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Serie A2 Est – Roseto Sharks
ANTONIO NORANTE INIZIA LO ‘SHARKS TOUR’ PER MANTENERE LA A2 A ROSETO
Antonio Norante in conferenza stampa.

Il resoconto dell’importante conferenza stampa tenuta questa mattina dall’Amministratore Unico degli Squali.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Lunedì, 16 Aprile 2018 - Ore 16:00

Andare avanti in Serie A2 a Roseto. E, per farlo, girare il territorio comunale e quello circostante in modo professionale, inviando l’amministratore unico in persona, offrendo le possibilità di sponsorizzazione della più importante realtà sportiva d’Abruzzo e proponendo, a chi vorrà, anche la possibilità di entrare in società. Poi, dopo metà maggio, tirare le somme e vedere quanti vogliono davvero la prosecuzione del basket di vertice a Roseto.

Questo il succo della conferenza stampa tenuta stamattina, nella sala stampa intitolata ad Aldo Anastasi all’interno del palasport Remo Maggetti, dall’amministratore del Roseto Sharks, Antonio Norante, che non ha parlato di vendita del titolo bensì di futuro, tracciando un percorso che ha come obiettivo la salvezza della società, da ottenere in parallelo a quella della squadra sul campo, per poi continuare a fare basket di Serie A2 nel Lido delle Rose.

L’amministratore unico ha sottolineato quanto fatto dal suo arrivo: «Siamo alla vigilia dei playout e non possiamo che compiacerci del risultato finora ottenuto, considerando che quando tutto sembrava perduto siamo riusciti a ribaltare ogni pronostico con risultati che hanno mostrato il reale valore della squadra, oltre all’impegno e alla determinazione dello staff e della società. Ora ci apprestiamo, con umiltà e decisione, ad affrontare e superare le ultime prove che potranno consentirci di ottenere una salvezza compiuta».

Circa il futuro e la volontà di continuare a fare basket a Roseto, questo il pensiero di Norante: «Intendiamo pianificare la programmazione dell’attività futura fin da subito, perché la gestione degli ultimi quindici-diciotto anni del basket a Roseto ha dimostrato che solo con l’unità di intenti e la partecipazione di tutti – imprenditori, politica, contesto sociale e appassionati – si potrà assicurare la prosecuzione di un’attività sportiva ai massimi livelli che caratterizza la nostra città, ne rappresenta la tradizione ed è il simbolo dell’immagine, anche in chiave turistica, del “Lido delle Rose”. Chi vorrà potrà sponsorizzare il Roseto e chi vorrà entrare in società sarà il benvenuto. Ma non starò con le braccia allargate ad aspettare che qualcuno chiami, perché contatterò personalmente tutte le componenti che possono concorrere alla gestione della società, con l’obiettivo di reperire in forma concreta le risorse che siano in grado di garantire il campionato 2018/2019. Lavoreremo in Società a tappe forzate, perché entro la metà di maggio c’è bisogno di fare un punto certo in rapporto agli impegni da rispettare in seno alla Federazione e alla Lega. Del nostro lavoro daremo puntuale rendiconto ai mass media».

Dunque tutto risolto? Manco per niente, perché il duro comincia adesso. Di buono c’è però che la Società vuole continuare a fare basket di vertice a Roseto, anche per non disperdere un patrimonio che vale oltre un secolo di storia e quanto costruito dalla rifondazione del campionato di C2 vinto nella stagione 2009/2010.

Antonio Norante ha sottolineato come in questa stagione gli incassi siano stati la metà rispetto a quelli dello scorso anno e quindi anche per questo c’è bisogno di “andare incontro” al mercato e mettere in sicurezza i conti, offrendo la massima disponibilità societaria sia agli imprenditori che vogliono sponsorizzare sia a chi volesse entrare in qualità di socio.

In merito al calo verticale delle entrate, Norante ha commentato: «La squadra ha iniziato male, è vero, ma Roseto è un posto storico e quindi la gente dovrebbe comunque venire a sostenere la propria squadra. Ma è la legge delle vittorie: più vinci più persone arrivano e anche Roseto quest’anno è andata così. Purtroppo, il clima pesante, l’ultimo posto e i problemi avuti con una parte della tifoseria hanno fatto irrigidire anche alcuni imprenditori interessati a entrare, perché è indubbio che se uno ci mette i soldi, investe per il bene della comunità e poi si ritrova insultato con scritte sui muri di certo non è incentivato a continuare a sostenere il Roseto. A me personalmente è dispiaciuto che – salvo una parte di rosetani – non ci sia stata una presa di posizione più netta a difesa della famiglia Cimorosi; famiglia che, come la famiglia Alcini e le altre che in questi anni hanno permesso il basket di vertice a Roseto, ha speso e dato molto alla città e di certo non merita insulti bensì ringraziamenti».

Lo stesso discorso Norante ha fatto per Martinelli, il cui ritorno al PalaMaggetti è stato visto come un pericolo da alcuni sportivi in chiave cessione del titolo di A2. L’amministratore ha dichiarato: «Michele è un mio amico, oltre che di Daniele Cimorosi, ed è tornato a vedere le partite dandomi qualche prezioso consiglio in queste settimane dure. Inutile dire che anche lui è rimasto ferito dall’atteggiamento di alcuni rosetani nei suoi confronti. I suoi successi sono nella storia del Roseto, quindi merita ben altro trattamento. Una volta per tutte, è bene chiarire che a Roseto è stato venduto solo un titolo sportivo, di Serie B, nel 2007 a Chieti. E non siamo stati noi a venderlo. Noi, nel 2006, abbiamo riconsegnato la società di A1 al Comune come ci fu richiesto e non l’abbiamo fatta fallire. Non è stata iscritta, ma non è fallita, perché il compianto Domenico Alcini ci teneva a non farla morire. Noi la restituimmo all’Amministrazione comunale e poi andò a finire come andò».

Circa i soldi da reperire per andare avanti, per capire di quanto si sta parlando in relazione all’idea di Norante di fare un giro in prima persona fino a metà maggio, l’Amministratore ha dichiarato: «Le società piccole come Roseto, che puntano ad andare avanti in A2, hanno un budget che va da un minimo di 500mila euro a un massimo di 1 milione di euro. Io credo che, ragionando sul minimo e stando attenti a tenere bassi i costi, si debba trovare una base dalla quale ripartire. Penso che il territorio questa base possa crearla mediante pubblicità, biglietti, contributi e io mi adopererò per questo, perché non è più possibile che la vita del basket di vertice a Roseto debba essere garantita a turno da una famiglia sola che mette firme, va in banca, si espone. Non è giusto e non può andare avanti così».

Insomma: Roseto Sharks ai playout per la sopravvivenza e Antonio Norante inizia lo “Sharks Tour” per costruire le basi di una possibile vita in A2 nel campionato 2018/2019. Vediamo se davvero il Roseto è un bene “sentito” da molti.

Noi speriamo di sì – anche se siamo coscienti che sarà molto dura – e continueremo a seguire gli sviluppi.

Luca Maggitti
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