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Serie B – Girone C2
GIULIANOVA VINCE IL DERBY, ROSETO ENTRA IN CRISI, AMOROSO METTE TRULLO NEL MIRINO.
Roseto degli Abruzzi, 8 agosto 2020. Valerio Amoroso e Tony Trullo il giorno della conferenza stampa di presentazione del giocatore.
[Luca Maggitti]


Terza sconfitta consecutiva per il Roseto. A fine partita, il giocatore piω rappresentativo del Roseto punta il dito, senza mai nominarlo, sul suo allenatore.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 21 Febbraio 2021 - Ore 22:00

GIULIANOVA 66
ROSETO 59

Parziali: 16-8; 16-14 (32-22); 21-21 (53-43); 13-16 (66-59).

GIULIANOVA: Spera, Dron 4, Panzini 12, Cacace 21, Di Carmine 10, Malatesta n.e., Tersillo, Tognacci 8, Lurini 3, Thiam 8, Cantarini n.e.. Coach: Zanchi.

ROSETO: Pastore 3, Nikolic 12, Amoroso 13, Di Emidio 11, Ruggiero 15, Lucarelli 2, Palmucci n.e., Valentini n.e., Cocciaretto n.e., Sebastianelli, Serafini 3, Pedicone n.e.. Coach: Trullo.


Un Roseto dotato di pessima mira da oltre l’arco virile (3/24, contro il 10/26 degli avversari) e con i due senior scesi dalla A2 alla loro peggior partita stagionale (Pastore 3 punti in 34 minuti, Lucarelli, che gioca acciaccato, 2 punti in 19 minuti), le busca dal Giulianova e incassa la terza sconfitta consecutiva, entrando ufficialmente in crisi anche per le dichiarazioni del suo giocatore più rappresentativo, Valerio Amoroso, a fine partita.

Alla palla contesa, coach Andrea Zanchi ha per la prima volta dal precampionato il suo Giulianova al completo (nella gara di andata aveva fuori Spera, Tognacci e Cantarini per Covid-19 e Cacace era al rientro dopo il virus) e propone un quintetto con Dron e Lurini esterni, Cacace ala piccola, Di Carmine ala grande e Thiam centro. Coach Tony Trullo cambia quintetto al suo Roseto e lancia i veterani nello starting five, proponendo Di Emidio in regia, Ruggiero (al posto di Pastore) guardia, Lucarelli ala piccola, Serafini ala grande e Amoroso (al posto di Nikolic) centro.

Inizio eccellente del Giulianova, che ricordandosi l’onta subita all’andata (14-3 nei primi 5 minuti, 27-8 al 10°), strapazza Roseto con un parziale di 10-0 frutto dei canestri di Panzini, Cacace, Thiam e due volte Di Carmine. Roseto prova a rialzarsi con la tripla di Di Emidio, ma Tognacci allunga a 12, prima che Ruggiero e Nikolic portino il Roseto sul 12-7. Ancora i giallorossi per lo strappo che porta al 16-8 della fine del primo quarto, con un canestro di Di Carmine.

Nel secondo tempino, Panzini apre con la tripla del 19-8 e Giulianova tiene la frazione conservando il vantaggio in doppia cifra grazie al parziale di 16-14. Squadre a bere il the del riposo sul 32-22.

Cosa dicono le statistiche del primo tempo.
Nel Giulianova, lo spauracchio è Panzini, che in 13 minuti segna 12 punti (3/3 da 2 e 2/4 da 3), con 12 di valutazione. Sempre al top capitan Di Carmine, che in 18 minuti segna 8 punti e cattura 5 rimbalzi, con 2 recuperi, 1 assist e 16 di valutazione. 6 in totale i giocatori a referto per i padroni di casa, con rotazione a 9 giocatori.
Nel Roseto, 5 gli atleti a segno in una rotazione a 8, con Nikolic a 6 punti e 3 rimbalzi, Ruggiero a 5 punti e 4 rimbalzi, Di Emidio 5 punti, Amoroso 4 punti e 4 rimbalzi e Lucarelli 2 punti e 2 rimbalzi.

Nel terzo periodo chi si aspetta un inizio volitivo del Roseto resta con un palmo di naso, visto che il Giulianova ricomincia come a inizio partita, piazzando un 7-2 che poi diventa 12-5, per un dilagante +17 (44-27) a favore dei giuliesi dopo 5 minuti e mezzo di gioco. Roseto spende ancora una volta preziose energie, per pareggiare la frazione a 21 e chiudere il terzo quarto inseguendo di 10 punti (53-43).

Dopo quasi 2 minuti senza segnare, l’ultimo quarto si apre con Amoroso che sigla il 53-45. Poi Cacace sbaglia due liberi, imitato però da Serafini intorno al 33° minuto di gioco. Cacace infila la tripla del 56-45, ma Amoroso combina un’azione da 3 punti e Nikolic segna riportando il Roseto a -6 (56-50) a 5 minuti dalla fine. Ancora Nikolic, dopo una recuperata di Amoroso su Thiam, per il -4 (56-52), ma Cacace risponde segnando, subendo fallo e capitalizzando il libero, riportando Giulianova sul 59-52 a poco meno di 3 minuti e mezzo dalla sirena. Roseto sbaglia in attacco e Cacace si issa a protagonista infilando la tripla del +10 (62-52), che costringe Trullo a chiamare timeout con 2 minuti e mezzo da giocare. Al rientro, Ruggiero segna dalla lunetta i liberi del 62-54 e poi ci torna, facendo 2/3 (62-56). Cacace dalla lunetta fa prima 2/2 e poi 1/2 (65-56), quando manca ormai meno di un minuto dalla sirena. Così Giulianova la vince, meritatamente, 66-58.

