Roma, meno di una settimana a Natale 2011.
Eccomi a un appuntamento molto importante per la divulgazione del progetto “Decidere”.
Mi sento davvero onorato e privilegiato a poter parlare del mio libro addirittura su Rai Uno, ospite del programma “Unomattina Caffè”.
Così, dopo svariate telefonate per incastrare l'invito ricevuto dalla rete ammiraglia della Rai con le mie partite di Eurolega, eccomi finalmente giunto negli studi di Saxa Rubra.
Mi sono sentito una vera star nelle settimane precedenti, visto che una redattrice del programma, quando mi ha contattato, mi ha chiesto se avessi bisogno di un hotel, di una macchina della redazione che mi venisse a prelevare e riaccompagnare dopo la registrazione e se volessi portare un ospite, che sarebbe stato accreditato, e cosi via.
Insieme a me ho portato Giulio Ciamillo, dell’agenzia fotografica “Ciamillo&Castoria”, che con le sue magnifiche foto è uno dei protagonisti del successo del libro. Le immagini scattate da lui, da sua figlia Michela e dal socio Elio Castoria sono state infatti la perfetta integrazione per i miei diari. Giulio ha accettato volentieri di venire, curioso di visitare la Rai e per fare anche due o tre foto, immortalando un evento che non dimenticherò.
Appuntamento con Giulio fuori dagli studi di Saxa Rubra e ingresso per gli studi attraverso il varco della palazzina "B". Tutto preparato ed organizzato: i nostri nomi erano sull'elenco, ci viene rilasciato un pass giornaliero ed entriamo.
All'interno, svariate persone - tra una palazzina e l'altra della sede RAI - che si godono il tiepido sole di Roma. Noi vaghiamo alla ricerca della palazzina giusta.
La troviamo, entriamo e subito siamo accolti da una gentile addetta che ci scorta nel salottino, ci informa che la registrazione avrà qualche minuto di ritardo, ci chiede se gradiamo un caffé e mi dice che 15 minuti prima dell'inizio sarò microfonato da un fonico, che mi viene presentato.
Dopo 5 minuti, la stessa addetta torna con dei fogli da firmare: è una liberatoria con la quale la RAI diventa esclusiva proprietaria delle immagini che verranno registrate, le quali saranno usate esclusivamente da loro. C’è una marea di termini legali e articoli del Codice Civile. Ci capisco poco, ma mi dico: “Una Cambiale non è, una fidejussione bancaria neanche, quindi firmo".
Riconsegno la loro copia e per scrupolo domando: “Il mio accompagnatore può scattare delle foto?". Faccia stupita e risposta: “Non so, devo chiedere, non è mai capitato, vado a chiedere". Io e Giulio ci siamo guardati, e senza dire niente abbiamo capito immediatamente che non era possibile.
Dopo alcuni minuti, la risposta: non sarebbe possibile, ma ci accordano qualche scatto, rigorosamente senza flash. Sul viso di Giulio vedo apparire un sorriso soddisfatto.
Il tempo vola, faccio amicizia con gli altri ospiti, qualche chiacchiera sulle mie partite, sulle mie esperienze e sul perchè di questo libro e il fonico arriva a microfonarmi. Siamo pronti.
Prima di entrare in studio, addirittura la truccatrice, per un tocco di cipria (evidentemente avevo una brutta cera...) e ingresso nello studio.
Mi era capitato già altre volte di entrare in uno studio televisivo, ma la RAI è la RAI!
Almeno 10 persone nello studio: cameramen, assistenti, suggeritori, cartelli che ricordano la scaletta, gli argomenti da trattare e Giulio che fotografa, fino a quando non viene fermato da un assistente di studio. Sul suo viso vedo la soddisfazione per quello che è riuscito a fare e mi fa sentire tranquillo e rilassato, perchè si è divertito e anch'io mi sto divertendo.
Sui grandi schermi viene mostrata la copertina di “Decidere” e alcune delle foto più significative (durante la Semifinale Olimpica, nella Finale Mondiale in Turchia, mentre segnalo un fallo in attacco durante la finale Turchia-USA, insieme a Kobe Bryant).
Le domande incalzanti del conduttore Guido Barlozzetti - un vero leone dello schermo - mi ricordano quelle di Luca Maggitti al Circolo Il Nome della Rosa di Giulianova. Non avevo ancora scritto il libro, ma feci la mia prima intervista pubblica e Luca mi subissò di domande in un’ora e mezzo!
“Unomattina Caffè” finisce, troppo presto. Mi dico: che bella emozione e sensazione! Non ero neanche curioso di sapere come era venuta: se gli "sti" e gli "ndì" del nostro intercalare abruzzese si sono sentiti (dovrò fare un corso di dizione prima o poi!), ma ero rilassato e contento, anche perchè lo era Giulio Ciamillo, che mi ha ringraziato e si è complimentato per “Decidere”, chiedendomi di acquistarne alcune copie per regalarle ai suoi amici a Natale.
Sono io che ringrazio Giulio, Elio e Michela per aver impreziosito “Decidere” e per aver pensato di acquistare qualche copia del libro, decidendo (già!) di aiutare la onlus “L’Aquila per la Vita” ed i suoi operatori.
Ma grazie soprattutto a Luca Maggitti, che ha avuto un'altra idea vincente, una "pazzia": quella di tentare di presentare “Decidere” alla RAI, nata tra un arrosticino e una bruschetta da Marco al Pacaya di Roseto, in una sera di quella lunghissima e fantastica estate del 2011.
Ricordo ancora il mio scetticismo, la mia repulsione all'idea, le mie paure che Rai Uno “fosse troppo”. E ricordo che Luca mi disse: “Mi lasci provare?". Ed io, da quella sera, ho imparato a dire a Luca, curatore di “Decidere”: “Fai tu, non chiedermi più niente, mi fido”.
Grazie alla RAI e grazie a tutti coloro che stanno apprezzando “Decidere”.
RAI UNO. “Unomattina Caffè”.
Martedì 20 dicembre 2011. Il video della puntata.