[Ricerca Avanzata]
Martedì, 9 Giugno 2026 - Ore 18:19 Fondatore e Direttore: Luca Maggitti.

Pensieri
PAOLO CACCIA DOMINIONI


Giampiero Porzio, l’Italia e l’italietta. Intanto il tempo passa …

L’Aquila
Martedì, 01 Agosto 2006 - Ore 11:00

Deserto egiziano, nei pressi della stazione di El Alamein, estate del 42.

Il Maggiore Paolo Caccia Dominioni, comandante del 31° battaglione guastatori, barone e conte, 14° signore di Sillavengo, scruta l’orizzonte infuocato del tramonto africano. Accanto a lui, invitato per una frugale cena, il comandante del reparto tedesco, un battaglione di assaltatori, che tiene le posizioni al fianco di quelle italiane.

La conversazione è di quelle interessanti. Caccia Dominioni, ingegnere, giramondo, conoscitore dell’Africa, trova la compagnia dell’ufficiale tedesco, amante di Goethe e di Beethoven particolarmente stimolante.

Mentre sorseggiano quel che rimane di una bottiglia di whisky, bottino della presa di Tobruk, vengono interrotti da un incessante fuoco di artiglieria. E’ la solita batteria inglese che, puntuale come tutte le sere, batte le linee italiane e tedesche, seminando morte e distruzione.

Caccia Dominioni, uomo d’azione, propone al tedesco un’operazione congiunta. I suoi Guastatori, sfruttando alcune lance messe a disposizione dal Comandante Cigala Fulgosi, attaccheranno dal mare mentre, con rapida manovra da terra, gli assaltatori tedeschi aggireranno le batterie inglesi da terra. Con una semplice telefonata il comando tedesco approva l’operazione.

Al contrario, Caccia Dominioni viene invitato ad “inoltrare per via gerarchica” la proposta al comando di reggimento. Invia, pertanto, regolare richiesta: “Si rappresenta che una batteria inglese ecc. ecc.”

Passano i giorni, il fronte di El Alamein cade sotto l’inesorabile avanzata alleata e Caccia Dominioni ha, come unico pensiero, quello di portare in salvo quel che rimane dei suoi guastatori. Nel tascapane una lettera della mamma, la pipa, il diario delle operazioni ed il gagliardetto del Battaglione.

I Suoi Guastatori non hanno più armi pesanti, raccolgono barattoli di pomodoro vuoti, li riempiono di esplosivo e con questi vanno all’assalto dei carri armati inglesi.

In un momento di calma, Caccia Dominioni viene raggiunto da una staffetta in motocicletta. Un bersagliere gli porge una lettera del comando. “Non si ravvisano elementi tali da ritenere valida la sua proposta di azione congiunta con l’alleato tedesco…” Sono passati 80 giorni!!!

Caccia Dominioni, attraverso mille peripezie riuscì a raggiungere l’Italia. Dopo l’8 settembre comandò diverse formazioni partigiane e, a guerra finita, dedicò tutto se stesso al recupero delle salme dei caduti di El Alamein.

Il mausoleo che si erge a Quota 33 è opera Sua.

Del comandante tedesco non si seppe più nulla. Fu visto, l’ultima volta, alla testa dei suoi assaltatori mentre cercava, invano, di spezzare l’accerchiamento alleato.

L’Italia è ancora quella dei “Si rappresenta che… non si ravvisano elementi… certi della sua comprensione …non mancheranno altre occasioni…”

L’Italia bizantina, rodomontesca e fellona delle convergenze parallele, delle sfiducie costruttive, dei franchi tiratori, dell’appoggio esterno e dei voltagabbana.

Le idee, intanto, vanno a morire nel ponentino romano. O nella brezza serale sul lungomare di Pescara.

Ed io, come Vincenzo quella volta, “mi incurvo per il dolore…”
Giampiero Porzio
Stampa    Segnala la news

Condividi su:




Focus on Roseto.com
Roseto.com - Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere. - Registrazione al Tribunale di Teramo N. 540 Reg. Stampa del 19.08.2005.
Direttore responsabile: Luca Maggitti   Editore: Luca Maggitti   Partita IVA 01006370678
© 2004-2026 Roseto.com | Privacy | Disclaimer Powered by PlaySoft