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Elezioni Politiche 2018
INTERVISTE AI CANDIDATI ROSETANI: ROSARIA CIANCAIONE.
Rosaria Ciancaione.

L’intervista alla candidata di Liberi e Uguali.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Giovedì, 01 Marzo 2018 - Ore 21:30

Carta d’identità. Si presenti agli elettori dicendo quanti anni ha, qualcosa della sua famiglia, qual è il suo lavoro e per quale forza politica è candidata/o.
«Sono nata a Roseto degli Abruzzi il 25 febbraio  1959, da famiglia di operai. Mio padre Umberto, prima contadino, poi operaio alle fornaci di Diodoro e Catarra, è stato per tanti anni dipendente del Comune di Roseto, netturbino e, nell’ultimo anno prima di morire sul lavoro il 30 luglio 1983, capo netturbino. Aveva 51 anni ed era un uomo forte, determinato e allo stesso tempo dolce e gentile, un grande lavoratore. Mia madre Dora Rampa, oggi ottantacinquenne,  per tanti anni, dopo il primo incidente di mio padre, a 35 anni,  ha lavorato come domestica in diverse  famiglie di Roseto, pensionata,  vive con  me e mio marito Emido Cardola.  Anche mia sorella Betty e le mie due nipoti Inca e Naomi, quando lavoro e studio lo permettono, vivono nella casa che mamma e papà sono riusciti a farsi con tanti sacrifici (casa Umberto) e che noi, nel tempo, siamo riusciti a  migliorare anche per onorare il lavoro e i sacrifici che loro hanno fatto per farci crescere e stare bene.  Io e Emido ci siamo sposati  a Roseto il 2 agosto 1998, alla chiesa di SS. Maria Assunta. Don Pietro ha celebrato il nostro bellissimo matrimonio.  Solo con un uomo come Emido avrei potuto condividere la mia vita e grazie a Dio è arrivato fino a me  e subito ci siamo  riconosciuti e amati.  Emido mi sostiene, mi supporta e sopporta un  ogni momento della vita. Anche quando sono stata messa di fronte alla scelta difficile e sofferta di optare tra il mio lavoro di Dirigente del servizio bilancio alla Regione Abruzzo e la carica di Consigliere comunale di minoranza a Roseto, Emido  mi ha incoraggiata a fare ciò che sentivo più di tutto. Sono in aspettativa senza assegni  dal mese di febbraio dello scorso anno. Una situazione non facile ma non avrei mai potuto deludere gli oltre quattromila cittadini rosetani, circa un terzo dei votanti,  che nel 2016 mi hanno dato la propria fiducia e in consiglio sto facendo tutto quanto è possibile per affrontare problemi che necessitano di attenzione, di  approfondimento e di soluzioni. Con il movimento di Articolo Uno-Mdp (componente di Liberi e Uguali) che rappresento a Roseto nella mia qualità di capogruppo consiliare dal  12 aprile dello scorso anno, abbiamo deciso di fare un’opposizione che sia  costruttiva, mai strumentale, sempre rivolta a rappresentare i problemi della città e delle persone, a partire dalle più umili e deboli,  che hanno bisogno di avere voce. Sono candidata alla camera dei Deputati, nel collegio plurinominale AQ-TE, per Liberi e Uguali con Pietro Grasso, che domenica 18 febbraio 2018 ci ha  anche onorati della  sua presenza a Roseto. Liberi e Uguali rappresenta una proposta autonoma e alternativa ai partiti esistenti,  il primo passo verso la costruzione di un nuovo soggetto politico comune delle forze progressiste, civiche e di sinistra nel nostro Paese.  Una sfida importante, l’inizio di un percorso che vuole riproporre valori e principi della sinistra,  di una sinistra  al Governo, di una sinistra determinata, di  una sinistra che serve, di una sinistra che rimette al centro la persona, con i  suoi bisogni, con  le sue aspirazioni e i suoi desideri, che si propone di  agire concretamente affinché quella forbice delle disuguaglianze pericolosamente divenuta insostenibile  possa essere ridotta,  per  arrivare ad una reale giustizia sociale».

Da quanto tempo fa politica?
«Ho cominciato ad occuparmi di politica in questi ultimi cinque anni. Ho preso la prima tessera politica nel 2013 con il PD; ho fatto parte dell’Unione di Roseto e dell’Assemblea regionale. A Ottobre 2015 sono uscita dal PD perchè non condividevo quel modo di fare politica basato, essenzialmente, sulla cultura del pensiero unico. Sono una donna di sinistra e la mia cultura è basata sulla pluralità. Liberi e Uguali risponde  in modo compiuto a questo valore».

