EUROLEGA
Prosegue con un'altra vittoria l'avventura nelle Top 16, dell'EA7 Milano: gli uomini di coach Banchi superano anche il Panathinaikos guadagnandosi il secondo posto solitario nel Gruppo E, alle spalle della corazzata Barcelona. E prima di entrare nel dettaglio della gara contro i verdi di Atene, vale la pena analizzare la classifica del girone, con sei gare ancora da disputare: perché se è vero che Milano in questo momento può vantare un'ottima tabella di marcia, lo è altrettanto che il calendario ha dato una mano agli uomini di coach Banchi. Finora, l'Olimpia ha infatti disputato cinque gare in casa su otto (tutte vinte), mentre nelle gare esterne (nonostante l'EA7 abbia sostanzialmente sbagliato solo quella iniziale ad OAKA) manca ancora il colpaccio che sparigli il fattore campo e lanci definitivamente i biancorossi nella corsa ai playoff. Alle difficoltà di un calendario in salita (quattro trasferte nelle sei sfide rimanenti), dovrebbe compensarsi però il fattore psicologico: essere secondi in classifica da soli a questo punto del girone può dare la spinta giusta a Langford e compagni, anche per alimentare il sogno delle Final Four da giocare in casa, al Forum. Tornando al match contro il Panathinaikos, l'EA7 (pur comandando per tutta la partita) se l'è davvero vista brutta: non è bastato infatti un gran primo tempo (41-26 all'intervallo) ai padroni di casa per mettere in cassaforte il match. I biancorossi, trascinati dal solito Langford (18 punti alla sirena) ma anche da un tonico Samuels (16 con 6 falli subiti) sono andati letteralmente ad un'altra velocità rispetto a Diamantidis e compagni nei primi 20 minuti, anche sfruttando il contributo dalla panchina di un acclamatissimo Bruno Cerella diventato idolo del Forum (e che ha evidentemente un certo feeling contro le greche, ricordando anche la prestazione contro l'Olympiacos). Al contrario di quanto successo qualche settimana fa contro l'altra ateniese, però, il Pana reagisce: nonostante la serataccia di Diamantidis (1/7 al tiro e 6 palle perse) e di un Ukic autore di un'altra stecca (-6 di valutazione in 13 minuti), coach Pedoulakis trova forse il miglior Gist stagionale (21 punti con 9 rimbalzi) e un impatto subito importante da Zach Wright, arrivato in sostituzione dell'infortunato Curry e autore di 17 punti. È firmata principalmente da loro la rimonta ospite, con i verdi che ricuciono lo strappo nel terzo quarto e soprattutto (dopo essere tornati anche a -16) nell'ultimo, sul 64-61: un canestro di Cerella sembra chiudere definitivamente la pratica, ma con l'EA7 poco precisa a cronometro fermo il Pana ha addirittura la palla del potenziale sorpasso a due secondi dalla fine. Nulla di fatto, e alla fine arriva una preziosissima vittoria per Hackett e compagni: un altro piccolo granello di sabbia verso un obiettivo playoff adesso più che mai davvero raggiungibile per Milano.
Unica ormai certa del passaggio del turno nel Gruppo E resta l'imbattuto Barcelona: gli uomini di coach Pascual sudano le proverbiali sette camicie, ma dopo un overtime riescono ad avere la meglio dell'Anadolu Efes. Gara dai mille volti: partito benissimo sul 2-14, il team catalano sembrava in controllo piuttosto agevole del match. Ma una clamorosa rimonta dei turchi (saliti addirittura a +7 con due minuti dal termine) aveva completamente rovesciato l'inerzia della gara, che gli ospiti riescono a portare clamorosamente all'overtime grazie a un rimbalzo offensivo convertito in canestro di Dorsey. E nel prolungamento, c'è poco da fare per Savanovic e compagni (arrivati evidentemente senza benzina al supplementare, anche a causa delle maggiori rotazioni dei catalani): soprattutto, contro un Tomic del genere (26 punti e 15 rimbalzi per il lungo croato). "Doppia doppia" anche per Navarro (17 con 11 assist), dall'altra parte non è bastato il cuore di Planinic e Vasileiadis (14 punti a testa) nè il prezioso apporto di Gonlum (6/6 al tiro e 7 rimbalzi). Spicca, soprattutto considerando le cifre del diretto avversario, l'ennesima serataccia di Erden (2 punti e 0/3 da 2 in 11 minuti sul parquet). E l'EFES, pur confermando i netti miglioramenti delle ultime settimane, incassa una sconfitta che a questo punto sa quasi di condanna.
