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SOWING THE SEEDS OF LOVE
Gianpiero Di Gianvittorio.

Le Pietre.

Le Pietre nel giorno della commemorazione di Gianpiero Di Gianvittorio, sabato 25 agosto 2018.

In memoria di Gianpiero Di Gianvittorio.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 29 Settembre 2018 - Ore 16:00

«Sai cosa mi manca di più di Giampiero? Il suo sorriso e la sua bontà. Era un vero gentleman». Così dice Scott, in un inglese purissimo, arrivato il giorno prima da Dubai per commemorare il suo grande amico ed ex compagno di lavoro.

A destra di Scott c’è un altro inglese, al quale non ho chiesto il nome nonostante sia stato naturale iniziare a parlare di Gianpiero. So però che lavora in patria per il Partito Conservatore, fors’anche nello staff della premier Theresa May. Ci guarda e chiosa: «Vi spiego io cos’era Gianpiero. Una volta, ad un party, c’era rimasta una sola fetta di pizza. E spettava a lui. Gianpiero la prese, tagliò a metà e me ne diede un pezzo». E gli occhi di tutti e tre arrossiscono e si caricano di pianto. Sbagliando, perché Gianpiero Di Gianvittorio lo ricordo sempre sorridente.

Roseto degli Abruzzi, Parco Oasi, sabato 25 agosto 2018. Siamo qui per aprire al pubblico “le Pietre”, uno spazio in memoria di Gianpiero Emidio Di Gianvittorio, scomparso a 45 anni lasciando il figlio Tommaso, la moglie Marzia, il fratello Adriano e i genitori Gabriele e Pat, oltre a tantissime persone – sparse nei continenti – che gli volevano bene.

Un bene vero, reale, tangibile al punto da renderlo uno spazio fruibile dalla cittadinanza rosetana dentro un parco pubblico. L’idea è stata dei familiari di Gianpiero e degli amici. Così papà Gabriele ha contattato il Comune che a tempo di record ha perfezionato le pratiche per aprirlo d’estate, in modo da dare la possibilità a chi ha voluto bene a Gianpiero di esserci.

Ed è stato davvero commovente e simbolico vedere persone arrivare a Roseto da Dubai, Inghilterra, Scozia e altre parti del mondo – anche per un solo giorno – pur di esserci. Pur di testimoniare il loro affetto per un uomo nato in Inghilterra, da padre rosetano, che ha sempre amato il nostro Lido delle Rose.

Un uomo diventato un grande professionista, in grado di farsi apprezzare da multinazionali importantissime e di essere un saldo punto di riferimento per i tanti componenti del suo staff che lo hanno pianto scrivendogli una struggente lettera dopo la sua scomparsa. Questo ne è un frammento...

«Gianpiero era il nostro capitano e come tale ci ha sempre rappresentato. Ha sempre dato fiducia a tutti noi, anche quando abbiamo fatto degli errori. Giampiero era una persona attenta e premurosa. Per lui, qualsiasi momento era un buon momento. Era sempre disponibile e ha dato a ognuno di noi tutto l’ascolto e lo spazio che chiedevamo. Ci ha lasciato tante cose meravigliose, ma una la ripeteva spesso: “Meglio chiedere perdono che permesso”. Abbiamo sempre gonfiato il petto dicendo: “Noi lavoriamo con Gianpiero Di Gianvittorio”, perché lui era diverso da tutti gli altri, ma nessuno sa che la cosa più bella di stargli accanto era quando la mattina veniva da te e ti chiedeva: “Sei felice?”».

A fine 2016, in soli 6 mesi, Gianpiero aveva aperto a Roma l’Experience Centre di PwC (la multinazionale per la quale stava lavorando), realizzato in collaborazione con Google. Si tratta del più grande Experience centre in Europa, finalizzato alla co-progettazione: dall’analisi delle abitudini di consumo tramite un’indagine etnografica, alla prototipazione, sia di oggetti fisici che software, con l’ausilio delle tecnologie più innovative che vanno dalla realtà virtuale, all’intelligenza artificiale, dalla robotica, all’internet delle cose. Questo – e molto altro – era Gianpiero.

