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Ragazzo dell’Europa – Luigi Lamonica
A TEL AVIV, NELLA CASA DEGLI 11.500 ABBONATI DEL MACCABI.
Tel Aviv. Grattacieli.

Tel Aviv. Spiaggia.

Tel Aviv. Aeroporto Ben Gurion. Terminal partenze.

Luigi Lamonica, arbitro abruzzese in giro per l’Europa ad arbitrare, ci racconta i viaggi che fanno il Viaggio.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 06 Marzo 2011 - Ore 16:00

Puntata 09 del 24 febbraio 2011.
ISRAELE. Tel Aviv.
 
Buongiorno a tutti.
 
Vedendo le previsioni atmosferiche su internet prima di imbarcarmi, vorrei dirvi che mi dispiace molto che sulla costa Adriatica il maltempo proveniente dai Balcani sta iniziando a farsi sentire e - per farvi "rosicare" un pochino - vi informo che sto per imbarcarmi per i 20 e passa gradi di Tel Aviv!

Ma  bisogna soffrire un pochino prima di arrivare "alla terra promessa" e cosi sveglia alle 4.30, per essere pronto il prima possibile ed arrivare in anticipo sull'orario di punta al G.R.A..
 
I display luminosi lungo l'autostrada sentenziano minacciosamente "Dotazione invernali a bordo, prevista neve", ma per fortuna niente, solo una spruzzata breve ed improvvisa prima di Popoli. Così, con forte anticipo, alle 8.00 parcheggio in aeroporto e mi avvio verso il terminal per le operazioni di check-in.

Volo per Istanbul con qualche turbolenza e ad accoglierci un bel temporale, ma all'imbarco del volo in coincidenza per Tel Aviv il display  riporta la temperatura all'arrivo: un bel +23!

Come al solito, l'imbarco per la capitale israeliana è un po’ più macchinoso del solito: doppio controllo ai passaporti, documento di viaggio e solite domande sull'eventuale bagaglio imbarcato, come: “Ha preparato lei la valigia? È stata sempre con lei da casa fino all'aeroporto? Le hanno dato qualcosa da portare in Israele di cui lei non conosce la provenienza? Ha materiale proibito con sé come coltelli, pistole? Le facciamo queste domande per la sua sicurezza e quella degli altri passeggeri...”.
 
Vi assicuro che dopo la terza volta che si vola in Israele non ci si pensa più e tutta quella procedura, con le domande ripetute ogni volta nella stessa sequenza, le accetti con normalità. Prima di salire a bordo si incrociano 3 o 4 poliziotti in borghese, che controllano ulteriormente le carte di imbarco e finalmente ci si può accomodare al proprio posto.

All'arrivo, come previsto, ad attenderci all'uscita del finger di arrivo, qualche agente di polizia in borghese che controlla i documenti ad alcuni passeggeri, come se stessero cercando qualcuno in particolare e lunga passeggiata fino all'arrivo nella hall del controllo passaporti, dove ad attendermi, trovo, come al solito, l'incaricato del Maccabi, che mi preleva e con grande gentilezza mi fa passare avanti tutta la fila. Così anche qui, dopo i consueti preliminari ("E’ qui per la partita di domani? Mi raccomando...") ritiriamo il bagaglio imbarcato e via, fuori dal terminal per una bella boccata di aria... calda!
 
Sono le 18.30 e il termometro segna 23 gradi. Durante il tragitto, Liron mi informa del programma serale, con cena a base di pesce e humus insieme al commissario della gara, il quale ci aspetterà al ristorante.

Dopo una vita, è stato cambiato l'hotel a Tel Aviv. Prima era lo Sheraton Moriah, posto praticamente sulla sabbia del mare: una vera gioia svegliarsi la mattina e vedere la spiaggia piena di gente che nuota, fa jogging, yoga, gioca a beach volley, ad una specie di racchettoni. Molte volte i miei risvegli muscolari sono stati lungo la battigia.

Purtroppo, le cose sono cambiate e l'hotel viene usato dal Maccabi per il raduno pre-partita. Così ci hanno spostato nel più moderno e centrale Crowne Plaza City Center, con annesso Centro Commerciale che è un vero e proprio bazar. Una babilonia pazzesca!

La sera, quindi, cena a base di pesce e quantità di humus. Sono anni che vado in Israele ed ancora non riesco a sapere con precisione quali sono gli ingredienti base di questo piatto di cui vado letteralmente pazzo. Alla vista si presenta come - non saprei dire esattamente – ah, ecco, un puré. Ma la composizione è un vero mistero. Mi è sembrato di capire che sia a base di un tipo particolare di fagioli, ma una volta ho visto come guarnizione dei ceci, un'altra volta dei piselli, oggi carne. Di sicuro nessuno sa con precisione il paese di origine (si trova in Turchia, qui in Israele ed in generale in tutti i paese Arabi), un po’ come i nostri spaghetti, che ci contendiamo con i cinesi. Comunque l'humus Israeliano mi fa letteralmente impazzire e, con le loro pita, ne mangerei fino a star male.

La mattina dopo, con i miei due colleghi Pukl (sloveno di Maribor) e Latisevs (lettone), decidiamo di andare a prendere un caffé in spiaggia. Per loro, avere la possibilità di respirare un po’ di aria buona impregnata di salsedine e iodio - quella che noi abbiamo la fortuna di respirare ogni qualvolta mettiamo il naso fuori di casa - è un vero miracolo.
 
