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Il punto dell’oncologo rosetan-aquilano, sul suo lavoro e sulla onlus L’Aquila per la Vita.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Martedì, 17 Febbraio 2009 - Ore 15:00
Giampiero, lavori nella Sanità abruzzese. Un \"mostro\" che assorbe l\'85% del bilancio regionale, commissariata dal governo nazionale perchè nessun governo regionale è riuscito ad imbrigliarne le spese e causa dell\'ultima decapitazione della Giunta Regionale e del conseguente voto anticipato. Quanti di questi \"massimi sistemi\" ti \"passano per la capa\" durante la tua giornata di lavoro?
“I ‘massimi sistemi’ occupano pochissimo tempo nella mia giornata. Ho ben altro a cui pensare! Mi viene solo molta tristezza quando sento i discorsi di alcuni politici che, senza cognizione di causa, parlano di sanità con la superficialità e l’incompetenza tipiche del peggior ‘Bar dello Sport’.”
Tu sei un medico \"sul fronte\" da diversi anni. Non ti chiedo ricette miracolose, ché sarebbe ridicolo e stupido, ma ti chiedo di riflettere su almeno 3 \"grandi temi\" che siano prioritari per provare ad invertire la rotta rispetto all\'odierno baratro. Insomma, \"3 grandi temi 3\" che secondo te vanno affrontati subito e, magari, con qualche consiglio in merito. Forza, per una volta togliti il camice del medico e prova a fare il politico o, per lo meno, il libero pensatore...
“(1) Ci sono troppi ospedali e troppe cliniche private convenzionate. I piccoli ospedali vanno chiusi o riconvertiti. Basta con i sindaci che vogliono l’ospedale nel giardino di casa e gli inceneritori nel giardino degli altri. Quanto alle case di cura dovrebbero essere drasticamente ridimensionate e soggette a rigidi controlli di qualità. (2) Potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare specialistica. (3) Potenziamento di strutture di ricovero per anziani e malati cronici.”
Il Commissario Regionale alla Sanità, Redigolo, dice che è tempo di scelte non più procrastinabili e pone l\'accento sulla possibilità di crescere nel campo delle cure domiciliari. Tu che con L’Aquila per la Vita sei stato un precursore delle cure domiciliari, che pensiero hai in proposito?
\"Le cure domiciliari non si improvvisano. Medici ed infermieri devono avere una solida esperienza maturata in ospedale e poi possono lavorare efficacemente a domicilio. Inoltre, i servizi di cure domiciliari devono essere strutturalmente e funzionalmente integrati con i reparti ospedalieri, in particolare per quanto riguarda pazienti ad elevata complessità, come quelli oncologici. Una sola filosofia, a mio parere, è vincente: ‘stessi medici ed infermieri in ospedale ed a domicilio’. Le cooperative con i ragazzini appena laureati non servono a niente, o meglio, servono ad altro…”
Dacci qualche dato. Da quanti anni lavorate nel campo dell\'oncologia domiciliare e quali risultati tangibili, come ad esempio la riduzione dei ricoveri (e dei costi a carico della collettività), avete ottenuto?
“L’integrazione fra lavoro in ospedale e lavoro a domicilio consente di ridurre la durata dei ricoveri ospedalieri e la percentuale dei ricoveri ripetuti. Ma attenzione, è un processo lungo e difficile; per ottenere questi risultati i day hospital, i reparti di degenza ed i servizi domiciliari devono lavorare in perfetta sinergia. Altrimenti non si va da nessuna parte.”
Essere certificati - come Oncologia Medica dell\'Ospedale di L\'Aquila - per la seconda volta dall’European Society for Medical Oncology come centro di eccellenza per l’integrazione tra oncologia e cure palliative che risultato è per l\'intera e malmessa sanità abruzzese?
“Nessuno degli assessori n carica nel momento delle nostre due certificazioni ci ha mai mandato una banale lettera di complimenti. Forse avevano altro da fare… Per esempio, sperperare risorse preziose per consulenze a personaggi che, al di fuori di ristretti ambienti politici, nessuno conosce. E poi i nostri risultati non nascono dalla programmazione regionale ma dalla buona volontà e l’impegno ‘dell’oncologia aquilana’ nel suo insieme.”
