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Eurolega
LUIGI LAMONICA AL TAVOLO DELLE REGOLE CON IL GOTHA DEL BASKET EUROPEO: PULIRE IL GIOCO, FAIR PLAY, PIU’ VELOCITA’, PIU’ PUNTI.
Luigi Lamonica e coach Zeljko Obradovic, durante la finale di Eurolega del 2011.
[Ciamillo&Castoria]


Intervista all’arbitro, dopo la sua esperienza al ‘Basketball Rules Summit’, sullo scatto in avanti che il basket deve fare. Ecco alcune proposte interessanti…

Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledì, 25 Luglio 2012 - Ore 08:30

L’Eurolega ha organizzato, a inizio mese, il “Basketball Rules Summit”, riunione per discutere su come le norme e i regolamenti possano migliorare e rendere più godibile il gioco.
 
L’incontro si è svolto a Barcellona, con inizio lunedì 2 luglio 2012 e ha previsto ben sette sessioni. Il basket è stato analizzato nella sua interezza: dalle dimensioni del campo da gioco all’interpretazione dei falli, dal tempo di gioco al criterio da adottare sui contatti e altro ancora.
 
La Commissione – rappresentante il Gotha del basket continentale – era composta da: gli allenatori Aito Garcia Reneses, Zeljko Obradovic, Ettore Messina; l’atleta Theo Papaloukas; il presidente della Lega Adriatica Rado Lorbek; il presidente del Saski Baskonia Josean Querejeta; il direttore degli arbitri di Eurolega Costas Rigas; l'arbitro Luigi Lamonica; il direttore sportivo del Cibona Zagabria Mihovil Nakic; il marketing executive Glenn Chin di Most Prolific; il giornalista e analista televisivo Flavio Tranquillo; il direttore editoriale di Euroleague.net ed Euroleague.TV Frank Lawlor; il COO dell’Eurolega Eduard J. Scott; il presidente e CEO dell’Eurolega Jordi Bertomeu.
 
Dunque un altro importantissimo riconoscimento per Luigi Lamonica, chiamato a far parte di una Commissione di 14 persone che ragiona su come rendere ancora più bello il basket del futuro. Al termine della sua esperienza – e prima di partire per le Olimpiadi di Londra 2012 – gli abbiamo fatto qualche domanda in merito al “Basketball Rules Summit”.
 
Luigi, ti aspettavi di essere fra i "magnifici 14" d'Europa, per studiare lo stato dell'arte  e portare il tuo contributo di idee sul basket?
«Assolutamente no. La chiamata è stata una gradita sorpresa. Forse mai, ma non sono sicuro, un arbitro in attività è stato invitato ad un simile tavolo di lavoro. E poi con quali partecipanti! Il solo fatto che il meeting si sia svolto nella “Sala Obradovic”, il coach più titolato di sempre, e che lui fosse presente con la sua esperienza, il suo sapere, le sue idee, mi ha molto inorgoglito». 
 
Qual è stato il “succo” dei lavori di questa importante riunione?
«Dopo un inizio in cui i partecipanti hanno espresso brevemente il proprio punto di vista sull’utilità del meeting, è iniziata una vera e propria “cascata” di idee su come migliorare lo spettacolo delle partite. “Pulire il gioco, fair play, più velocità e più punti” sono state le richieste da parte di tutti i partecipanti. La cosa che più mi ha colpito è che tutti, anche se con ruoli diversi, hanno contribuito con idee e suggerimenti su come migliorare il gioco e – per una volta – tutti, e dico tutti, unanimemente abbiamo concordato che la pallacanestro ha bisogno di uno scatto in avanti, soprattutto in un momento di crisi come questo. Occorre presentare un prodotto accattivante, giovane, moderno, veloce, che si adegua alle esigenze dei tifosi e che possa fare innamorare nuovi “adepti”. E il nostro sport ha tutte le potenzialità per essere ancora più bello e coinvolgente».
 
Un gioco più pulito e più veloce, con più punti. Dipende anche da voi arbitri…
«All'inizio, inevitabilmente, le maggiori critiche - devo dire, però, sempre costruttive - sono state rivolte alla nostra categoria, in quanto le regole per permettere un gioco più spettacolare, che tuteli di più i giocatori di talento, esistono già. E’ che noi arbitri alcune volte, nel labirinto delle interpretazioni, ci perdiamo un po’, permettendo un gioco troppo fisico, che aiuta i giocatori grandi e grossi e penalizza i talentuosi».
 
