Qualche sera fa, casualmente, ho rivisto a Roseto degli Abruzzi l’ex mezzofondista statunitense Ken Washington, vicino al posto in cui lo vidi nella primavera del 2025.
Nel 2025 non lo fermai, ma la sua “apparizione” la raccontai nel libro OTESOR. Stavolta, perciò, è stato doveroso fermarlo, fare la sua conoscenza e qualche sera dopo rivederlo per dargli una copia del libro in cui è citato.
Qualche anno fa avevo intervistato il figlio di Ken, Marc Washington, che oggi vive negli Stati Uniti d’America, in North Carolina come il padre. Stavolta ho parlato con Ken che mi ha raccontato alcune cose molto interessanti della sua passata carriera e fatto vedere il suo brevetto chiamato “Extreme Flex USA”: un attrezzo per la preparazione atletica che vi invito a guardare nel sito che propongo in calce.
Ecco l’estratto del libro.
[OTESOR, LE PANTHERS E KEN WASHINGTON...]
Quei giorni mi avvilupparono di gioia con l’effetto surround. La Pallacanestro Roseto aveva chiuso i conti nel quarto di finale playoff il venerdì precedente a Faenza, sigillando la serie sul 3-0 e io approcciai il mercato sul mare a Roseto di giovedì 22 maggio, praticamente saltellando dall’allegria.
Quel giorno, ebbi un’apparizione.
Mentre ero seduto su una panchina attigua alla Pineta Raffaello Celommi, aspettando il risveglio di Simone Righi e Giorgio Pomponi, passò davanti a me “La Lepre”, al secolo Ken Washington, ex atleta statunitense che vive in America ma a volte passa per Roseto. Lui non mi conosceva, ma io sapevo delle sue imprese e conoscevo suo figlio Marc, ottimo giocatore delle giovanili e poi rapper cresciuto nel Lido delle Rose.
Ken era stato una “lepre” di eccezionale valore nel mondo dell’atletica leggera e un giorno, mentre si allenava a Roseto negli Anni 80, mi superò sul lungomare mentre pedalavo in bicicletta e lui correva, facendomi sbandare tanta era la sua forza!
Era un fulmine scuro, un mezzofondista che si era innamorato di una rosetana (Marc è il frutto di quell’amore) e, nel suo sport, la persona che aveva portato atleti come Said Aouita (Campione olimpico dei 5.000 metri alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 e Campione ai Mondiali di Roma 1987), Noureddine Morceli (Campione olimpico sui 1.500 alle Olimpiadi di Atlanta 1996) a battere record, imponendo un ritmo forsennato nei primi giri che aveva poi determinato prestazioni eccezionali.
Aveva aiutato anche altri a salire sul tetto del mondo, come Sebastian Coe (due volte Campione olimpico dei 1.500 metri piani alle Olimpiadi di Mosca 1980 e Los Angeles 1984, vincitore di quattro medaglie olimpiche e capace di stabilire 12 record mondiali in gare di mezzofondo) e Sydney Maree (capace di battere il record mondiale sui 1.500 metri di Steve Ovett nel 1983), che di lui disse: “Grazie a Ken ho disputato gare memorabili. Era il migliore. So che non sarei arrivato a quel livello di performance se non avessi avuto al mio fianco una persona come lui”.
Ken, a sua volta, parlando del suo ruolo di “lepre” e del fatto che quando qualcuno abbatteva un record nazionale o mondiale lo chiamava per averlo al suo fianco nel giro di campo per la standing ovation, disse che era normale per lui sentirsi parte di quel record, di quel successo.
Insomma: era il 22 maggio 2025, Roseto – outsider delle outsider – era a una partita da una storica promozione in Serie A1 e mi aveva appena sfiorato Ken Washington, “lepre” capace di migliorare i campioni sacrificando la sua carriera con altruismo.
Facile alle lacrime, anche perché ero stanco morto, gli occhi cominciarono ad andare sott’acqua e pensai alle Panthers Roseto e alla loro possibilità di realizzare qualcosa in grado di sovvertire le leggi di Natura: la lepre che raddoppia gli sforzi, entra in uno stato di grazia e si lascia dietro persino il favorito al quale doveva tirare la volata, vincendo grazie alla perseveranza del suo ritmo forsennato!
(Luca Maggitti, OTESOR, pagine 176, 177.)
OTESOR – in entrambe le versioni – è in vendita alla Libreria La Cura di via Latini e all’Edicola di Piazza Ungheria di Roseto degli Abruzzi.
EXTREME FLEX USA
https://extremeflexusa.com/