Le statistiche finali della partita.
Nel Giulianova, su tutti Cacace (21 punti, 4 rimbalzi, e 24 di valutazione in 26 minuti). Stoico capitan Di Carmine, con una doppia doppia da 10+15, con 3 recuperi, 3 assist e 25 di valutazione in 38 minuti. Altra doppia cifra (messa insieme nel primo tempo) per Panzini (12).
Nel Roseto, miglior realizzatore Ruggiero (15+7 e 20 di valutazione in 29 minuti), doppia cifra anche per Amoroso (doppia doppia da 13+10 e 20 di valutazione in 30 minuti), Nikolic (12+8 in 22 minuti), Di Emidio (11 e 6 di valutazione in 31 minuti).

A fine partita, un Valerio Amoroso tonitruante, rispondendo alle domande di Giorgio Pomponi: «Stiamo giocando in maniera brutta ed egoistica. Ognuno pensa al proprio bottino da tre partite a questa parte, da quando Fabriano – squadra molto ben preparata, soprattutto fisicamente – ci ha asfaltati. Contro Ancona si è visto l’egoismo: poca difesa, dovuta a scelte poco felici e roba varia e oggi confusione, confusione in attacco. Almeno ci siamo stretti in difesa e abbiamo lottato lì. Poi quando sei in forma l’uno contro uno funziona, ma è quando si è in difficoltà che le grandi squadre vincono, perché si compattano e giocano bene. Noi giochiamo male, in questo momento di difficoltà, perché ognuno pensa a se stesso. E tutti quanti, ma ti giuro tutti, abbiamo grosse colpe. Se ne esce lavorandoci, ma è normale che quando giochi con una squadra ben preparata e con un ottimo allenatore come quello di Giulianova, anche se lotti e reagisci nel secondo quarto, poi loro ti tengono lì perché sono intelligenti. Anche se sono giovani, hanno un buon allenatore, che capisce cosa fare nel momento giusto e questo ci ha messo in difficoltà. Io ho provato in settimana ad allenarmi un po’ di più, oggi ho corso un po’ di più ma non è bastato. Vorrà dire che dovremo fare tutti un po’ di più. Sul 3/24 da 3 punti, non è vero che non va dentro perché siamo stanchi, non va dentro perché facciamo scelte sbagliate. Anche se sono tiri aperti, sono presi perché non c’è nient’altro da fare e quindi magari non erano tiri giusti da prendere. Bisognerebbe analizzare bene a fondo la partita, speriamo di riuscirci. Io vi chiedo scusa a tutti quanti, ma mi conoscete, io sono questo, non è che mi invento. Io sono lo stronzo che dice le cose come stanno. E vi chiedo scusa perché magari non sono queste la parole che dovrei usare in questo momento di difficoltà, ma so che bisogna andare un attimo faccia a faccia. Sulla difesa nel momento finale (quello della rimonta, n.d.r.) quella è squadra, è l’animo dei giocatori, è quello che siamo noi. Ma è l’animo. Bisognerebbe fare dell’altro. Quello che avete visto alla fine è l’anima di quelli che non vogliono mollare, di quelli che ingoiano un rospo amaro. Pastore è il giocatore più forte che abbiamo e non sto scherzando. Ve lo dico sul serio. Se gioca così è perché non è messo in condizione di dare il massimo e tutti noi abbiamo le colpe, tutti noi. Perché lui è uno dei giocatori più forti che c’è. E per chi non l’ha ancora capito ve lo dico io: questo è un giocatore sprecato per la Serie B ed è sprecato se lo facciamo giocare solo in difesa, perché se lo coinvolgiamo in attacco e lui prende fiducia, non ce n’è per nessuno. Stasera sarebbe stato lui a distruggere il Giulianova, ma non lo ha potuto fare perché non è messo in condizione e questo dobbiamo farlo noi... tutti».

È già finito l’idillio fra coach Tony Trullo e il suo giocatore più forte e titolato, oltre che non semplice da gestire? Certo, Valerio Amoroso non ha mai fatto il nome del suo coach, ma seguo il basket da 23 anni e non ce la faccio a girarmi dall’altra parte e far finta di niente. Anche perché ho fatto polemiche con Neven Spahija e Phil Melillo, o con Mario Boni e Duane Woodward, quindi non vedo perché non poterne fare una con Trullo e Amoroso, qualora dovessi aver interpretato male lo sfogo del lungo rosetano a fine partita.

Staremo a vedere. Di certo c’è che l’unico modo di non far prendere quota a questa polemica è tornare a vincere. Altrimenti saranno dolori, perché le polemiche si mangeranno quanto di buono fatto finora, gettando il bambino con l’acqua sporca.

Luca Maggitti
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