Qualche suggerimento e qualche proposta pratica?
«Il primo suggerimento – se vuoi ovvio, ma non banale – è stato quello di applicare meglio le regole esistenti, in particolare “hand checking” e fallo antisportivo. Poi ci sono state riflessioni su nuove proposte, come l'abolizione del possesso alternato per le palle trattenute durante il gioco e - mutuando la cosa dalla NBA - il principio dell'alternanza per i salti a 2 ad inizio periodo. Si è proposto anche, in caso di rimbalzo offensivo, il reset del cronometro dei 24 secondi a 14 secondi, in modo da avere più tiri. Si è proposta la depenalizzazione del fallo tecnico con 1 solo tiro libero e la palla alla squadra che ne aveva il possesso, anche in questo caso mutuando una regola NBA. E’ stato anche proposto il ritorno all'interpretazione originale del semi-cerchio di non sfondamento, con la decisione di considerare il giocatore dentro il semi-cerchio (e quindi responsabile del contatto in una situazione di penetrazione a canestro da parte dell'avversario) con uno o entrambi i piedi a contatto della linea del semi-cerchio».
 
Insomma, le idee non mancano. Segno che – come tutte le cose vive – anche il basket è qualcosa in perenne mutazione…
«Tante idee e tante riflessioni davvero intelligenti e utili al futuro del basket. Come una illuminante spiegazione, da parte di coach Messina, della regola NBA dei 3 secondi difensiva; regola che personalmente ho sempre considerato inutile. Invece, riallacciandosi all'accorato appello di Papaloukas di proteggere i giocatori più talentuosi – che, in Europa, quando superano il diretto difensore si ritrovano l'area super affollata di giocatori sempre più grandi e grossi ed è praticamente impossibile arrivare a canestro in lay-up, e quindi segnare più punti e rendere di conseguenza le gare più spettacolari – coach Messina con pochi esempi ha convinto tutti , compreso me, che se si vuole realmente pulire il gioco, sgombrando le aree, occorre introdurre la regola dei 3 secondi anche per i difensori. In NBA, il difensore può sostare nell’area pitturata più di 3 secondi solo se tocca un avversario. È quindi logico che gli attaccanti si tengono lontano dall'area dei 3 secondi e, di conseguenza, anche  i loro difensori, decongestionando le aree e permettendo le penetrazioni a canestro dei piccoli».
 
Ettore Messina e Luigi Lamonica, ma c’era anche un altro italiano molto autorevole: Flavio Tranquillo…
«Flavio ci ha raccontato – restando alla regola dei 3 secondi difensiva – della conferenza stampa di Tony Parker dopo il suo esordio in NBA, definita “un  Paradiso”, in confronto a quello a cui era abituato in Europa. Perchè in NBA, saltato il suo diretto avversario, la via a canestro era totalmente libera. La proposta dei 3 secondi difensivi è però risultata ancora prematura per noi europei, anche se io credo che sia tempo per studiare il suo effetto anche sul gioco in Europa e le conseguenze sulle nostre difese sempre più tattiche».
 
La proposta più impattante?
«L’allargamento del campo, esigenza nata dalla sempre più grande fisicità e dimensione dei giocatori e dal fatto che l’allontanamento della linea dei 3 punti ha portato i giocatori molto più vicino alla linea laterale e, molte volte, nel movimento di caricamento di tiro o partenza in palleggio, finiscono fuori dal campo».
 
Esiste un piano di lavoro, un prossimo appuntamento?
«Le proposte verranno prima vagliate dall'Assemblea dei Club di Eurolga e, dopo la loro approvazione, saranno trasferite a FIBA per la discussione ed eventuale approvazione, durante la prossima riunione della Commissione Tecnica che si occupa dello sviluppo dei regolamenti. Sicuramente non tutte verranno accolte. Può benissimo essere anche che nessuna di queste proposte sia accolta, ma la volontà di Eurolega è quella di proseguire nello sviluppo e nella ricerca di un gioco migliore, più veloce e spettacolare».
 
Luca Maggitti
 
 
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Luca Maggitti
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