Per me, Gianpiero Di Gianvittorio non era soltanto un valente professionista di rilevanza internazionale o un amico. Era, soprattutto, il nipote della compianta zia Filomena, sorella del compianto nonno Giovanni. Le nostre radici sono dunque legate dalla dolcezza dei nostri avi.

Dopo gli anni della fanciullezza e adolescenza nei quali ci conoscemmo, perché i suoi genitori Gabriele e Pat tornarono in Italia, lo persi di vista quando tornò in Inghilterra e iniziò la sua brillante carriera lavorativa che lo ha portato a girare il mondo. Lo rividi qualche anno fa, per merito del basket. Fu infatti lui a ristilizzare quello che ancora oggi è l’attuale simbolo del Roseto Sharks: lo squaletto con la rosa in bocca.

Purtroppo, il mistero della vita terrena ci ha rubato troppo presto Gianpiero e a noi non resta che onorarne la memoria “seminando i semi dell’amore”. Scelgo questa frase, che è pure il titolo di una canzone del 1989 dei “Tears for Fears” (che mi ricorda la giovinezza, quindi Gianpiero) per dare un senso a questo mattino fatto di lacrime miste a sorrisi. Perché le nostre anime partoriscono lacrime, ma Gianpiero vorrebbe sorrisi.

Nel libello distribuito a tutti noi dalla famiglia, che spiega il senso di questo momento, c’è scritto...

LE PIETRE
Pietre che appartengono al tempo e alla memoria, un piccolo spazio che vuole essere di tutti, ricordando Gianpiero. La superficie grezza della roccia sembra appartenere alla geografia del luogo e consente alla mente di viaggiare attraverso un tempo infinito. La natura accoglie le tracce della nostra memoria in uno spazio informale e volutamente non finito, un piccolo spazio pubblico in cui ascoltare il mare.


THE STONES
These stones that belong to time and memory, a small space for all to share in remembrance of Gianpiero. The rough surface of the stone seems to belong to the the geography of this place and it allows us to travel through infinite time. Nature allows our memories to continue in this deliberately informal space where anyone is welcome to sit and listen to the sea.


Lo spazio “le Pietre” – concepito dal professor Domenico Antonio Potenza, in collaborazione con Devise, e reso possibile grazie al lavoro di Ombretta Natali, Berardo Taraschi, Emidio Paoletti e Marco Appicciafuoco – rappresenta il centro di un triangolo perfetto per Gianpiero, che quando tornava a Roseto amava passarci perché dalla sua casa, al residence Betulla, andava al mare e poi allo Spuntino. E il luogo in cui nasce lo spazio era dove lui camminava e amava fermarsi e rilassarsi.

Sempre nel libello, c’è un frammento della “Lettera a Meneceo” di Epicuro, che dice...

“Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità [...]. Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c’è da temere nel non vivere più [...]. La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c’è, quando c’è lei non ci siamo noi”.

“For no age is too early or too late for the health of the soul [...]. For life has no terror; for those who thoroughly apprehend that there are no terrors for them in ceasing to live [...]. Death, therefore, the most awful of evils, is nothing to us, seeing that, when we are, death is not come, and, when death is come, we are not”.


A commemorazione conclusa, ancora lacrime, sorrisi e abbracci.

Adriano, fratello minore di Gianpiero con il quale condivido la passione per i cavalli, mi dice: «Hai sentito la musica degli altoparlanti sulla spiaggia mentre ricordavamo Gianpiero? Era la stessa canzone che un giorno abbiamo sentito io, lui e un nostro amico, mentre eravamo allo Spuntino a mangiare e bere spensierati. Io sento che lui è qui, e ci sta guardando con quel suo sorriso scanzonato che conosco molto bene...».

Il brivido che mi prende provo ad esorcizzarlo avvicinandomi alla targa de “le Pietre”, per un ultimo pensiero prima di tornare a casa. Mi chino sulla targa che dice: “IN MEMORY OF GIANPIERO EMIDIO DI GIANVITTORIO”, firmata da un sorriso come lo disegniamo sulla tastiera noi “anziani” e cioè con due punti e una parentesi tonda chiusa. Così :)

Il sorriso di Gianpiero.

Luca Maggitti
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