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Serie B, Girone C2 – Giulianova, Roseto, Teramo.
ROSETO AL SECONDO STOP CONSECUTIVO, GIULIANOVA ANCORA BEFFATO DA JESI, TERAMO NEL TUNNEL.
Valerio Amoroso, del Roseto, nella partita contro l’Ancona.
[Cusano Photo]


Il punto di coach Gabri Di Bonaventura sulle abruzzesi di Serie B. 4^ giornata di ritorno.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Martedμ, 16 Febbraio 2021 - Ore 11:30

Quarta di ritorno nella terza categoria nazionale (Serie B, gironcino C2), proviamo a riassumere rapidamente quanto accaduto alle tre franchigie cestistiche abruzzesi in questa seconda domenica di febbraio.

GIULIANOVA
In una gara dai due volti, il Giulianova (10) di coach Zanchi, quest’ultimo ex di turno, torna a mani vuote dal match disputato sul legno del PalaTriccoli, piegato (66-64) dal giovanissimo (solo tre senior a referto dall’inizio del campionato, chapeau!) ma determinato Jesi (10) di coach Ghizzinardi…
Dopo tre periodi gara totalmente favorevoli ai marchigiani (19-17, 37-28, 54-36), la volitiva compagine giallorossa, ferita nell’orgoglio e favorita anche da un fisiologico calo di tensione dei locali (a tal proposito, Jesi un pessimo 15/30 ai liberi, Giulianova un più che buono 15/20), aumentando sensibilmente l’intensità difensiva e ritrovando ritmo offensivo, iniziava una lenta ma inesorabile risalita (59-47 al 35’, 63-56 al 38’, 63-60 a 01:20 dal termine) che non si concretizzava in rimonta vera e propria solo perché la tripla dell’ala ex Rieti, classe 96, Cacace (12p con 3/8 dal campo, 6/7 in lunetta, 6r, 4 falli subiti, 2 assist, 16 di valutazione in 36m), scagliata sul 64-62 a soli 11” dalla sirena, non veniva accolta dalle divinità del basket, consegnando successivamente al talentuoso play Giacchè (11) i tiri liberi che conferivano ufficialmente la parte buona del referto agli arancioblu (l’esterno Giampieri 13, il pivot Quarisa 5, l’ala under Ferraro 12), spaventati ma felici dopo lo scivolone casalingo patito al supplementare (82-84) con il Civitanova (8) di coach Mazzalupi nel turno precedente.
Palma di Mvp al bomber di casa Magrini (20p con 1/3 da 2, 4/9 da 3, 6/9 ai liberi, 4r, 5 falli subiti, 3 assist, 16 di valutazione in 36m), con il figlio d’arte, ex Chieti, ormai una garanzia assoluta a questi livelli, mentre nelle fila della truppa giuliese, detto di Cacace, da rimarcare le doppie cifre dell’under Tognacci (10p con 4/7 dal parquet, 2/2 in lunetta, 2r, 10 di valutazione in 18m) e del play moldavo, classe 2002, Dron (11p con 4/9 dal campo, 4r, 4 falli subiti, 2 assist, 12 di valutazione in 37m), mentre il veterano Di Carmine (2p con 1/6 complessivo, 7r, saldo negativo di 4 fra perse e recuperate, 2 assist, 0 di valutazione in 23m), il lungo, classe 96 ed ex Napoli, Spera (7p + 3r, 3 di valutazione in 16m) e l’atletico centro, classe 98, Thiam (8p + 3r, 6 di valutazione in 21m) hanno conosciuto serate decisamente migliori…
Posizionati sempre comodamente sulla quarta poltrona, ma ora in compagnia di Jesi e Montegranaro, Panzini (7p + 3r e 3 assist, 10 di valutazione in 24m) e soci affronteranno fra le mura amiche, nel prossimo turno, il Roseto (14) di coach Trullo, reduce da due stop consecutivi e fortemente desideroso di interrompere il trend negativo; il pronostico, ca va sans dire, strizza l’occhio ai biancoblu del Presidente Ciafardoni, quest’ultimo tra l’altro un giuliese doc, ma attenzione perché il derby, in generale, nasconde sempre mille insidie e sottostimare le qualità tecniche, atletiche e morali degli uomini del Presidente Iozzo potrebbe costare carissimo all’ambiziosa franchigia rosetana.