Di vitale importanza per i destini del girone era il match di Istanbul, tra Fenerbahce ed Olympiacos: e il successo dei padroni di casa (che comunque non riescono a ribaltare la differenza canestri dell'andata) rimette completamente in corsa per la qualificazione gli uomini di Obradovic. Che legittimano la vittoria conducendo per tutto il secondo tempo, ma rischiando nel finale, con i greci tornati per due volte a 2 soli punti di distanza. Con Bogdanovic e Preldzic sotto gli standard abituali (13 punti in due), è il duo Kleiza-McCalebb a trascinare i padroni di casa: per il primo, che pare stia finalmente tornando sui propri livelli abituali, 21 punti conditi da 8 rimbalzi. Molto bene però anche l'ex senese, soprattutto con la specialità della casa, ossia attaccare il ferro: 5/6 da 2 ma soprattutto 10/12 ai liberi, per 20 punti totali. Tra le fila ospiti, ha pesato molto l'assenza di Spanoulis: pur se Sloukas a livello numerico non lo ha fatto rimpiangere (17 punti, Top-Scorer biancorosso assieme a Perperoglou), non avere il proprio leader in campo ha fatto la differenza, soprattutto nel momento clou della gara. Non indimenticabile l'esordio di JaMario Moon (0/3 dall'arco in 7 minuti), restano di difficile interpretazione le Top 16 dell'Olympiacos: chiusa da imbattuta la prima fase, i bicampioni in carica avevano subito una mini-crisi con i KO contro Milano e Barcelona. Poi tre vittorie in fila, e adesso di nuovo un momento di flessione con il derby perso ad OAKA e il KO di Istanbul. E con un bilancio di 4-4, vista la concorrenza, non si può certo stare tranquilli.
Va all'Unicaja Malaga il derby spagnolo contro il Laboral Kutxa: gli uomini di coach Plaza espugnano la Bruesa Arena, mantenendosi in corsa qualificazione e tagliando ormai definitivamente fuori dai giochi i baschi. Vittoria meritatissima per gli ospiti, che dominano nel primo tempo (addirittura 24-47 all'intervallo) e contengono gli sterili tentativi di rimonta dei padroni di casa, che oppongono comunque ben poca resistenza soprattutto nell'ultimo quarto. Il 71-81 finale è perfino scarto inferiore alla differenza vista in campo tra le due squadre, con Malaga dominante a rimbalzo e capace di imporre la solita prestazione di squadra (nessuno oltre i 14 punti di Toolson). Paradossale che a questo punto l'Unicaja, che in molti a questo punto del girone si sarebbero immaginati già fuori dai giochi, non solo sia in piena corsa playoff, ma possa addirittura rimpiangere la sconfitta interna dell'esordio, maturata proprio contro il Laboral Kutxa: in quella che resta invece l'unica vittoria di Nocioni (il migliore dei suoi con 18 punti) e compagni. Sprofondati anche contro Malaga, nonostante l'innesto di Odom (impalpabile all'esordio, 0 punti e -1 di valutazione in 6 minuti), i baschi sono ormai condannati ad un girone di ritorno senza veri obiettivi.
