PANTHERS ROSETO 38
GEAS SESTO SAN GIOVANNI 58
Parziali: 13-17; 15-14 (28-31); 3-12 (31-43); 7-15 (38-58).
PANTHERS ROSETO: Dotto 16, Cossavella n.e., Landrum 2, Lucantoni, Reichert 9, Farabello, Trucco 2, Miccoli 2, Bernardi 1, Brejchova 1, Versuro n.e., Clark 7. Coach: Righi.
GEAS SESTO SAN GIOVANNI: Okosun 16, Cornelius 12, White n.e., Kacerik 10, Toffolo 7, Appetiti, Merisio 3, Nicolodi 2, Hayes n.e., Magni 2, Turel 6. Coach: Zanotti.
«S’io m’intuassi,
come tu t’inmii»
Così il sommo poeta, Dante Alighieri, nella sua Divina Commedia – IX Canto del Paradiso – rivolgendosi all’anima beata di Folchetto di Marsiglia.
E cioè: «Se io potessi entrare dentro di te, così come tu riesci a entrare dentro di me».
Di cosa stiamo parlando? Di comprensione profonda e reciproca, di empatia pura.
Empatia, dal greco “empatéia” e cioè “sentire dentro”.
Ecco... stasera le Panthers Roseto sono state tutto tranne che empatiche.
Di più: sono state proprio tanto antipatiche!
Antipatia, dal greco “antipátheia” e cioè “in opposizione alla passione”.
Nessuna passione, perdendo una bella occasione per consolidare il patto con il proprio foltissimo pubblico.
Esiste una cosa buona?
Sì, che una partita così brutta, quasi certamente, le atlete non riusciranno – pur sforzandosi – a giocarla di nuovo!
Le più brutte Panthers da tre stagioni a questa parte, naufragano in casa contro il Geas Sesto San Giovanni perdendo per 38-58.
Mai, da quando il progetto è stato affidato al direttore sportivo e coach Simone Righi, la squadra rosetana ha giocato una partita così brutta e insipida. Mai si sono segnati 3 punti nel 3° e 7 nel 4° periodo. Mai si sono segnati 38 punti in 40 minuti (manco fra le categorie dei bimbi).
Alla palla contesa, Roseto parte con Dotto in regia, Brejchova e Bernardi esterne, Reichert e Clark lunghe. Il Geas, priva di entrambe le statunitensi infortunate White e Hayes, rispondono con Cornelius in regia, Turel e Kacerik esterne, Toffolo e Okosun sotto i tabelloni.
Il primo quarto vede Roseto partire avanti 8-7 al 5°, poi le ospiti sorpassano con l’incontenibile Okosun (10 punti nel primo quarto), chiudendo la frazione avanti 13-17. Nel Roseto l’unica che gioca con la giusta grinta è Dotto, che segna 9 punti il primo quarto e 7 il secondo, trascinando le padrone di casa al 17-20 al 15° e al 28-31 al riposo lungo, sempre rincorrendo le lombarde che fanno di necessità virtù e sublimano l’assenza delle due extracomunitarie con una prova di squadra davvero encomiabile.
Al rientro in campo dopo l’intervallo, ci si aspetta un Roseto più ricco di energia e iniziative, invece è ancora il Geas, con la play Cornelisu e il centro Okosun a menare le danze. Molto brava anche la capitana Martina Kacerik, arrivata a Roseto con 0,3 punti di media e determinante in campo con 10 punti, 7 rimbalzi e 16 di valutazione in 31 minuti.
Il secondo tempo di Roseto è un film dell’orrore cestistico, visto che nel terzo quarto le padrone di casa segnano soltanto 3 punti (un canestro di Clark e un tiro libero di Brejchova), inseguendo al 30° per 31-43.
Ormai la partita sembra segnata, ma c’è ancora tempo per le ospiti di arrivare a 20 punti di vantaggio, con una compattezza e una determinazione su ogni palla che dovranno essere ben ricordate dalle Panthers, per non offrire mai più un simile prova imbarazzante davanti al proprio numerosissimo pubblico.
Le statistiche finali issano sul gradino di MVP la lunga Julianna Okosun con una “doppia doppia” da 16 punti, 18 rimbalzi e 24 di valutazione in 34 minuti, ben supportata dalla regista Laura Cornelius con 12 punti, 6 rimbalzi e 5 assist in 32 minuti.
Per Roseto, l’unica in doppia cifra è Caterina Dotto con 16 punti, tutti nel primo tempo, oltre a 1 rimbalzo e 2 assist con 8 di valutazione. Doppia cifra di valutazione per Clark con 18, frutto di 7 punti e 12 rimbalzi in 30 minuti e per Reichert con 12 segnando 9 punti e catturando 10 rimbalzi in 36 minuti.
Questa partita – a discrezione dello staff tecnico – potrà essere usata “contro” la squadra a mo’ di incubo, valido tutta la stagione, con la didascalia: “Quello che accade quando si gioca come una somma di individualità, invece che di squadra”.
Insomma: + empatia, - antipatia!