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Serie B, Girone C – Chieti, Giulianova, Teramo.
CHIETI TORNA ALLA VITTORIA CON COACH SORGENTONE, GIULIANOVA E TERAMO KO.
Coach Domenico Sorgentone e il suo Chieti durante un timeout.
[Regina Nardini / Teate Basket Chieti]


Il punto di coach Gabri Di Bonaventura sulle abruzzesi di Serie B. 13^ giornata di andata.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Martedμ, 17 Dicembre 2019 - Ore 10:15

Tredicesima di andata per le tre franchigie cestistiche abruzzesi impegnate nella terza categoria nazionale (Serie B, girone C), proviamo ad analizzare rapidamente quanto accaduto a due giornate dal giro di boa.
   
CHIETI
Dopo la sconfitta (87-76) rimediata nel posticipo di lunedì scorso, disputato al PalaTriccoli di Jesi (12), il Chieti (14) guidato dal “nuovo” tecnico Sorgentone (a volte ritornano, è proprio il caso di dirlo, visto che il navigato coach rosetano era già a libro paga della società biancorossa fino al termine della stagione corrente, dopo l’esonero avvenuto nel campionato scorso, a cui era subentrato proprio il dimissionario Piero Coen) regola agevolmente (75-56) il Cesena (16) di coach Di Lorenzo, che si presentava al PalaLeombroni con una striscia aperta di cinque vittorie…
Dopo un primo tempo tutto sommato interlocutorio (37-33), i locali - con i vertici societari che, come prima mossa del nuovo corso, hanno deciso di mettere fuori squadra il play Simoncelli rinnovando la fiducia al capitano Gialloreto (6p con 2/5 da 3, 2 di valutazione in 17m) - costruivano nel terzo periodo (23-11) lo strappo decisivo grazie ad una difesa ferrea, che lasciava ai romagnoli poco più che le briciole, e ad una manovra offensiva mirabilmente orchestrata dall’inossidabile play, ex San Severo, Stanic (Mvp, 18p con 6/8 da 2, 1/3 da 3, 3/5 in lunetta, 6 cioccolatini, 21 di valutazione in 26m)…
Entrati nell’ultimo periodo con il referto rosa praticamente in cambusa (60-44), i teatini non commettevano minimamente l’errore di sottovalutare gli avversari (il play Battisti 11, la guardia Scanzi 11, l’ala Planezio 10) e tenevano alta la guardia, chiudendo il match con un + 19 che, al termine della regular season, potrebbe tornare utilissimo in caso di arrivo a pari punti con gli uomini di coach Di Lorenzo…
Analizzando le statistiche finali, molto eloquenti le valutazioni di squadra ottenute dalle due compagini: 86-48, a suggello di una prestazione che la tifoseria locale ha molto apprezzato, dopo una settimana non certo facile per i giocatori biancorossi, tra l’altro impossibilitati a rilasciare dichiarazioni per il silenzio stampa imposto dalla società, senza dimenticare che il presidente Marchesani ha prima minacciato pubblicamente le dimissioni e poi, nonostante il mancato ritorno di coach Coen da lui stesso fortemente auspicato, ha deciso di rimanere al suo posto, confermando come obiettivo stagionale il salto di categoria, senza escludere nuovi movimenti di mercato, sia in entrata che in uscita… come cantava il compianto Rino Gaetano (1950-1981), chi vivrà vedrà!
Tornando a quanto accaduto sul parquet del PalaLeombroni, da rimarcare, in casa teatina, oltre al già citato metronomo Stanic, le doppie cifre del rientrante Ruggiero (14p con 5/12 dal campo, 2/2 ai liberi, 6r, 16 di valutazione in 28m), del veterano Rezzano (11p con 4/8 complessivo, 83, 5 falli subìti, 3 assist, 21 di valutazione in 31m) e del poderoso centro, ex Campli, Ponziani (10p + 12 carambole, 12 di valutazione in 29m).
Rinfrancati dall’ottima prestazione, che vale il settimo posto in graduatoria, seppur in coabitazione con il sorprendente Ozzano, nel prossimo turno, domenica 22 dicembre ore 18:00, Sanna (9) e soci affronteranno in trasferta il fanalino di coda Porto Sant’Elpidio (2) di coach Pizi, un match che vede la compagine abruzzese decisamente favorita visto che le due squadre sono state costruite per obiettivi diametralmente opposti (permanenza in categoria i marchigiani, approdo alla terra promessa i teatini), anche se la pressione, ovviamente tutta sulle spalle dei biancorossi, potrebbe rendere più complicato del previsto il pomeriggio della formazione nuovamente affidata al vincente tecnico rosetano Domenico Sorgentone.
   