Ecco, questi sono i momenti in cui apprezzi il nostro modo di vivere, quando loro ti guardano con "invidia", per il fatto che noi ci svegliamo, apriamo la finestra e respiriamo l'aria del mare!
 
Che ne sanno loro del nostro caos, del nostro traffico, dell'aria ormai irrespirabile delle nostre città? Fatto sta che, nonostante tutto, il nostro Abruzzo è davvero un posto speciale: le nostre montagne il nostro mare, i nostri parchi, i nostri paesi arroccati sulle colline che sovrastano la costa… che dire, niente se non cercare di valorizzare tutte le nostre "perle", da mostrare a tutti e preservandole per le generazioni che verranno e che potrebbero essere la vera ricchezza della nostra terra.

Pranzo, a furor di popolo, a base di pesce in un ristorante in riva al mare all'aperto, con il sole in faccia, a maniche corte. Dopo pranzo si inizia ad avvertire un po’ di tensione per la partita della sera. Sappiamo benissimo cosa ci aspetta e le decine di telefonate che il manager del Maccabi riceve da persone che disperatamente cercano un biglietto, disposti a pagare anche 10 volte il prezzo di emissione, ci consigliano di ritirarci in hotel ed abbandonare quel luogo, più adatto a turisti che a una terna arbitrale destinata ad essere bersaglio di 12.000 ululanti tifosi.

Ho già arbitrato Tel Aviv-Barcellona 2 anni fa ed è finita con una rissa con 4 espulsioni. Le due squadre non si amano, si rispettano si conoscono perfettamente e la posta in gioco è molto importante: la vincente avrà il vantaggio del fattore campo nell'eventuale 5^ partita di play-off e venire a vincere - qui o a Barcellona - è una impresa veramente proibitiva.
 
Arriviamo alla Nokia Arena con quasi due ore di anticipo sulla partita e al di fuori ci sono già tifosi in coda per entrare, rigorosamente vestiti di giallo. Sarà un'atmosfera caldissima. Questa è, forse insieme al Pionir di Belgrado e alla Siemens Arena di Vilnius, una arena in grado di farti ronzare le orecchie anche il giorno dopo, per il frastuono continuo ed assordante che il pubblico riesce a fare incitando la propria squadra.

Il colpo d'occhio, quando saliamo la scaletta che porta dagli spogliatoi al campo di gioco, ti mozza il fiato. Come sempre, l'anello superiore è già gremito e non c'è spazio neanche per uno spillo. Quello inferiore invece, tutto rigorosamente numerato con la propria poltroncina riservata, permette ai tifosi di arrivare all'ultimo momento. Ma è proprio in quel momento lì che ti accorgi che non è una partita normale, che saranno 2 ore di adrenalina allo stato puro.

Il Maccabi Tel Aviv ha 11.500 abbonati, quindi solo 500 biglietti vengono messi in vendita e il più delle volte la Nokia Arena si riempie a partita già iniziata, ma non oggi.

Tutti hanno voluto arrivare in tempo, per fischiare la squadra del Barcellona, Campione in carica ed autentica dominatrice anche in questa stagione. Vi lascio immaginare i decibel durante la presentazione e le ovazioni per i locali beniamini.
 
E poco prima della palla a due, uno degli spettacoli più emozionanti dell'intera Eurolega: tutto il pubblico, senza un segnale, si alza in piedi e canta l'inno nazionale israeliano. Tutti i giocatori, anche quelli ospiti, rispettano questa usanza che rompe un po’ il protocollo. I brividi sono difficilmente trasferibili su carta, ma ho visto la faccia del mio collega Olegs Latisevs, al "battesimo del fuoco" alla Nokia Arena, il quale - mentre entravamo in campo per la palla a due - mi diceva: "Avevi proprio ragione stamattina, è bellissimo!".
 
Sono sicuro che Olegs proverà altre volte questa sensazione: il suo talento lo porterà ancora tante volte da queste parti.

La partita è stata bellissima, agonisticamente di alto livello, dura, ben giocata, fisica e combattuta, tanto che abbiamo avuto bisogno di un tempo supplementare prima che il Barcellona rompesse definitivamente l'equilibrio.
 
Al termine, il pubblico della Nokia Arena ha tributato un calorosissimo applauso ad entrambe le squadre, a ringraziamento di uno spettacolo di altissimo livello, come non ne vedevo, dal vivo, da tempo.

Dopo, per cena, doppia razione di humus. Chissà quando avrò ancora la possibilità di poterne gustare un piattino…

A presto.

LA PARTITA
Maccabi Electra Tel Aviv 85
Regal Barcellona 92
Dopo 1 tempo supplementare.
 
ARCHIVIO > I viaggi precedenti.
 
Puntata 01 del 9 dicembre 2010. SPAGNA. Vitoria.
 
Puntata 02 del 16 dicembre 2010. BELGIO. Charleroi.
 
Puntata 03 del 30 dicembre 2010. SPAGNA. Las Palmas e Valencia.
 
Puntata 04 del 3 gennaio 2011. SPAGNA. Las Palmas (la ripetizione).
 
Puntata 05 del 19 gennaio 2011. LITUANIA. Vilnius.
 
Puntata 06 del 26 gennaio 2011. FRANCIA. Le Mans.
 
Puntata 07 del 02 febbraio 2011. TURCHIA. Istanbul.
 
Puntata 08 del 17 febbraio 2011. SPAGNA. Valencia.
 
Luigi Lamonica
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