Quali incarichi ha ricoperto finora, in conseguenza del suo impegno politico (sindaco, assessore, etc.)?
«Ricopro la carica di Consigliere comunale di minoranza, a seguito della candidatura a Sindaco in una coalizione Civica e di Centrosinistra. Dal 12 aprile 2017 sono capogruppo consiliare di Articolo Uno-Mdp (Liberi e Uguali)».

Chi è il personaggio storico (politico o no) che più la ispira e per quale motivo?
«Ce ne sono diversi, ma su tutti Pietro Nenni, Enrico Berlinguer e Sandro Pertini. Per restare nella nostra Roseto, Giovanni Ragnoli, il mio primo Sindaco. Sono persone che hanno rappresentato la gente davvero, che si sono fatte carico dei bisogni, dei desideri e delle esigenze di intere generazioni. Uomini pronti a mettere da parte anche loro stessi per la libertà, l’uguaglianza e la giustizia sociale».

Perché ha scelto di candidarsi per questa tornata elettorale nazionale?
«Liberi e Uguali ha voluto onorarmi di questa candidatura alla Camera dei Deputati,  che ho accettato  con  spirito di servizio  e con  orgoglio. Credo fortemente  nella rinascita di un partito di sinistra e queste elezioni politiche rappresentano un momento  importante per Liberi e Uguali. Mi sento parte integrante di questo progetto e la candidatura rappresenta un piccolo contributo alla costruzione di un  percorso verso sinistra,  lungo e impegnativo».

Cosa si sente di promettere agli elettori che la voteranno?
«Ci sarà da lavorare per arrivare a un programma di investimenti massiccio che riguarda l’intero Paese e che a Roseto e nel collegio  L’Aquila-Teramo possa finanziare attività che rimettano in sicurezza  il territorio, il patrimonio arboreo, le scuole, che eliminino le barriere architettoniche, che recuperino strutture come “CasaRosa” del “Dopo di Noi”,  che si occupino di favorire l’insediamento di aziende e di salvaguardare l’esistenza e lo sviluppo di quelle che ci sono, a partire dalla Rolli-Salpa. A creare un nucleo operativo che si occupi di educazione civica, ambientale e sociale,  in sinergia con le scuole e con i vari portatori di interesse, con i cittadini. Come ho già dichiarato in più di un’occasione, un cambio di passo della politica, questa è la cosa su cui mi posso impegnare senza rischio di  smentita».

Attualmente, quali sono i 3 maggiori problemi dell’Italia e cosa proporrebbe lei per risolverli?
«Il lavoro che non c’è e la precarietà: la via maestra per la redistribuzione della ricchezza è quella verso la piena e buona occupazione, da stimolare attraverso un piano straordinario di investimenti necessari per riattivare il ciclo economico e  rimettere in piedi il Paese. Un Green New Deal, che apra la strada alla riconversione ecologica dell’economia, intervenendo prioritariamente su messa in sicurezza del territorio, delle scuole, degli ospedali, degli edifici pubblici e delle abitazioni; energie alternative, risorse idriche, istruzione, sanità, trasporto pubblico, cultura, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ricerca. Sono tutti investimenti ad alto moltiplicatore, cioè in grado di generare una crescita economica, e quindi un’occupazione, molto più elevata rispetto agli sgravi fiscali o ai trasferimenti monetari.  La precarietà del lavoro rappresenta, poi, un vero problema per giovani e meno giovani che non hanno la possibilità di programmare alcunché della propria vita. Occorre tornare a considerare il contratto a tempo indeterminato a piene tutele, con il ripristino dell’art.18 (che oggi continua a valere solo per gli assunti prima del Jobs Act e per i dipendenti pubblici), come la forma prevalente di assunzione in luogo di quella attuale rappresentata dai contratti a termine.
La sanità pubblica che è in via di smatellamento: serve un forte rilancio del finanziamento della salute e dell’assistenza sanitaria, per riallineare progressivamente la spesa sanitaria pubblica italiana alla media dei paesi dell’Europa occidentale e garantire investimenti pubblici per il rinnovamento tecnologico e l’edilizia pubblica sanitaria, da finanziare con 5 miliardi in 5 anni. La salute è un diritto universale e deve essere gratuita, quindi,  occorre  superare l’attuale sistema dei ticket, già previsto dal Patto per la Salute del 2014 e  andare all’abolizione dei superticket. Servizi come la sanità si devono pagare con la fiscalità generale e non con ticket e superticket.
La scuola  e l’università pubbliche  svilite da un processo di privatizzazione che allontana i più meritevoli: è irrinunciabile un investimento sul diritto allo studio e sulla progressiva gratuità dell’accesso a partire dall’abolizione delle tasse universitarie, dall’abolizione del numero chiuso, dall’effettivo sostegno con borse di studio e residenze per gli aventi diritto, per andare alla qualità dell’insegnamento, alla valorizzazione di professori e ricercatori, alla stabilizzazione dei precari dell’Università e del sistema pubblico di ricerca».

