Era il mio primo giorno di ferie dell’estate 1996 e avevo appena piazzato l’amaca sotto un grande abete alla Frontera, a Cusciano di Montorio al Vomano. Volevo godermi due settimane in montagna, in assoluto relax, ma squillò la mattonella che allora era il cellulare.
Un amico, purtroppo scomparso, un maestro e uomo di cavalli di nome Alfonso Giovannangelo, mi cercò andando subito al sodo: la CARSA, la più grande e importante casa editrice abruzzese, stava lavorando a una guida al trekking equestre, per completare una collana di guide che avrebbero fatto da corollario al volume padre intitolato “ABRUZZO – Natura forte del Mediterraneo”.
Pochi mesi prima, nel 1995, avevo curato “T.R.E.C. – UNA MODESTA PROPOSTA – Un piccolo manuale per conoscerlo insieme”, firmato dal Campione Europeo 1993 di T.R.E.C., il pescarese Paolo Torlontano. Si trattava di un piccolo volume, ma era pur sempre il mio primo libro – avendone curato progetto editoriale, grafico e coordinamento editoriale – e ne andavo molto orgoglioso. Lo aveva pubblicato l’ANTE (Associazione Nazionale Turismo Equestre) Abruzzo e la diffusione della pubblicazione in bianco e nero con la copertina verde militare, della quale avevo persino curato i disegni, evidentemente era stata notata da qualcuno della CARSA, oltre all’endorsement che Alfonso fece ai suoi amici della casa editrice.
Ai tempi non c’erano i social media né i motori di ricerca (Google sarebbe nato ufficialmente nel 1998, quando io aprii il mio giornale online www.roseto.com), per cui la CARSA aveva contattato Alfonso Giovannangelo, che era poi la persona che aveva portato a diventare campione europeo di T.R.E.C. il suo protetto, Paolo Torlontano.
Fu così che smontai l’amaca, arrotolai nuovamente il sacco a pelo senza averlo mai usato e me ne tornai a Roseto, per poi, la prima mattina utile, andare a Pescara a conoscere quelli della CARSA.
Il primo volto fu quello del bellissimo – e, col senno di poi, bravissimo – Roberto Monasterio, che mi parlò del progetto. Poi conobbi Andreas Waibl, grafico che avrebbe lavorato per armonizzare testi, foto e cartine militari di viaggio (fare una guida nel 1996, quando c’erano soltanto le cartine dell’Istituto Geografico Militare, era un lavoro assai complicato, rispetto a oggi che esistono le mappe).
Mi dissero che da me si aspettavano i testi e le foto dei viaggi che avevano composto il Raduno Nazionale 1996 dell’ANTE, culminato a Sulmona poche settimane prima, con carovane di cavalieri partite dalle 4 province abruzzesi e dal Molise.
Avevo fatto il viaggio da Teramo a Sulmona, potevo contare sul fotografo Roberto Clementoni – con il quale dal 1992 giravo l’Italia per scrivere articoli di endurance e cross-country – e avevo dalla mia Alfonso Giovannangelo, che aveva allertato le guide delle altre tratte affinché mi aiutassero con le cartine per i loro viaggi.
Nonostante il volume fosse da impostare e finire entro il 1996 – dunque si trattava di sacrificare le ferie estive e ogni altro giorno libero fino ad autunno inoltrato – accettai, perché la CARSA ci propose, semplicemente, di essere pagati come meritavano uno scrittore e un fotografo e cioè a tariffa. Io sulle prime, uditi i compensi totali se fossimo riusciti nell’impresa, non credevo alle mie orecchie. Una cifra simile l’avrei guadagnata in metà anno del mio lavoro da impiegato e anche per il fotografo il compenso era molto importante. Così, dovendo procedere alla ristrutturazione della mia prima casa, mi gettai a capofitto nel lavoro, una volta ottenuto l’OK da Roberto Clementoni.
Un lavoro che fu possibile realizzare davvero a tempo di record, grazie ad amici fraterni come il compianto maestro Claudio Di Marco e Agostino “Piersanti” D’Agostino, oltre a tanti altri come Emilio D’Ambrosio, Francesco Bonaduce e Peppe Cargini (e certamente ne dimentico molti), che si prestarono con noi a percorrere buona parte dei tragitti proposti per tornare sui luoghi, verificare altimetrie e passaggi, scattare foto in sella quando mancanti (dunque portandoci dietro trailer e cavalli).
Col senno di poi, un lavoro impossibile fu trasformato in possibile grazie a quella voglia sovrumana che ti permea quando ti offrono di passare dal fare un libriccino di 50 pagine autoprodotto e rilegato a punto metallico a pubblicare un libro vero, bellissimo, a colori, impaginato in modo sopraffino, che sarebbe poi stato diffuso in centinaia di migliaia di copie.
Quando tornai alla CARSA per verificare i lavori che dopo ogni giorno fra cavallo, viaggi e foto scrivevo e inviavo via telefax (fu il periodo in cui cominciarono pure a funzionare le e-mail, che rivoluzionarono i tempi visto che i fogli di fax non dovevano essere ribattuti), mi trovai a ricevere i complimenti dei fondatori dell’azienda: Roberto Di Vincenzo e Giovanni Tavano e – graditissimi – quelli della correttrice di bozze, Mariella Pieranunzi.