ROSETO
Quarta sconfitta stagionale, e seconda consecutiva, per il Roseto (14) guidato da coach Trullo, uccellato (83-87) fra le mura amiche dall’attrezzato Ancona (14) di coach Rajola, quest’ultimo sceso al PalaMaggetti per vendicare la brutta sconfitta (68-80) subita nel girone di andata al PalaRossini…
Quindi, nel match-clou di giornata, che in caso di vittoria avrebbe potuto praticamente mettere in cassaforte almeno il secondo posto alla fine del girone di ritorno del gironcino C2 della Serie B, il Roseto scivola maldestramente sul proprio parquet, dopo un primo tempo molto equilibrato (48-50) che però aveva già evidenziato una tenuta difensiva abbastanza problematica, per usare un eufemismo…
Perso anche il terzo parziale (16-20), i padroni di casa entravano nel tempino decisivo con due possessi pieni di svantaggio (64-70) e un’inerzia da far girare a proprio favore prima possibile…
I marchigiani però, nonostante la prolungata assenza per infortunio dell’incisivo under Rossi, continuavano a macinare gioco (69-78 al 35’, ancora 70-78 a 03:51 dalla sirena), trasmettendo al sottoscritto, che ha seguito la partita in streaming, la sensazione che il match fosse ormai incanalato in maniera definitiva…
Niente di più sbagliato, tanto per cambiare!
Ma obiettivamente, dopo i due liberi realizzati da Lucarelli (nettamente il migliore dei suoi, 22p con 7/9 da 2, 1/3 da 3, 5/7 in lunetta, 13 carambole, 5 falli subiti, 33 di valutazione in 34m) che valevano il -4 (80-84 a 01:15 dalla fine), chi poteva immaginare che l’ala-pivot Leggio, il capocannoniere del torneo (19p di media) nonché assoluto Mvp del match (25p con 3/5 da 2, 5/7 da 3, 4/4 in lunetta, 9r, 4 falli subiti, 25 di valutazione in 36m), potesse perdere due palloni consecutivi commettendo due sfondamenti (!) ed offrendo ai padroni di casa - dopo la strepitosa tripla griffata da Ruggiero (16p con 0/3 da 2, 4/7 da dietro l’arco, 4/4 ai liberi, 2r, 3 assist, 15 di valutazione in 31m) sul magnifico assist, recapitato da Amoroso dal post basso sul lato opposto, che valeva il -1 (83-84) a 36” dal termine - addirittura l’arancia della possibile vittoria?!?
Con 16” da giocare, uscendo dal time-out chiamato dalla panchina rosetana per spostare la palla nella metà campo offensiva, i padroni di casa avevano come prima opzione Ruggiero che, da sotto canestro, poteva decidere di sfruttare il blocco di Amoroso, oppure, sul lato opposto, quello di Lucarelli; decidendo di uscire sul lato di quest’ultimo, la mancata comunicazione fra difensore del bloccato e difensore del bloccante, preoccupati entrambi del capitano biancoblù, lasciava completamente aperta la linea di passaggio che riguardava proprio il bloccante, immediatamente alimentato dal play Di Emidio (10p con 3/10 dal campo, 3/4 ai liberi, 4r, 5 falli subiti, 7 assist, 14 di valutazione in 29m); il fosforico regista locale, però, nell’intento di sfruttare tempestivamente la disattenzione difensiva dei dorici, non calibrava al meglio il passaggio che risultava, al tempo stesso, troppo alto e troppo forte per diventare il suo ottavo (e più importante!) assist…
Passato il pericolo, gli ospiti, con 8” ancora da giocare, chiamavano immediatamente time-out, al fine di spostare la palla nella metà campo offensiva e farla arrivare nelle educatissime mani di Centanni (14) che, dalla linea della carità, sigillava definitivamente il blitz della truppa marchigiana (Paesano 16, Caverni 10, l’under Oboe 12), nella quale esordiva, aggiungerei più che positivamente, il concreto centro, classe 95, Colombo (6p + 2r in 10m) che ha preso il posto del poco utilizzato Rattalino.
Le non perfette condizioni fisiche del rientrante e generosissimo Serafini (8p + 6r, 10 di valutazione in 22m), quelle decisamente precarie del califfo insostituibile Amoroso (5p con 2/8 complessivo, 0/2 in lunetta, 3r, 6 assist, 3 di valutazione in 23m) e quelle tutte da decifrare della guardia Pastore (7p con 2/9 dal parquet, 2/2 a gioco fermo, 3r, 3 assist, 5 di valutazione in 28m), su cui erano innegabilmente riposte aspettative molto importanti, unite alla “bocciatura” (almeno momentanea) dell’under Sebastianelli, inutilizzato contro i marchigiani, rappresentano, nell’occasione del big-match perso di misura con i dorici, il “lato oscuro” della luna rosetana; al navigato coach Trullo e al suo validissimo staff, oltreché alla neonata società adriatica, il delicato compito di rigenerare in fretta un roster costruito per provare a concretizzare il salto di categoria che - allo stato delle cose e al netto di una rotazione che, al momento, prevede al massimo otto elementi (sette contro Ancona, appunto) – sembra obiettivo molto difficile da centrare.
Come già anticipato, il cammino della riscossa dovrebbe iniziare (il condizionale è d’obbligo) domenica 21 febbraio, alle ore 18, quando, sul legno del Palasport di Atri, Nikolic (15p con 7/11 da 2, 1/2 in lunetta, 6r, 13 di valutazione in 33m) e soci affronteranno il ruvido Giulianova (10) di coach Zanchi, con i giallorossi che sicuramente faranno di tutto per complicare la serata alla franchigia del D.G. Ferri; ai biancoblu la “mission” di eludere le trappole difensive che il preparato tecnico veneziano sicuramente preparerà in settimana e agguantare il referto rosa, alla fine l’unica cosa che conta veramente, soprattutto per chi corre per vincere, le chiacchiere stanno a zero.