GIULIANOVA
Dopo l’ottimo blitz (65-69) compiuto nel turno precedente in terra dorica, il Giulianova (10) di coach Ciocca (out il lungo classe 96 Markus) scivola inaspettatamente in casa (67-74) al cospetto dell’ostico Ozzano (14) di coach Grandi…
Dopo un primo tempo di chiara marca ospite (29-39), i giallorossi sfruttavano al meglio la pausa lunga, trovando con la zona il giusto antidoto all’efficacia offensiva degli emiliani e griffando un terzo parziale da sogno (23-8), che consentiva agli uomini del Presidente Tribuiani di entrare nel tempino decisivo con un vantaggio di cinque lunghezze (52-47) e soprattutto (almeno apparentemente!) un’inerzia indiscutibilmente favorevole…
Quando tutto sembrava portare quantomeno verso un finale di gara equilibrato, i giallorossi perdevano improvvisamente energia e fluidità offensiva, subendo il perentorio ritorno dei determinati ospiti (la guardia Corcelli 15, il play Chiusolo 10, l’ala Iattoni 9) che a 06:08 dalla sirena firmavano il sorpasso (57-58) grazie ad una conclusione siglata dalla chirurgica ala, classe 90, Morara (Mvp, 14p con 4/5 da 2, 1/2 da 3, 3/3 in lunetta, 2r, 14 di valutazione in 26m)…
I giuliesi, invece di reagire, accusavano palesemente il colpo, sprofondando sul -10 (59-69 a 03:40 dal termine) e compromettendo in maniera sensibile il ritiro della posta in palio; ciononostante, un consistente passaggio a vuoto degli ospiti offriva ai locali, sul punteggio di 65-69, due ghiottissime arance che potevano riaprire completamente il match, ma le divinità del basket non agevolavano il compito di Piccone (5) e soci, lasciando brindare gli ospiti, che giungevano meritatamente alla seconda vittoria consecutiva (settima stagionale).
Analizzando le statistiche, fra i giallorossi – pronti ad annunciare, secondo i soliti ben informati, con un contratto biennale la guardia-play, classe 96 e visto a Costa d’Orlando, Amar Balic - troviamo quattro atleti in doppia cifra: il play Cardellini (17p, singolarmente siglati tutti nel terzo quarto, con 3/4 da 2, 3/8 da 3, 2/2 in lunetta, 4r, 4 falli subìti, 15 di valutazione in 36m), l’esterno Hidalgo (15p con 6/15 complessivo, 2/3 a gioco fermo, 4r, 5 falli subìti, 11 di valutazione in 36m), il generoso centro Fall (13p + 19 carambole, 26 di valutazione senza mai uscire dal campo) e la guardia-ala, classe 99, Chiti (12p con 4/8 da 2, 0/7 da 3, 4/4 ai liberi, 2r, 5 di valutazione in 36m). 
Risucchiati in undicesima posizione, in coabitazione con Faenza, nel prossimo turno, domenica 22 dicembre ore 18, Gobbato (2) e soci sfideranno in trasferta proprio il Faenza (10) che ha nel veterano play, classe 81, Bruni, nella guardia, classe 2000, Oboe, nell’esterno, classe 96, Anumba e nei lunghi Sgobba e Tiberti i punti di riferimento più incisivi, nell’attesa di inserire un pezzo (il sogno sarebbe l’ala piccola Fontana, classe 98, attualmente in forza all’Agrigento in A2, elemento su cui sembrerebbe aver messo gli occhi anche l’ambiziosa capolista solitaria Fabriano di coach Pansa) che possa aumentare la qualità delle rotazioni - non esattamente da urlo - a disposizione dell’esperto tecnico Friso.

