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Serie A2 e Serie B
MASSIMO FARAONI: LAVORIAMO PER CONCLUDERE LA STAGIONE A MAGGIO E GIUGNO, MA COMANDA L’EMERGENZA SANITARIA.
Massimo Faraoni, Segretario Generale della Lega Nazionale Pallacanestro.

Intervista al Segretario Generale della Lega Nazionale Pallacanestro sul basket ai tempi del Coronavirus.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 22 Marzo 2020 - Ore 21:00

La Lega Nazionale Pallacanestro sta lavorando, in sintonia con la Federazione Italiana Pallacanestro, per provare a concludere la stagione agonistica attualmente sospesa nei mesi di maggio e giugno, disputando gare a porte aperte. Ovviamente, si attendono gli sviluppi dell’emergenza Coronavirus e i passi conseguenti di Governo e Ministero dello Sport (e quindi del Coni) successivi al 3 aprile 2020. Questa, in estrema sintesi, la posizione della LNP riassunta dal Segretario Generale, Massimo Faraoni, che abbiamo sentito. Ecco l’intervista completa.

Segretario Generale, l’emergenza Coronavirus è qualcosa che ha impattato sulla nostra vita quotidiana, in maniera mai vista prima nella vita della Repubblica Italiana. Quale deve essere, secondo lei, la risposta del mondo del basket a questo evento eccezionale?
«Una risposta di grande responsabilità, in questo momento di emergenza nazionale, dove lo sport viene certamente dopo la salute delle nostre famiglie. Stiamo prestando particolare attenzione alle zone duramente colpite. Io ho tanti amici e conoscenti che sento settimanalmente: è un momento difficile e tutti dobbiamo riflettere su questa situazione ed essere responsabili, per far ripartire la Nazione nel migliore dei modi».

Il Presidente della FIP, Gianni Petrucci, ha dichiarato che è meglio che il CIO rinvii le Olimpiadi di Tokyo. Per quanto riguarda il basket, invece, c’è la ferma intenzione di Fip e Leghe di portare a termine la stagione. Purtroppo, però, la situazione sanitaria relativa al Coronavirus sembra non migliorare. Vi siete dati un tempo limite, entro il quale continuare a tenere fermo il punto circa la ripresa dei campionati attualmente sospesi?
«Diciamo che forse c’è stata una interpretazione non esatta della volontà di LNP su questa cosa. La Lega, fin dall’inizio, ha guardato con attenzione alla situazione italiana, anche perché ha 63 squadre di Serie B e 28 di Serie A2, andando da Omegna a Palermo. In questa particolare situazione, il Presidente Basciano e il Consiglio Direttivo vogliono monitorare la situazione – con attenzione e il massimo rispetto verso le società, in particolare quelle nelle zone che più stanno soffrendo per il virus – per dare una risposta, se ci saranno le condizioni sanitarie e sportive, e riprendere i campionati nei mesi di maggio e giugno. Sottolineo poi che la realtà della Serie B è diversa da quella della Serie A2, quindi credo che le situazioni saranno valutate entrambe con la massima attenzione, ma in maniera divisa».

In caso di ripresa, è indifferente giocare a porte aperte o porte chiuse?
«No. Ufficialmente, LNP ha comunicato al presidente Petrucci, tramite il presidente Basciano, la disponibilità di giocare soltanto a porte aperte e garantendo la sicurezza di chi entra nei palazzetti. Anche perché il basket non ha i soldi del calcio che arrivano dai diritti TV, è uno sport di famiglia e molte società hanno utili dalla biglietteria. Privarle di questo introito sarebbe un ulteriore sacrificio, che allo stato non si potrebbero permettere».

La Lega Nazionale Pallacanestro, giovedì e venerdì scorso, ha incontrato in video conferenza le associazioni che rappresentano procuratori, allenatori e giocatori: i portatori di interesse del mondo della pallacanestro. Si dice anche che il presidente Petrucci stia lavorando per far inserire nei decreti governativi non solo misure di protezione per i giocatori di Serie A, ma anche per quelli di Serie A2 e Serie B. Quali sono le maggiori criticità che vi sono state rappresentate?
«La Lega ha messo idealmente intorno a un tavolo i procuratori, gli allenatori e i giocatori tramite le rispettive associazioni, perché ritiene molto importante redigere un protocollo insieme a queste componenti, da proporre alla Fip e alle società per la gestione degli ultimi 4 mesi di stagione sportiva, al fine di poter gestire la parte economica di rimborsi e compensi con attenzione, perché oggi l’Italia vive un momento difficile e tutte le componenti devono essere consapevoli che bisognerà dare qualcosa, per permettere al movimento di fare un passo avanti».

Da un paio di settimane c’è il blocco degli allenamenti e molti stranieri sono rientrati in patria. Qualora si dovesse ricominciare, quanto tempo lei pensa si debba dare alle squadre per riguadagnare una condizione almeno accettabile?
«Un paio di settimane sarebbero necessarie, per riprendere una condizione tale da poter nei mesi di maggio e giugno eventualmente, e sottolineo eventualmente, finire la stagione. Per quanto riguarda gli stranieri, ho letto che in molti sono rientrati in patria, anche per le disposizioni date dal Dipartimento di Stato degli USA. Anche su questo credo che la Lega, insieme al Settore Agonistico  della Fip, dovrà trovare un modo per dare una risposta al campionato di Serie A2 per quanto attiene alla sua competitività».

Il Roseto Sharks ha proposto, lo scorso 13 marzo 2020, di chiudere la stagione con una moratoria eccezionale, ripartendo dal prossimo campionato con gli stessi punti guadagnati in questa stagione, per rispettare comunque i verdetti agonistici del campo fino all’emergenza Coronavirus. La proposta ha fatto storcere il naso al presidente federale Petrucci. Lei cosa ne pensa in termini di applicabilità, se l’emergenza Coronavirus dovesse durare ancora e non si riuscisse ad avere spazi temporali congruenti con la disputa dell’attuale campionato sospeso?
«In questo momento, la proposta del Roseto non può essere valutata. Naturalmente, quando la situazione sarà più chiara, la Lega inizierà a lavorare per il futuro con il Settore Agonistico federale, che è l’organo delegato alla gestione dei campionati, per dare risposte sia per la stagione sportiva attualmente sospesa sia per la prossima. Attualmente, con l’Italia che vive questa delicata situazione dovuta all’emergenza Coronavirus, io credo che sia il momento di non urlare e di lavorare in modo silenzioso e in sintonia. Prima riparte la nostra nazione, prima potrà ripartire anche la pallacanestro. Attendiamo il 3 aprile e vedremo cosa decideranno il Ministero dello Sport e, a seguire, il Coni. In questa situazione, soltanto loro possono dare indicazioni sulla eventuale ripresa della stagione. Poi, Federazione e Lega si attiveranno di conseguenza».

Luca Maggitti
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