TERAMO
Parafrasando un antico adagio giapponese, “cadi cinque volte, rialzati sei”.
Quinta sconfitta consecutiva per il Teramo (6) di coach Salvemini, che esce a mani vuote dalla Bombonera di Montegranaro, piegato (75-71) dai ragazzi di coach Ciarpella, che, di contro, nelle ultime sei gare hanno portato a casa cinque vittorie, ribaltando brillantemente una classifica che fino al mese scorso era deficitaria…
Il primo tempo del match vedeva in campo due squadre con una carica mentale, una concentrazione, un’aggressività e una determinazione diametralmente opposta, e questo diverso approccio (17-11 al 10’) consentiva ai veregrensi - letteralmente trascinati da un Cipriani (18) immarcabile nei primi 20 minuti e sorprendentemente evanescente nella seconda parte di gara - di rientrare negli spogliatoi per la pausa lunga con un vantaggio che definire corposo era decisamente riduttivo (43-27)…
Scivolati sul -18 (47-29 al 23’), e sempre privi del play titolare Francesco Faragalli, i teramani, spronati dal tecnico teatino, tentavano di destarsi da un’evidente mancanza di leadership tecnica ed emotiva, cambiando progressivamente il linguaggio del corpo, iniziando finalmente a battagliare su ogni possesso e chiudendo la terza frazione con un più che incoraggiante -7 (56-49)…
Nell’ultima frazione, il play sardo, classe 2000, Gallizzi, con due triple consecutive, riportava i suoi sul +11 (62-51 al 31’) ma i teramani non mollavano e al 35’ si tornava sul -5 (62-57)…
Una tripla della guardia Rossi (17p con 1/3 da 2, 4/12 da 3, 3/4 ai liberi, 8 falli subiti, 3 assist, 14 di valutazione in 32m) riavvicinava la Tasp ad un solo possesso pieno di distanza (67-64 a 01:33 dal termine) ma nelle convulse battute finali, caratterizzate da molti errori su entrambi i fronti, i marchigiani mantenevano la lucidità sufficiente per condurre in porto la quinta vittoria stagionale ed assestarsi in quarta posizione, lasciando ancora i biancorossi (il capitano Serroni 8p con 3/5 dal campo e 2 di valutazione in 25m, l’ala-pivot D’Andrea 6p + 9r e 2 assist, 16 di valutazione in 18m) mestamente all’ultimo posto solitario…
Hombre del partido l’immarcescibile leader Bonfiglio (18p, 3/13 dal campo ma 10/10 a gioco fermo, 7r, 7 falli subiti, 5 cioccolatini, 22 di valutazione in 37m) mentre in casa teramana, oltre al già citato ex Palestrina Rossi, doppia cifra per l’esterno Di Bonaventura (19p con 5/10 da 2, 1/3 da 3, 6/10 in lunetta, 2r, saldo negativo di 3 fra perse e recuperate, 8 falli subiti, 4 assist, 14 di valutazione in 33m) e per il lungo Tiberti (14p con 7/13 da 2, 11r, saldo negativo di 2 fra perse e recuperate, 16 di valutazione in 29m)…
Incoraggiante l’esordio del play under Molteni (4p + 7r, 4 di valutazione in 26m) ma è chiaro che la qualità in cabina di regia dovrà necessariamente salire di livello, a partire dal prossimo impegno interno con la vice capolista Ancona (domenica 21 febbraio, ore 18), per provare a contrastare, nelle prossime tre gare che chiudono il girone di ritorno e soprattutto nelle restanti otto che seguiranno, le avversarie che la franchigia del Presidente Nardi dovrà affrontare con l’obiettivo di conservare la categoria.
