Fischi Europei – Luigi Lamonica
FABIO FACCHINI: CHAPEAU!

Luigi Lamonica, arbitro abruzzese agli Europei in Lituania, ci racconta la sua esperienza.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Marted́, 30 Agosto 2011 - Ore 21:30
Puntata 04 di martedì 30 agosto 2011.
 
Ciao a tutti i lettori di ROSETO.com.
 
Oggi ultimo giorno di vigilia e anche di trasferimento per le varie sedi dei gironi di qualificazione. A sorpresa, inaspettata, c\'è stata una piccola ma significativa cerimonia con la quale abbiamo salutato i nostri due colleghi arrivati alla fine della loro carriera di arbitro internazionale.

Vladimir Drabikovsky, ucraino, dopo essere stato giocatore di prima divisione nel suo paese ed allenatore, decise di intraprendere la carriera di arbitro. Credo che questa mattina, nei suoi pensieri, non per un solo momento sia balenata l\'idea che, a suo tempo, la scelta di diventare arbitro sia stata una decisione sbagliata. Il suo saluto, con gli occhi lucidi ed il groppo in gola, stavano a significare il ringraziamento per questi anni, ricchi di soddisfazioni, di conoscenze, di emozioni, di nuove esperienze.
 
Con lui ho condiviso momenti molto belli ed uno anche molto brutto, nel 2005. Eravamo a Belgrado, entrambi della sciagurata terna che diresse il quarto di finale fra Croazia e Spagna, che tante volte ho ricordato nei miei diari e che ogni volta ricordo nelle mie chiacchierate con i giovani arbitri alla Scuola di Tecnica Arbitrale di Cesenatico. Una esperienza negativa, che però mi ha aiutato a migliorare nel mio lavoro, essendo spunto di riflessione, di analisi, di autocritica e di stimolo per evitare di trovarmi a commettere lo stesso tipo di errori effettuati quella sera. E mai dimenticherò la sua espressione di stupore, misto ad un pizzico di timore, nel momento in cui ci si sono parati di fronte, all\'uscita del tunnel che ci portava dagli spogliatoi al campo, i 20.000 spettatori dell\'OAKA, nella partita decisiva per il passaggio alle Final4 di Barcellona dello scorso maggio, tra i padroni di casa del Panathinaikos ed il Barcellona.

L’altro “compagno di viaggio” in questa piccola celebrazione è stato Fabio Facchini. Molti di voi conoscono Fabio, la sua competenza, il suo talento, la sua maniacale conoscenza ed applicazione del regolamento, il suo amore per questo "virus", che ci colpisce e non ci lascia più, che si chiama basket.
 
Fabio è l\'unico arbitro che io abbia mai conosciuto, che - per sua stessa ammissione - non ha mai giocato una partita di pallacanestro, indossando un pantaloncino ed una canottiera di una squadra. Eppure è stato capace di arrivare al top della piramide, dimostrando a tutti che con il talento, il sacrificio, l\'applicazione costante, la voglia di apprendere e di primeggiare, tutto è possibile, anche a chi parte un pochino più indietro perchè deve veramente partire da zero.
 
Tutti coloro che hanno avuto l\'onore, il piacere di arbitrare con lui almeno una volta hanno potuto apprezzare la sua sicurezza nel campo, il suo coraggio e percepire il rispetto che gli allenatori e giocatori nutrono nei suoi riguardi, concesso solo ai grandi arbitri.
 
Fabio è stato il compagno di esperienze importanti nella mia carriera: Finali Scudetto, Finali di Coppa Italia, il 1º All Star Game arbitrato in Italia col Triplo arbitraggio (a Pesaro, con Teofili Capo Terna), una edizione dell\'Eurobasket in Spagna nel 2007, una dei Campionati Panamericani nel 2009 a Portorico, ma – soprattutto - per sempre porterò con me il ricordo del Fabio "Olimpico" di Pechino 2008. Quell’esperienza che ha reso magiche, uniche, e credo indimenticabili le nostre carriere. Un’esperienza che penso abbia cambiato anche il nostro rispettivo modo di porci con questo mondo a cui apparteniamo.

Essere lì, a migliaia di chilometri da casa, unici rappresentati della pallacanestro italiana, ci rese così orgogliosi di indossare quella maglia "azzurra" che  ci legherà, con un ideale ricordo, per sempre. E per sempre rimarrà il ricordo, l\'emozione, del nostro abbraccio, quando, al termine della cerimonia di chiusura di quella Olimpiade, con le lacrime agli occhi avevamo capito che, purtroppo, il sogno olimpico era finito.
 
Caro Fabio,  quell’abbraccio rimarrà per sempre nel mio libro delle memorie, come il sorriso di Franca, che ho avuto il piacere di conoscere brevemente e che - sono sicuro - stamattina, da lassù, si sarà sentita orgogliosa di avere un fratello come te.

Oggi il mio diario finisce qui, in segno di rispetto per Fabio, grande arbitro a cui tutta la "squadra" ha tributato un lungo, caloroso, sincero, commosso applauso.

Chapeau!
 
 
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ARCHIVIO > Le puntate precedenti.
 
Puntata 01 di sabato 27 agosto 2011. LITUANIA, ARRIVO!
 
Puntata 02 di domenica 28 agosto 2011. SPREMUTI, MESSI IN GUARDIA E ILLUMINATI DA RONNIE NUNN.
 
Puntata 03 di lunedì 29 agosto 2011. A SCUOLA DA MIGUEL BETANCOUR.
 






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