Campionato, 26 partite a 27,8 minuti, segnando 16,2 punti, catturando 2,9 rimbalzi, smazzando 1,9 assist e totalizzando 12.3 di valutazione. In Eurocup, 6 partite a 29,5 minuti con 12,3 punti, 1,3 rimbalzi, 2,5 assist e 2,5 di valutazione.
Il quarto nome di cui si parla è quello della giovanissima Marianna Zanetti, da Thiene (in provincia di Vicenza, paese natio pure del gigante Antonio Saccardo), classe 2008 di 190 cm. La ragazzina è tosta e guidata da coach Paolo Seletti nella stagione appena conclusa ha vinto la Serie A2 a Faenza, giocando 30 partite a 20 minuti di media, segnando 7 punti, arpionando 6,8 rimbalzi, smazzando 0,9 assist e totalizzando 9 di valutazione. Marianna Zanetti è figlia d’arte di Rosita Marchioro, che – come ci ricorda l’amico e collega Mauro Conticello – appena 20enne giocò in Abruzzo, alla Pitagoria Pescara nella stagione 1990/1991, allenata da Guido Novello, vincendo il campionato ai Playoff e conquistando così la promozione in Serie A1. E chissà che la figlia non possa seguire le orme della mamma, anche se Marianna praticamente la vogliono tutti e pare che Tortona sia la più avvantaggiata nel chiudere l’ingaggio.
Ricapitolando, e sottolineando che ad oggi le uniche sicure di vestire la maglia delle Panthers Roseto sono Lavinia Lucantoni e Aurora Farabello, ecco la lista dei 9 nomi, in “ordine di rumors”.
LUCANTONI Lavinia
FARABELLO Aurora
DOTTO Caterina
BERNARDI Ilaria
TRUCCO Valeria
REICHERT Stella Marie (Germania)
FONTLEROY Bella (Stati Uniti d’America)
BREICHOVA Eliska (Repubblica Ceca)
ZANETTI Marianna
Al solito, staremo a vedere.
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