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Roseto Basket Story
IL ROSETO DI AMADIO E BIANCHINI FU LA PRIMA SQUADRA A INTERESSARSI AD ANDREA BARGNANI
Roseto, PalaMaggetti, Serie A 2005/2006. Jack Martinez contro Andrea Bargnani (e Marcus Goree) in Roseto-Treviso.

Roseto, stagione 2002/2003. Valerio Bianchini ed Enzo Amadio.

Andrea Bargnani ai tempi della Stella Azzurra, nel 2002/2003.

Una chiacchierata con Germano D’Arcangeli scrive una pagina della storia del basket rosetano e ci fa fare un paio di riflessioni sognanti...

Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 09 Giugno 2018 - Ore 16:30

Qualche giorno fa, a margine della conferenza stampa nella quale è stato annunciato l’accordo biennale fra Roseto Sharks e Stella Azzurra Roma, Germano D’Arcangeli – che dovrebbe essere annunciato a giorni come il nuovo coach degli Squali – mi ha detto, guardandosi intorno nella sala stampa “Aldo Anastasi” del palasport “Remo Maggetti”: «Luca, ma lo sai che la prima squadra a chiedermi Andrea Bargnani fu il Roseto del presidente Amadio e di Valerio Bianchini?».

La botta è troppo grossa per non essere approfondita, così gli ho chiesto di raccontarmela.

Una premessa: era la stagione 2002/2003 – l’unica della gestione del Roseto a cura di Enzo Amadio – e in quel campionato il Roseto allestì una vera e propria corazzata (Marko Milic in testa, reduce pure da una parentesi NBA con i Sixers). Grazie ai sacrifici del patron Amadio, che rilevò la società da Michele Martinelli e volle al suo fianco Valerio Bianchini in qualità di vice presidente, fu allestita una squadra che secondo alcuni – come il collega Fabio Talamonti – è il vero “Roseto più forte di sempre”.

La riflessione è plausibile, perché il Roseto di Amadio e Bianchini, allenato da coach Phil Melillo, giocò la semifinale di Coppa Italia, i Playoff Scudetto e arrivò addirittura agli Ottavi di Finale di Uleb Cup. Insomma, titoli alla mano, più del “Roseto più forte di sempre” che è quello di coach Spahija e di Abdul-Rauf della stagione 2004/2005.

Detto questo, Germano D’Arcangeli ha aggiunto: «Bargnani alla Stella Azzurra aveva già giocato 6 o 7 mesi, iniziando a mettersi in mostra (in cadetteria, n.d.r.). In un partita contro Lucca, ricordo che segnò 27 punti in 13 minuti. E ricordo bene che l’allora presidente Amadio, tramite  Valerio Bianchini, mi contattò, dandomi un appuntamento per discutere dell’atleta».

Insomma: la lungimiranza del Vate del basket – che ha pure allenato la Stella Azzurra a inizio carriera – e la fiducia nel suo vice presidente di Enzo Amadio (che molte maledizioni ha preso a Roseto e che invece, per quanto ha fatto nella sua stagione, non andrebbe certo crocifisso) crearono l’occasione di un incontro a Roma.

Ricorda ancora coach D’Arcangeli: «Ci incontrammo ai Parioli, in un ristorante bellissimo, e riscontrai il loro serio interesse per Andrea Bargnani. Va ricordato, a onore del vero, che sono stati i primi, e gli unici oltre Treviso, a interessarsi all’allora ragazzo. Perché le altre squadre arrivarono tutte molto dopo».

Come andò a finire? La conclusione al coach: «Andò a finire che Andrea Bargnani scelse Treviso, dove sbocciò per poi diventare prima scelta assoluta NBA nel 2006. Ma è giusto ricordare il ruolo del Roseto in questa vicenda, anche per riconoscere i meriti della sua dirigenza».

Raccontata la storia, noi di Roseto.com ci mettiamo due “riflessioni sognanti”.

La prima è ovvia: troviamo il modo di offrire una frittura in riva al mare al Mago (al secolo Andrea Bargnani), che è inattivo dalla stagione 2016/2017 (Saski Baskonia, in Spagna) e chiedergli se a 33 anni ha ancora voglia di divertirsi col basket dopo le stagioni NBA con Toronto, New York e Brooklyn. Divertirsi, certo, perché non è che il Roseto potrebbe permettersi di pagarlo! L’età per le resurrezioni è quella giusta (ci sia perdonata la blasfemia), l’ingaggio eventuale (contenuto) potrebbe essere dato in beneficenza (noi possiamo garantire su un progetto serio). Perché, a occhio e croce, Bargnani non ha bisogno di soldi per vivere.

La seconda riflessione sognante riguarda Phil Melillo, che fu il coach del Roseto 2002/2003 e che vive – dal 1998 – a  Roseto degli Abruzzi. Il marine di Newark ha venduto la sua edicola ed è più in forma che mai: chissà se Germano D’Arcangeli ha bisogno di un vice senior ed esperto, madrelingua inglese, sergente di ferro e competente (ha allenato in Eurolega e vinto la Supercoppa Italiana con Verona) per dargli una mano nel suo progetto rosetano? Anche perché i due sono legati da una comune – anche se in diversi periodi della carriera – esperienza: entrambi hanno svolto funzioni di assistente a coach Matteo Boniciolli.

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Luca Maggitti
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