GRUPPO E
CLASSIFICA
Barcelona 16
EA7 Milano 10
Olympiacos 8
Fenerbahce 8
Panathinaikos 8
Unicaja Malaga 8
Anadolu EFES 4
Laboral Kutxa 2
PROSSIMO TURNO
Olympiacos-EA7 Milano
Barcelona-Fenerbahce
Panathinaikos-Laboral Kutxa
Unicaja Malaga-Anadolu EFES
Nel Gruppo F, prosegue (seppur con grande fatica) la serie positiva del CSKA Mosca, che incamera il quinto successo consecutivo in queste Top 16 nel derby contro la Lokomotiv Kuban. Sembrava tutto facile per gli uomini di Messina, volati sul +21 dopo soli 15 minuti di gioco: e invece pian piano gli ospiti rientrano e addirittura sorpassano l'Armata Rossa, sfiorando un successo che avrebbe stravolto la corsa al quarto posto. Nell'ultimo quarto sono infatti quasi sempre Simon e compagni a condurre nel punteggio, con i padroni di casa salvati da un Teodosic ancora molto incisivo (25 punti con 6/8 dall'arco) e dai due liberi finali di Jackson. Per il resto, Khryapa e compagni hanno fatto un passo indietro rispetto alle ultime ottime uscite: non tanto a livello offensivo (94 punti segnati con ottime percentuali dal campo), quanto per una difesa che ha concesso 53 punti dopo l'intervallo alla squadra di Pashutin. Importante era però trovare i due punti, che consentono al CSKA di restare al comando del girone assieme al Real Madrid: esce comunque a testa alta, e con un pizzico di rammarico, la Lokomotiv. Che anche all'andata mise molta paura ai rossoblu, e in generale se la sta davvero giocando con tutti in questa Eurolega. 23 punti di un ispirato Brown e 18 di un chirurgico Simon dall'arco ispirano la grande rimonta ospite (ma ci sono altri quattro in doppia cifra): nonostante la sconfitta, un'altra dimostrazione di come il Kuban abbia tutte le credenziali per proseguire l'avventura in questa competizione.
Ben più agevole il compito del Real Madrid, che si sbarazza senza problemi del Partizan tenendo il passo del CSKA e conservando due punti di vantaggio sul Maccabi, importanti per avere il fattore campo a favore nei quarti di finale. Rispetto al solito, è un Real meno scoppiettante in attacco (80 punti realizzati, i soli Rodriguez e Llull in doppia cifra con 19 punti a testa) ma decisamente centrato in difesa: i serbi si fermano a 57 punti, solo 23 nei due quarti centrali in cui gli uomini di Laso ammazzano definitivamente la sfida. Va anche riconosciuto come il Partizan fosse un avversario decisamente troppo debole per testare le alchimie difensive di Mirotic e soci: lo dimostrano anche i soli 7 liberi tentati dagli ospiti, incapaci di aprire la scatola dalla distanza (3/15 dall'arco). E il solito Bogdanovic (10 punti) non può ovviamente sempre fare pentole e coperchi, oltretutto in una serata negativa anche per il rientrante Kinsey (3/10 dal campo).
Pronostico e fattore campo rispettati anche a Tel Aviv: il Maccabi tiene il passo delle due battistrada regolando il Galatasaray con il punteggio di 97-81. Era un match importante soprattutto per riscattare la pessima prova di Mosca, dove per la prima volta in stagione si era vista la squadra di Blatt davvero in grosse difficoltà. E riscatto è stato, con una prestazione offensiva di primo livello agevolata da un eccezionale 16/28 dalla lunga distanza a cui Hickman e compagni hanno accompagnato il 67% da 2. Addirittura, la percentuale di tiro più bassa alla sirena finale risulta essere quella dalla lunetta (56%, con 9 bersagli su 16 tentativi). Poco da fare per gli ospiti (pur se decisamente negativi in difesa) quando i tiratori gialloblù hanno una serata del genere, soprattutto i sempreverdi Pnini e Blu (33 punti in due, con 9/11 combinato dalla lunga distanza). Tra le fila turche non bastano i 18 punti del miglior Hairston stagionale, in doppia cifra anche altri cinque elementi per coach Ataman, ma è stata la difesa il vero problema di un Galatasaray mai davvero riuscito a rientrare in partita nel secondo tempo.