Qual è la vocazione dell’Italia (o le principali vocazioni), da valorizzare per un sano e corretto sviluppo?
«È una vocazione turistica. Il turismo è molto di più di una semplice attività economica che vale, con l’indotto, il 10% del Pil italiano. Il turismo di qualità è la più sostenibile delle nostre industrie nazionali perché si fonda sul rispetto del territorio e dei suoi equilibri ambientali, culturali e sociali. È un potente stimolo per la riqualificazione. È valorizzazione della nostra straordinaria biodiversità culturale, artistica, paesaggistica, architettonica, enogastronomica, agricola, artigianale. È offerta del nostro patrimonio diffuso dove ogni persona può e deve essere fiera della bellezza autentica da cui è circondata diventandone il primo difensore. È terreno fertile per sperimentazione, innovazione tecnologica e imprenditorialità giovanile. È narrazione che produce benessere e restituisce conoscenza, coscienza ed, infine, consapevolezza del proprio valore. È la visione di un Paese che prende in mano il suo destino investendo su ciò che di più prezioso possiede e che una parte del mondo vorrebbe condividere: la propria identità».

Se lei andasse al governo con la sua forza politica, in quale settore le piacerebbe operare per contribuire al miglioramento dell’Italia?
«Nei settori finanze e lavoro».

Come può uno stato sovrano come l’Italia agire anche con misure “originali”, essendo inquadrata nell’articolato complesso delle direttive Europee e come si possono gestire al meglio i rapporti comunitari?
«La Sovranità nazionale non è messa in discussione nell’ambito dell’U.E. Si tratta solo di creare legislazione che si armonizzi con le norme comunitarie, nel rispetto della Costituzione. Peraltro, nei trattati, l’Italia non è soggetto estraneo e deve avere la capacità di far valere la  propria  forza politica  nelle decisioni».

Quanto spenderà per la sua campagna elettorale?
«In linea di massima 8/9 mila euro, ma solo circa 1,5 mila euro a carico di fondi raccolti nella campagna elettorale. Il resto è a carico di  Liberi e Uguali, anche perché non percependo lo stipendio da più di un anno non sarei stata in grado di sostenere alcuna spesa».

Ci dica 3 aggettivi che la rappresentano a livello personale.
«Determinata, onesta e leale».

La cosa che più non sopporta nelle altre persone?
«La slealtà».

Di cosa ha bisogno la politica italiana per tornare ad essere credibile, appassionante e quindi riportare una decente percentuale di elettorato a votare?
«Occorre  occuparsi  dei problemi che riguardano l’intera  Comunità per arrivare ad avere un Paese in cui regni la  giustizia sociale. Chi si occupa di politica deve mettere da parte i propri interessi  a favore di quelli della Comunità».

Lei è di Roseto degli Abruzzi, quale crede che sia la vocazione (o le vocazioni) della nostra città?
«La vocazione naturale della nostra città è il turismo. La nostra più grande risorsa è il territorio con le sue bellezze naturali: il mare, la spiaggia, la collina, i percorsi  e gli antichi casolari all’interno della riserva naturale del Borsacchio, le montagne a pochissimi chilometri. Più turismo significa anche più lavoro, più occupazione, più  ricchezza  nell’indotto per le attività commerciali e  artigianali presenti sul territorio».

Qual è il bene più prezioso della nostra città, a suo avviso?
«Il nostro più  grande bene, come dicevo sopra, è il territorio con le sue bellezze naturali».

Ci dica 3 azioni che pensa siano supportabili, una volta parlamentare, per il miglioramento di Roseto degli Abruzzi e del territorio.
«Un piano degli investimenti all’interno del quale trovare le risorse da destinare alla messa in sicurezza del territorio, delle scuole, all’eliminazione delle barriere architettoniche e al recupero di  strutture destinate al sociale, come “CasaRosa” del “Dopo di Noi”».

Ultima domanda: quali pensa siano le azioni da portare avanti per dare un governo stabile alla società di basket cittadino, il Roseto Sharks, per farlo restare nella pallacanestro di vertice?
«Lavorare  per creare un Consorzio di imprese che rilevi la proprietà della Società Roseto Sharks. Un vero e proprio gioco di squadra che potrebbe garantire la stabilità economica e la permanenza della nostra squadra ai vertici della pallacanestro italiana».

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Luca Maggitti
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