Cosa significa - in termini pratici - essere stati inseriti dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica nella Task Force dedicata alla divulgazione della cultura e della pratica della cura dei sintomi e della “simultaneous care”?
“Significa fare parte di un ristretto gruppo di centri, tutti certificati a livello europeo, che dovranno essere un modello per tutti i reparti di oncologia italiani.”
Siete stati chiamati a partecipare, dalla Regione Emilia-Romagna, alla Commissione per la “Valutazione dell’Appropriatezza dell’Uso dei Farmaci”. Esiste, nella Sanità regionale, anche un Abruzzo da esportazione per cose positive?
“ Sicuramente in Abruzzo ci sono molte eccellenze. Purtroppo, non sono state adeguatamente valorizzate e supportate.”
A cosa porterà il rapporto di collaborazione con il Consorzio “Mario Negri Sud” di Santa Maria Imbaro?
“Un importante salto di qualità nella ricerca nel settore delle cure palliative e domiciliari.”
Avete attivato, in collaborazione con il Gruppo SPEE di Luciano Ardingo, il progetto “Home Care Monitoring” per la gestione dell’emergenza ed il monitoraggio dei pazienti seguiti a domicilio. Facci un esempio, aiutaci a capire di cosa parliamo concretamente.
“Luciano Ardingo è un imprenditore leader a livello internazionale nel settore della sicurezza. Con lui abbiamo sviluppato un progetto che prevede: (1) l’attivazione dell’emergenza mediante una centrale operativa attiva 24 ore (2) il monitoraggio dei pazienti a domicilio. I pazienti avranno al polso una specie di orologio che trasmetterà alla centrale operativa pressione arteriosa, frequenza cardiaca, livelli di ossigeno e di glicemia nel sangue. Inoltre, usando televisore telecomando, potranno dare informazioni sui sintomi e sull’efficacia delle terapie in atto. Si tratta di un progetto assolutamente innovativo che consentirà, come dice Luciano Ardingo, di ‘muovere le informazioni’ piuttosto che le persone.”
L’Aquila per la Vita, anche nel 2008, ha avuto grandi soddisfazioni in termini di riscontro presso la società civile. Da quando siete nati, qual è stata l\'escalation annuale delle somme raccolte? Fuori i numeri: quanto avete raccolto - annualmente - da quando siete nati ad ora?
“Dal 2004 abbiamo raccolto oltre 300.000 euro. Tutti impiegati per contratti a medici, psicologi, rimborsi ad infermiere ecc. L’Aquila per la Vita non ha una sede, non spende soldi per segretarie, non spende soldi per telefoni. Tutto il ricavato va investito nel settore delle cure palliative e domiciliari e nella ricerca di nuove strategie terapeutiche. Inoltre, non abbiamo mai chiesto finanziamenti pubblici. Nessuna legge Omnibus ci ha mai finanziato.”
Come è nato il progetto che ha portato il mitico ELIO a farvi da testimonial?
“Elio era impegnato con L’Istituzione Sinfonica Abruzzese per una produzione. Ha visto il nostro materiale, gli è piaciuto e così è nato il tutto. Bisogna tenere presente che Elio è molto sensibile a queste tematiche ed è molto attivo in iniziative di solidarietà.”
Ma è vero che L’Aquila per la Vita con le sue cartoline \"aiuta a combattere\" e che in molti vi tengono appesi al muro in ospedali e altri luoghi? Puoi farci un paio di esempi?
“La cartolina ‘dei guerrieri’ è a Lugano nella sede dell’ESMO e a Washington nello studio di Nathan Cherny. Quella con l’orchestra è stata avvistata in un paio di ospedali del nord. A L’Aquila, poi, è molto frequente vedere le nostre cartoline nei negozi, nei bar e in altri luoghi.”
Pensierino libero finale a tua cura. Vai...
“Ardetece li cannulicchie!”
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