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MALASANITÀ ED ERRORE MEDICO: QUANDO SI PUÒ CHIEDERE UN RISARCIMENTO E COSA DEVE FARE IL PAZIENTE

Non perdere il giusto risarcimento, affidati a professionisti competenti.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Giovedì, 17 Settembre 2026 - Ore 11:15

Un intervento chirurgico che provoca conseguenze inattese, una diagnosi arrivata troppo tardi, una terapia non adeguata o una carenza organizzativa dell'ospedale. Quando qualcosa non va durante un percorso sanitario, per il paziente e per la sua famiglia è naturale chiedersi: si tratta di una complicanza inevitabile oppure di un errore per il quale è possibile ottenere un risarcimento?
Non ogni risultato negativo di una cura significa automaticamente “malasanità”. Per parlare di responsabilità sanitaria occorre valutare tecnicamente ciò che è accaduto e verificare se una condotta colposa o una carenza della struttura abbia causato — o contribuito a causare — un danno al paziente.
La materia è disciplinata, tra l'altro, dalla Legge n. 24/2017 (Legge Gelli-Bianco), che regola la sicurezza delle cure e la responsabilità professionale sanitaria. 

Quando possiamo parlare di errore sanitario?
Un danno può derivare da situazioni molto diverse.
Può esserci un'imperizia, quando una prestazione sanitaria non viene eseguita con le competenze richieste dal caso; una negligenza, quando vengono omessi controlli, attenzioni o attività necessarie; oppure un comportamento imprudente.
La responsabilità può inoltre riguardare non soltanto il singolo professionista, ma anche la struttura sanitaria pubblica o privata. La legge prevede infatti una specifica responsabilità civile della struttura per le condotte dolose o colpose dei professionisti sanitari dei quali si avvale. 
Pensiamo, ad esempio, a un'organizzazione inadeguata, a ritardi nell'assistenza, a problemi nella gestione del paziente o ad altre carenze che abbiano concretamente inciso sul risultato delle cure.

Gli errori possono verificarsi prima, durante e dopo un intervento
Quando si pensa alla malasanità si immagina spesso soltanto l'errore commesso durante un'operazione chirurgica.
In realtà il problema può nascere in qualsiasi momento del percorso sanitario.
Prima dell'intervento può essere rilevante, ad esempio, una diagnosi errata o tardiva oppure l'omessa esecuzione di approfondimenti necessari.
Durante un trattamento o un intervento possono verificarsi errori nell'esecuzione della prestazione.
Anche la fase successiva può assumere grande importanza: controlli post-operatori, monitoraggio delle condizioni del paziente, gestione delle complicanze e tempestività degli interventi possono diventare elementi decisivi nella valutazione complessiva del caso.

Un peggioramento non significa automaticamente malasanità
Questo è probabilmente il concetto più importante da spiegare al cittadino.
La medicina non garantisce sempre la guarigione e una complicanza non equivale necessariamente a un errore.
Per ottenere un risarcimento non basta quindi dimostrare che dopo una cura o un intervento il paziente stia peggio.
Occorre ricostruire il percorso clinico, verificare il comportamento dei sanitari e della struttura e soprattutto accertare il nesso causale tra ciò che viene contestato e il danno subito.
È per questo che le pratiche di responsabilità sanitaria non dovrebbero essere valutate soltanto dal punto di vista legale: è fondamentale anche un'analisi medico-legale della documentazione.

Il primo passo: recuperare tutta la documentazione sanitaria
Quando una persona sospetta di aver subito un errore medico, una delle prime cose da fare è non perdere documenti e informazioni.
Cartella clinica, referti diagnostici, esami, immagini radiologiche, lettere di dimissione, prescrizioni, certificazioni, documentazione relativa a interventi e successive cure possono diventare fondamentali.
È utile conservare anche la documentazione delle spese sostenute e di eventuali ulteriori trattamenti resisi necessari.
Prima di accusare qualcuno di aver commesso un errore, bisogna infatti essere in grado di ricostruire tecnicamente quello che è realmente successo.

Quali danni possono essere risarciti?
Quando viene accertata una responsabilità sanitaria, la valutazione del risarcimento dipende dalle conseguenze concretamente prodotte.
Possono assumere rilievo, a seconda del singolo caso, le lesioni temporanee e permanenti, le ulteriori cure necessarie, le spese sostenute e altri pregiudizi patrimoniali e non patrimoniali conseguenti all'evento.
Nei casi più gravi, purtroppo, l'errore può contribuire al decesso del paziente. In queste situazioni la posizione dei familiari e le diverse componenti di danno devono essere esaminate individualmente.
La stessa Legge 24/2017 disciplina espressamente il risarcimento del danno conseguente all'attività della struttura sanitaria o sociosanitaria e dell'esercente la professione sanitaria. 

Perché serve una valutazione medico-legale prima di iniziare una richiesta
Nella responsabilità sanitaria uno degli errori più frequenti è partire immediatamente con una contestazione senza avere prima analizzato adeguatamente il caso.
Il percorso corretto dovrebbe essere diverso.
Bisogna acquisire la documentazione sanitaria, ricostruire cronologicamente gli eventi e sottoporre il caso a professionisti in grado di stabilire se esistano realmente elementi compatibili con una responsabilità e quale danno possa essere collegato a quella condotta.
Solo successivamente ha senso impostare una richiesta risarcitoria nei confronti dei soggetti responsabili.
È un approccio che tutela anche il paziente: evita di affrontare procedure lunghe e complesse quando non esistono sufficienti elementi tecnici per sostenerle.

Legal Insurance: valutiamo insieme quello che è successo
Se tu o un tuo familiare ritenete di aver subito le conseguenze di un possibile errore medico, di una diagnosi tardiva, di un intervento non correttamente eseguito o di una carenza nell'assistenza sanitaria, è importante prima di tutto capire se esistano concretamente i presupposti per chiedere un risarcimento.

Legal Insurance – Tutela e Risarcimento segue il caso attraverso una valutazione integrata degli aspetti medico-legali e risarcitori, accompagnando il paziente dall'analisi iniziale della documentazione fino all'eventuale richiesta di risarcimento.

Il Dott. Sabatino Quatraccioni, fondatore di Legal Insurance, insieme all'Avv. Martina Rapone, segue personalmente le diverse fasi della pratica avvalendosi, quando necessario, delle competenze medico-legali e specialistiche utili alla valutazione del caso.

La prima valutazione è gratuita e, nei casi presi in carico secondo questa formula, il compenso viene richiesto solo in caso di ottenimento del risarcimento.

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Quando si sospetta un errore sanitario, il primo passo non è accusare: è capire, attraverso i documenti e una corretta valutazione medico-legale, che cosa è realmente accaduto.



Stampato il 09-17-2026 14:39:08 su www.roseto.com