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Roseto Basket Story
NEVEN SPAHIJA: DAGLI SQUALI DI ROSETO A QUELLI DI SHANGHAI.
Cina, Shanghai, 2020. Neven Spahija con la maglia degli Shanghai Sharks.

Il logo degli Shanghai Sharks.

Italia, Roseto degli Abruzzi, 2004. Neven Spahija con la maglia del Roseto Sharks.

Il coach del ‘Roseto più forte di sempre’ lascia l’assistentato in NBA per la seconda volta e vola in Cina, per allenare la squadra presieduta da Yao Ming.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Giovedì, 15 Ottobre 2020 - Ore 12:00

Neven Spahija, il coach del “Roseto più forte di sempre” – quello con Mahmoud Abdul-Rauf della Serie A 2004/2005 – ha lasciato la NBA, dove era assistente di coach Taylor Jenkins ai Memphis Grizzlies, per volare dall’altra parte del mondo diventando il coach degli Shanghai Sharks: squadra della CBA – la lega della Cina – presieduta dall’ex giocatore cinese con trascorsi NBA, Yao Ming.

Le vie del basket sono infinte e così, a 16 anni dalla sua avventura nel Lido delle Rose, il croato di Sebenico torna ad allenare gli Sharks: nel 2004 (a chiudere la stagione 2003/2004 epoi nella successiva 2004/2005) erano gli squali di Roseto (25.000 abitanti), oggi sono quelli di Shanghai (circa 30.000.000 di abitanti).

Neven ha lasciato la NBA, dove era assistente, per la seconda volta. La prima era stata nel 2017, quando da assistente di coach Mike Budenholzer lasciò gli Atlanta Hawks per tornare al Maccabi Tel Aviv, dove aveva già vinto il campionato israeliano 2006/2007, per vincere ancora il titolo 2017/2018 e la coppa di lega 2017.

Neven Spahija arrivò a Roseto degli Abruzzi in corsa nella stagione 2003/2004, in Serie A. Lo volle Michele Martinelli per sostituire il dimissionario Luca Dalmonte, dopo il brevissimo interregno di Andrea Merletti.

Nella sua prima stagione, Spahija vinse 5 gare su 11, chiudendo al 13° posto su 18, con 28 punti. La stagione successiva, al termine di un tira e molla un po’ stucchevole e di una missione in Croazia di “Miguelon”, Spahija tornò poco prima dell’inizio del campionato (furono preziosi Alberto Martelossi e Fabio Di Tommaso in fase iniziale), appena terminati gli obblighi con la Croazia, per guidare quello che – dopo più di una correzione – divenne il “Roseto più forte di sempre”. Il Roseto di Abdul-Rauf, Woodward, Nikagbatse, Sesay, Mutombo, Di Giuliomaria e di tanti altri.

In quella stagione, Spahija ne vinse 16 su 37, portando Roseto al 7° posto su 18 con 32 punti ed uscendo ai Quarti per 3-0 contro la Fortitudo Bologna, allenata dal suo amico e connazionale Jasmin Repesa, che poi avrebbe vinto lo Scudetto 2004/2005.

Spahija stupì per la sua capacità di adattarsi sempre e comunque alle situazioni e per la versatilità del suo credo cestistico. Niente progetti triennali, allenamenti estenuanti o imposizioni che mal si attagliano a giocatori adulti e di talento, bensì una leadership basata sulla consapevolezza di dover ottenere risultati in tempi brevi, massimizzando le risorse a propria disposizione.

Prima di capitare a Roseto, Neven – agli inizi della sua carriera – aveva già vinto Campionato e Coppa di Croazia (2000/2001) con il Cibona Zagabria, campionato in Slovenia con Krka Novo Mesto (2002/2003) e coppe nello stesso paese con l’Olimpia Lubiana (da assistente) ed era il coach della Croazia.  

Dopo l’avventura rosetana, il tecnico di Sebenico, classe 1962, ha vinto nella stagione 2005/2006 con il Lietuvos Rytas Vilnius il Campionato Lituano e della Lega Baltica, giocando l’Eurolega. Nella stagione 2006/2007 ha vinto il titolo in Israele con il glorioso Maccabi Tel Aviv e la Coppa nazionale, giocando sempre l’Eurolega. Nella stagione 2007/2008, il capolavoro assoluto da allenatore esordiente nella difficilissima lega ACB in Spagna, guidando i baschi del Tau Vitoria: trionfo in Campionato e Supercoppa, Final Four di Eurolega e secondo posto in Coppa del Re. Ancora Spagna, vincendo l’Eurocup 2010 con Valencia, per poi andare in Turchia, nel 2010/2011, vincendo Campionato e Coppa nazionale con il Fenerbahce Ulker.

Un bilancio che non ha precedenti e che colloca Spahija nella ristretta cerchia degli allenatori europei di livello mondiale, capaci di vincere campionati e coppe, finora, in ben 6 stati diversi: Croazia, Slovenia, Lituania, Israele, Spagna e Turchia.

Spahija, sereno e gentile, ha due argomenti tabù: la guerra dei primi Anni ’90 nella ex Jugoslavia e il suo grande amico scomparso Drazen Petrovic. Sono cose che lo fanno soffrire e delle quali preferisce non conversare.

Ama invece includere, nel suo palmares, il Trofeo Lido delle Rose del 2006, guidando il Maccabi Tel Aviv, perché vinto nella “sua Roseto”.

A Neven Spahija un grandissimo in bocca al lupo, dalla città degli Sharks. Quelli rosetani.

Luca Maggitti
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