Essere figlio di Roseto degli Abruzzi e amare il Roseto Basket è un fatto prossimo al DNA.
Più difficile è essere nato a Roseto degli Abruzzi, amare il Roseto Basket e ritrovarsi ad allenarlo.
E’ quel che è successo ad alcuni meritevoli.
Un nome per tutti, pescando dal recente passato: Tony Trullo.
Un nome guardando all’attualità: Ernesto Francani.
Ernesto Francani, classe 1975, è il coach del Roseto Sharks 2011/2012 di DNB, dopo esserne stato l’allenatore della stagione 2010/2011, subentrando dopo 5 gare a coach Remo Tempera, di cui era assistente.
Ernesto – che ha già lavorato per la prima società di basket rosetana, nel Campionato di B2 2006/2007 in qualità di assistente di coach Marcello Perazzetti – ha allenato alcuni campionati in Serie C2 la Virtus Roseto, secondo sodalizio cestistico cittadino ai tempi della Serie A.
Mentre Tony Trullo è “nato allenatore” ed ha avuto esperienze (e vinto) anche in altre città, Ernesto è il classico ragazzo fatto in casa, che ha avuto esperienze soltanto nella sua alma mater.
Di più. Ernesto non è il giocatore che ha smesso e che prova l’avventura in panca, bensì il tifoso di Curva Nord, sanguigno e follemente innamorato della sua squadra, che segue i beniamini in casa e in trasferta e che si ritrova a recitare un ruolo da protagonista.
Quindi una favola in piena regola, visto che oggi è lui ad occupare il posto di allenatore, un componente della squadra al quale in passato avrà dedicato cori e applausi.
Ernesto non si monta la testa e va avanti per la sua strada con prudenza, conscio dell’importante occasione che ha saputo cogliere la scorsa stagione, portando la squadra in finale e quindi alla promozione mediante ripescaggio in DNB.
A noi, che lo conosciamo da qualche anno, piace sia vederlo oggi in panchina sia ricordarlo ieri, quando era un caloroso tifoso.
Come nella foto di Italcolor che proponiamo, con Ernesto felice insieme al suo amico Marco Verrigni, in occasione di una promozione del Roseto Basket.
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Giovedì 15 Settembre 2011
SQUALI IN BIBLIOTECA: ERNESTO FRANCANI.
Riflessioni fra palla e canestro con i giocatori del Roseto. E per ultimo, tocca al coach.