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Amichevole equilibrata nella prima parte, poi il maggior tasso tecnico dei reatini si è fatto sentire. I tabellini e le dichiarazioni di Gullotto e Gramenzi, che ha ringraziato i tifosi che hanno seguito la squadra in trasferta.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 22 Agosto 2026 - Ore 23:00
SEBASTIANI RIETI 88
PALLACANESTRO ROSETO 69
Primo Tempo: 39-37.
Primo galoppo stagionale per i rosetani, impegnati in terra sabina contro la squadra di A2 della Sebastiani Rieti.
La partita ha visto Roseto giocare alla pari nel primo tempo e cominciare a mollare nella prima metà del secondo, poi il maggior divario tecnico dei padroni di casa si è fatto sentire per intero.
Coach Gramenzi ha mandato in campo tutti i 15 atleti impegnati nella preparazione (unico assente Giordano Durante, il cui rientro in campo è previsto intorno a dicembre), compresi i giovani classe 2009 aggregati della Roseto Basket Academy.
Il primo quintetto stagionale rosetano ha visto in regia Morina, Pellizzari guardia, Chiti ala piccola, Mazzoni e Fabiani lunghi.
Ma il dato vale per gli annali e le curiosità da almanacco, visto che nel giro di pochi minuti sono entrati gli altri 5 e poi i ragazzini della Academy e che non sono stati computati dallo staff neanche i tabellini personali degli atleti rosetani.
A fine partita, così l’assistente allenatore, Marco Gullotto: «È stato un buon primo test, contro una squadra di una categoria superiore che ambisce alle prime posizioni della A2. Abbiamo cercato di mettere benzina nelle gambe, e capito a che punto siamo dopo due settimane di lavoro. Consapevoli che la strada è ancora lunga, lunedì torneremo in palestra per continuare a migliorare».
Coach Franco Gramenzi a fine partita non ha parlato di questioni tecniche, chiosando: «Ho visto sugli spalti alcuni sportivi rosetani – fra i quali Giuliano Spizzico – che ho ringraziato per la loro fedeltà, vicinanza e supporto. Davvero grazie a questi nostri tifosi, che si sono sobbarcati una trasferta per una amichevole, con questo caldo, e che ci ricordano con il loro affetto quanto tengano alla maglia e quanto noi dobbiamo lottare per onorarla».
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