TERAMO
Terza sconfitta consecutiva (decima stagionale) per il Teramo (6) di coach Cilio, piegato (57-68) al Palaskà dall’Ancona (6) di coach Rajola (2v e 3p), con l’esperta compagine marchigiana desiderosa di abbandonare una posizione di classifica decisamente poco in linea con la qualità del roster costruito in estate dalla dirigenza dorica, a cui è stato aggiunto in corsa l’ex Montegranaro e Chieti Gueye (9p + 4r, 10 di valutazione in 17m), non esattamente l’ultimo della pista…  
Dopo un primo tempo controllato senza grandi problemi dagli ospiti (27-36), grazie anche all’espulsione rimediata dalla prima punta biancorossa Lestini (4p in 13m, -3 di valutazione), i locali uscivano bene dalla pausa lunga e con apprezzabile spirito di reazione provavano a ricucire una situazione ampiamente compromessa, entrando nel tempino decisivo con soltanto quattro lunghezze da recuperare (49-53)…
Nella quarta frazione, però, i dorici (la guardia Centanni 19 con 6/22 complessivo, l’ala Rinaldi 15, l’esterno pinetese, classe 97, Timperi 8) tornavano a mordere in difesa, stringendo con mestiere le maglie e speculando sulla cattiva mira dei biancorossi (6/28 da 3 e addirittura 5/19 a gioco fermo) che, a 03:14 dalla sirena, si ritrovavano nuovamente sotto la doppia cifra di svantaggio (51-61), consegnando di fatto la parte buona del referto alla compagine marchigiana, ancora priva del centro Quaglia, al solito “sostituito” dall’ottavo senior a disposizione, cioè l’esterno Redolf (0p in 6m)…
Mvp della contesa il lungo ospite Baldoni (7p + 15 carambole, 17 di valutazione in 31m) mentre, nelle fila teramane, i due migliori realizzatori, tra l’altro gli unici in doppia cifra, sono risultati l’ala, classe 97, Di Bonaventura (18p con 8/15 dal parquet, un “inquietante” 2/11 a gioco fermo, 13 carambole, 11 falli subìti, 25 di valutazione in 32m) e il volitivo play, classe 98, Montanari (11p con 4/12 complessivo, 4r, 7 assist, 11 di valutazione in 35m).
Nel prossimo turno (domenica 22 dicembre ore 18:00) Melchiorri (6) e gli altri in canotta biancorossa, attualmente in penultima posizione al pari dell’Ancona che però, come dicevamo, ha un roster molto più collaudato di quello a disposizione dell’esordiente coach comasco Cilio, sfideranno in trasferta l’ambizioso Cesena (16) in un match dall’esito praticamente scontato, visto lo spessore dell’organico a disposizione di coach Di Lorenzo e la voglia di rivalsa che animeranno i romagnoli, freschi reduci dalla disfatta registrata al PalaLeombroni…
Giunti a 80 minuti dal giro di boa, mi concedo un’ultima brevissima riflessione, rigorosamente statistica, sulla franchigia biancorossa: Teramo è, insieme al Giulianova, il peggior attacco del campionato (67p di media) e, contemporaneamente, una delle difese più perforate del torneo (75p di media); come direbbero nel celebre film di Mike Newell “Donnie Brasco” (1997), che te lo dico a fare?
Già, che te lo dico a fare?

Ho finito, Natale si avvicina, cerchiamo in generale - se proprio non riusciamo ad essere più buoni - almeno di evitare di mentire sapendo di farlo; chissà che un pizzico d’ipocrisia in meno non ci aiuti ad avere una qualità più elevata dei rapporti interpersonali e a marchiare in maniera più dignitosa il nostro breve passaggio su questo pianeta.

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Gabri Di Bonaventura
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