Coinvolsi nella stesura del libro, per un capitolo intitolato “Il cavallo e la legge”, il mio amico avvocato di Roma, Fabrizio Martorelli, così come coinvolsi altri amici: ovviamente Alfonso Giovannangelo – al quale tutto devo per questo libro –, Luciano Di Francesco, Paolo Torlontano, Giovanni Dell’Arciprete, Giovanni Di Battista, Ugo Di Girolamo, Carmine Di Perna.
Alle foto pensò Roberto Clementoni, ma quella di copertina la scattò Marco Rapone, immortalando Franco Persia in sella al suo Hazim.
Nell’apertura del volume, ringraziai – in rigoroso ordine alfabetico – i cavalli che ci portarono per quelle strade: Al, Apache, Ashur, Bahia de la Nue, Florence, Kirkesh, Igor, Michela, Mora, Nives, Ombra, Oscar, Pablito, Peggy, Primo, Rulens, Sagitta, Shaara, Shareefa, Tango, Ustica, Ventolero (e tutti gli altri dei quali non ricordavo o ignoravo il nome), per essere stati splendidi compagni di viaggio, impareggiabili per equilibrio e disponibilità.
Ricordo che il colophon riportava anche l’autorizzazione e il nulla osta alla diffusione – da parte dell’Istituto Geografico Militare – delle cartine riportare sul libro.
Il volume finito si componeva di 80 pagine a colori, davvero splendidamente architettato dalla coppia magica Monasterio/Waibl.
L’indice comprendeva una presentazione e una parte introduttiva, con approfondimento su Turismo Equestre ed Equitazione di Campagna.
Alfonso Giovannangelo scrisse del Cavallo da Trekking, spiegando la bardatura, l’attrezzatura e il primo soccorso, il decalogo e la tabella di allenamento, le malattie e i traumi del cavallo.
Luciano Di Francesco curò l’approfondimento sulla mascalcia e il saper viaggiare.
Fabrizio Martorelli, come detto, l’approfondimento sul cavallo e la legge.
Poi il libro approfondì le specialità equestri dell’ANTE: Endurance, T.R.E.C., Cross-Country e Gimkana.
Dopo la parte propedeutica, perché il cavallo non è un oggetto, i Percorsi: la Via del Mare; la Via di Campo Imperatore; la Via dell’Altopiano delle Rocche; la Via del Tratturo; la Via della Majella.
Alla fine, un elenco di indirizzi utili.
Quando mi consegnarono la prima bozza, stampata in bianco e nero da una buona stampante laser, ebbi un tuffo al cuore. Mi sembrava già bellissimo. E non avevo visto il capolavoro che ne sarebbe uscito a colori.
Il libro chiuse le guide del progetto legato al volume che dava il nome alla collana: “ABRUZZO – Natura forte del Mediterraneo”.
Erano 6 in tutto e le altre 5 erano le guide a: Fauna; Meraviglie Sconosciute; Sci di fondo; Parchi e Riserve Naturali; Mountain Biking.
Quel lavoro eccezionale mi cambiò la vita sia interiormente – perché capii che, con le necessarie motivazioni, avevo la forza e la capacità di realizzare anche cose impensabili in pochi mesi – sia professionalmente, visto che presi a collaborare con la CARSA, con la quale ho realizzato circa la metà dei miei attuali 21 volumi scritti e/o curati e progettati.
Quel lavoro mi fece conoscere professionisti di eccezionale valore, come Giovanni Tavano, Direttore Editoriale di CARSA, che ho rivisto, per la presentazione di un libro sul Cinema in Abruzzo, venerdì 10 luglio 2026, dopo un lustro, in occasione del Trentennale del festival cinematografico Roseto Opera Prima, fondato nel 1996 dal compianto maestro Tonino Valerii.
E siccome tenevo non soltanto al Trentennale di Roseto Opera Prima, ma pure a quello, più personale, dell’uscita del mio libro, mi sono portato una copia di quel volume del 1996 e delle sue riduzioni tascabili in 3 lingue uscite nel 1999, con la speranza di farmi una foto con il mio Editore, per poi scriverci un pezzo in modalità amarcord. Grazie a Cristiana Quaranta, ho ottenuto le foto.
Ecco dunque questo amarcord.
Nonna Scolastica Nardi, detta Esterina, della quale oggi ricorre il Centenario della nascita, sosteneva che la vita era “un’affacciata di finestra”. E credo avesse ragione.
Ma fra quelle imposte aperte e chiuse – Giuseppe Ungaretti chioserebbe, magari, fra i fiori colti e gli altri donati – c’è la vita. Che per il poeta era l’inesprimibile nulla, mentre per me è qualcosa di eccezionale, per quanto inspiegabile, che porta anche a vivere periodi come quello che ho raccontato e che danno sapore all’esistenza.
Grazie, compianto Alfonso Giovannangelo e grazie CARSA: mi avete, con il vostro affetto e la vostra stima, fatto diventare uno scrittore.
A cura di Luca Maggitti
ABRUZZO
Guida al trekking equestre
1996 – CARSA Edizioni – Codice ISBN 88-86525-05-2.
Il libro è stato riassunto e nuovamente stampato nel 1999, in edizione tascabile, in italiano, inglese e tedesco.
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