Serie A1 Femminile – Panthers Roseto
IL CACCIUCCO AL SAPORE DI PANTERE E LA DINASTIA CESTISTICA DEI RAMAGLI

Satireggiando sulla amichevole di sabato 12 settembre fra Panthers e Ladies Libertas Livorno, con un approfondimento romantico dedicato a un allenatore amico e ai suoi figlioli.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 13 Settembre 2026 - Ore 12:30

PANTHERS ROSETO 59
LADIES LIBERTAS LIVORNO 68

Parziali: 8-18; 17-23 (25-41); 12-10 (37-51); 22-17 (59-68).

PANTHERS ROSETO: Dotto 13, Cossavella 6, Lucantoni, Algeri, Farabello, Trucco 10, Miccoli 6, Bernardi 9, Brejchova 3, Versuro 2, Clark 10, Cerani, Ciommo. Coach: Righi.
 
LADIES LIBERTAS LIVORNO: Hoppie 10, Sammartini 6, Toffali 3, Natali 14, N’Guessan 4, Cornelie 5, Poggio, Gilli 10, Smith 13, Gerini 3. Coach: Andreoli.


Il brodetto alla livornese, che si chiama “Cacciucco”, è un ricco e gustoso piatto unico a base di pesci cotti non tutti insieme, ma rigorosamente distinti a seconda di quanto sono coriacei e quindi in quanti minuti cuociono.

Guardando il primo tempo di Roseto-Livorno, ieri, ho pensato a una pericolosa variante del Cacciucco: quello a base di Pantera. Tanto erano molli le rosetane finite nel pentolone labronico.

Primo quarto 8-18, secondo 17-23 e ritorno negli spogliatoi sul 25-41. Qualche minuto prima, durante un timeout, mi è parso di sentire – in lontananza, perché ero dietro la panchina ospite – coach Simone Righi urlare la parola “casa”.

E se l’immagine cestisticamente horror del primo tempo è quella delle Pantere affogate nel Cacciucco, quella romantica è la parola Ramagli, scritta sul maxi tabellone, come assistente di coach Andreoli.

Ramagli: chi era costui? No, scherzo! È un cognome non da Carneade. Non nella pallacanestro, almeno. 

Così ho scritto in WhatsApp a coach Alessandro Ramagli, chiedendo se fosse suo parente, vista pure la stessa matrice livornese. Alessandro, immagino compatendo la mia deriva senile, mi ha risposto che si tratta di suo figlio, inviandomi pure una foto che Giorgio Pomponi gli aveva mandato a inizio amichevole col figliolo (sono arrivato pochi minuti dopo il primo quarto e non ho assistito all’abbraccio che avrebbe potuto chiarirmi molte cose).

Io ero rimasto, avendolo appurato dall’arbitro livornese Stefano Ursi, che Ramagli aveva un figlio team manager della Libertas Livorno maschile che ci purgò in gara 5 nel 2024. Ma quello è il figliolo più piccino, Alessio, mi hanno spiegato ieri. Mentre questo è il primogenito, Alberto.

Alberto che, durante un timeout, ha ruotato la sua cartella e io ho riconosciuto il logo della Banca Tercas Teramo: l’unico domicilio abruzzese (finora) della carriera di Ramagli padre, che quando operava in terra aprutina scendeva a Roseto a cenare con me, golosamente scoticandosi l’agnello che chef Marino Di Colli gli preparava da Ciambi.

È andata a finire che alla fine del primo tempo ho chiesto una foto ad Alberto Ramagli con la cartella girata. Lui, imbarazzato dalla mia sfacciata maleducazione, non mi ha rifiutato lo scatto. Ma dovevo, perché c’è tutto il senso della cosiddetta “legacy”... in quella consegna che ho immaginato Alessandro avrà fatto al figliolo che ricalca le paterne orme.

Che poi Ramagli padre è quello che in sala stampa al palasport rosetano, nella A2 1999/2000, chiese chi fossero Pomponi e Maggitti. Giorgio e io ci guardammo in faccia e poi, alla reiterazione della domanda, rispondemmo – come Totò e Peppino del “Noio vulevan savuar” – un timido: “Siamo noi”. Temevamo la rampogna, ci guadagnammo invece una carezza. Infatti, Alessandro chiosò: “Volevo dirvi che quando guardo le partite in VHS del Roseto per analizzarle, non escluso l’audio della vostra telecronaca”. Oltre un quarto di secolo dopo, anche se non mi dà da mangiare, porto quel complimento in tasca come fosse una tessera cestistico-annonaria.

Ma torniamo alla partita, perché è giusto sottolineare che – nelle precedenti due stagioni di coach Simone Righi – una pallacanestro ingolfata come quella del primo tempo l’ho vista soltanto in TV, contro Matelica in A2. Insomma: può succedere. Anche se la cosa è più unica che rara.

Anche perché alle Pantere mancava l’olimpionica di 3x3 Marie Reichert, che sarà presumibilmente la “4” titolare del quintetto rosetano. E mancava pure Bella Fontleroy, che non arriverà. Quindi mancava pure la seconda straniera extracomunitaria (eventualmente surrogabile con una comunitaria, conservando i visto per eventuali tempi bui). E, a dirla tutta, mancava pure – anche se a referto, nelle due amichevoli finora disputate, c’è andata – la ceca Brejchova. Perché è una tiratrice mancina (che farà canestro, poi), che finora ha segnato due canestri in tutto e ieri, nel primo tempo, ho visto ottenebrata quando preselezionava le linee di passaggio, puntualmente sporcate o intercettate.

Insomma: a voler vedere il bicchiere mezzo pieno, mentre a Livorno mancava la “2” ungherese da quintetto, su 4 straniere le Panthers avevano in campo “davvero” solo la centro  statunitense Cali Clark. Come dire: ampi margini di miglioramento, appena i marosi del basket mondiale ed europeo del 3x3 avranno cessato di far navigare nella tempesta la Nave di Teseo Righi, che nei prossimi giorni perderà – sempre a causa del basket 3x3, che tutto fagocita – sia Eliska Brejchova sia Lavinia Lucantoni.

Insomma: pazienza e lavoro da parte dello staff e supporto da parte dei tifosi, numerosi ieri per una amichevole alle 4 del pomeriggio (direi oltre 700).

Intanto, un plauso a chi ha tirato la carretta: capitan Dotto (13 punti), le lunghe Clark e Trucco (entrambe con 10 punti) e Miccoli (6), oltre a Bernardi (9). Da segnalare anche le due triple della giovane Cossavella e un canestro dell’altra giovane, Versuro.

Prossima amichevole per le Panthers, venerdì 18 settembre 2026 alle 17 al Palasport di Penne contro San Martino di Lupari. Poi, lunedì 21 settembre si torna al PalaMaggetti, per l’amichevole delle ore 19 contro Campobasso. Infine, torneo in Molise, a Campobasso, nel weekend 26-27 settembre prima dell’Opening Day, sempre a Campobasso, il 3 e 4 ottobre 2026, con l’esordio in campionato sabato 3, contro San Martino di Lupari.







Stampato il 09-13-2026 14:48:56 su www.roseto.com