Secondo successo consecutivo per il Bayern Monaco, che dopo la Lokomotiv Kuban prevale anche sullo Zalgiris Kaunas rilanciando le proprie ambizioni playoff (i tedeschi al momento sarebbero qualificati). E come avvenuto la settimana scorsa contro gli uomini di Pashutin, è ancora una grande rimonta a consentire la vittoria a Delaney e compagni: i lituani conducono infatti a lungo il match, prima di subire un 27-14 nell'ultimo parziale che consegna i due punti al team bavarese. Che ha trovato meno del solito da Djedovic (3 soli punti) oltre che dallo stesso Delaney (4/11 al tiro), ma in compenso è uscito dalla panchina un ispiratissimo Taylor, fondamentale con i suoi 22 punti. Dall'altra parte, va ancora riservato un plauso allo Zalgiris che nonostante la differenza di roster e motivazioni continua a giocarsela praticamente ovunque: difficile però portarsi a casa il match se Dentmon chiude con 2 canestri su 11 tentativi dal campo, anche se Kaunas non ci è andata lontana chiudendo a +7 il terzo quarto. Javtokas il miglior realizzatore tra le fila ospiti (18 punti), da segnalare anche i 15 con 4 assist (in 22 minuti) di uno Jasikevicius in fase chiaramente calante ma dalla classe ancora intatta.
GRUPPO F
CLASSIFICA
Real Madrid 14
CSKA Mosca 14
Maccabi Tel Aviv 12
Bayern Monaco 8
Galatasaray 6
Lokomotiv Kuban 6
Zalgiris Kaunas 2
Partizan Belgrado 2
PROSSIMO TURNO
Zalgiris Kaunas-CSKA Mosca
Partizan-Bayern Monaco
Lokomotiv Kuban-Maccabi Tel Aviv
Galatasaray-Real Madrid
EUROCHALLENGE
In attesa del ritorno dell'Eurocup e dell'ottavo di finale della Dinamo Sassari, impegnata contro l'Alba Berlino, prosegue anche l'avventura di Reggio Emilia in Eurochallenge. Gli uomini di Menetti vincono infatti lo spareggio di Novo Mesto contro il KRKA, chiudendo al primo posto il proprio raggruppamento e guadagnandosi i quarti di finale contro i russi del Krylia Samara. Un risultato che consente al basket italiano di avere almeno una rappresentante in tutte e tre le competizioni europee per club, di questi tempi decisamente una notizia positiva. E per la Grissin Bon è un traguardo meritato, con Cinciarini e compagni usciti vincitori da un'autentica battaglia: lo testimonia il 66-69 finale, maturato dopo un overtime a testimonianza di come tensione e punteggi bassi abbiano comandato la sfida. E se nei primi tre quarti il match era rimasto in equilibrio, gli sloveni sembravano aver dato l'allungo decisivo a 6 minuti dalla fine, sul +8. La Reggiana però dimostra ancora una volta di dare grande importanza al l'impegno europeo, producendosi in una rimonta esaltante, ancor di più perché ottenuta in trasferta dove quest'anno gli emiliani fanno notoriamente molta più fatica. Una tripla di White (MVP della gara, con 28 punti) regala il sorpasso agli ospiti, graziati poi da un errore dalla lunetta di Muric e bravi ad imporsi nell'overtime facendo leva soprattutto sulla difesa (5 punti concessi agli sloveni). E adesso il quarto di finale con il Krylia, che può spalancare a Reggio Emilia le porte della Final Four: non sarà comunque un accoppiamento facile, visto che i russi (partecipanti alla VTB League) possono contare su un roster di tutto rispetto. Tanti ex-italiani come Ignerski, Pecherov e Videnov, americani di valore come Nichols, Wright e Miles oltre al russo Ponkrashov. Ma la Grissin Bon si giocherà le proprie carte, nel tentativo di regalare un'altra Final Four in una competizione con cui le italiane hanno storicamente buon feeling: ci arrivarono infatti sia Bologna, poi vincitrice della coppa, che Pesaro, ultime due rappresentanti del nostro continente a partecipare all'Eurochallenge.
GRUPPO J
CLASSIFICA FINALE
Grissin Bon Reggio Emilia 8*
Snolzoki Olaj 8*
Krka Novo Mesto 6
Cholet 2
QUARTI DI FINALE
TU/Rock-Snolzoki Olaj
Grissin Bon Reggio Emilia-Krylia Samara
Ural Ekaterinburg-Triumph
Royal Hali-Tsmoki Minsk
Eurolega
La TOP 10 della TOP 16, 8^ Giornata.
ROSETO.com
Il Mohicano del Basket [Stefano Blois]
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