Ora, un inciso: a mio modesto avviso, questa squadra, almeno fino ad oggi, ha mostrato di non avere in campo un leader, né tecnico e forse nemmeno emotivo, come può esserlo, appunto, Bonfiglio a Montegranaro, Andreani a Civitanova, Magrini a Jesi e Di Carmine, piuttosto che Panzini, a Giulianova… quindi, cosa fare?
Naturalmente, questa cosa può accadere, soprattutto quando non parliamo di squadre di primissima fascia, e quando ciò accade, sempre a mio modo di vedere, tende inevitabilmente a responsabilizzare ancora di più il coach a guidare “tecnicamente” la propria squadra, soprattutto nella scelta dei giochi da chiamare nelle fasi più delicate del match o nelle scelte difensive da attuare nei momenti chiave, quelli dove tutto può diventare niente.
Insomma, ritengo che in quei casi specifici, con il giusto supporto dei propri collaboratori, il coach debba progressivamente avere un controllo quasi totale su quello che la sua squadra esegue in campo, in attacco e, ancora di più, in difesa.
Potrei sbagliare ma credo che l’ottimo tecnico Salvemini, sia fin troppo consapevole di questa riflessione, avendo preso questa squadra in corsa e soprattutto avendo avuto nelle sue compagini passate leader veri (tipo Rajola e Stanic, giusto per citare i primi due che mi vengono in mente), e quindi immagino che calibrerà al meglio il suo modo di stare in panchina - ovviamente contando sull’agognato recupero del play titolare Francesco Faragalli - proprio tenendo conto di questa peculiarità, perché, a mio modesto avviso, questa squadra ha palesemente bisogno di essere supportata, oltre che in quella emotiva, ancora di più nella gestione tecnica della gara.
Attenzione: magari (ancora una volta!) sbaglierò, magari il coach teatino avrà un’altra opinione e preferirà lasciare (legittimamente!) un po’ di più la squadra a briglia sciolta, però questa è la mia idea, senza la minima pretesa che possa essere condivisa, ci mancherebbe!
Per chiudere il cerchio, aggiungo che, a maggior ragione, di contro, devono crescere la concentrazione (la madre di tutte le virtù!), la disponibilità e la determinazione di tutti i ragazzi, proprio perché, se mancano certe proprietà, bisogna avere l’umiltà di ascoltare e la volontà di compensare suddette criticità con l’applicazione, il senso di appartenenza, il desiderio di migliorare quotidianamente, la voglia di non farsi battere e di aiutare chi aiuta, perché nello sport il carattere, molte volte, vale più del talento o del coefficiente atletico che madre natura ti ha messo a disposizione.
Tutto questo al fine di diventare, giorno dopo giorno, la compagine più coesa possibile, consapevole dei propri limiti e, proprio per questo, pronta a sfidarli, per il bene di tutti, con il duro lavoro quotidiano e con il rispetto reciproco dei propri ruoli.
Perché ci si salva tutti insieme, o si affonda tutti insieme, visto che nessuna catena è più forte del suo anello più debole.

Ho finito, ci becchiamo la settimana prossima, buon vento alle spalle.

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Gabri Di Bonaventura
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