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‘SICILIA 1992 LUCE E MEMORIA’, IL LIBRO DI TONY GENTILE: L’UOMO DELLA STORICA FOTO DI FALCONE E BORSELLINO.
Il libro ‘Sicilia 1992 – Luce e Memoria’ di Tony Gentile.
[Luca Maggitti]


Tony Gentile.
[Profilo facebook di Tony Gentile]


Tony Gentile, a sinistra, intervistato da Luca Maggitti il 5 ottobre 2019 a Roseto degli Abruzzi, nell’ambito del “9° Festival Nazionale della Fotografia – United Colors Of Photography – UCOP 2019.
[Angelo Stama]


È uscito a giugno 2022, per Silvana Editoriale, l’emozionante volume che raccoglie una significativa parte del lavoro del fotoreporter palermitano.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 31 Luglio 2022 - Ore 21:15

«Tony Gentile è il fotografo più famoso ma paradossalmente sconosciuto per quanti in Italia hanno visto una sua fotografia tanto eccezionale da essersi trasformata in un’icona della storia italiana contemporanea. La conosciamo tutti: è stata pubblicata mille volte in tanti giornali e libri, la si ritrova sui frontoni dei palazzi di giustizia, nei circoli antimafia, nelle manifestazioni politiche, nei libri di storia contemporanea. Sto parlando della foto straordinaria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che parlano fitto in confidenza. Un’immagine che è entrata nell’album di famiglia di intere generazioni».
(Ferdinando Scianna)


Questo è l’emblematico frammento scritto sulla retrocopertina del libro “SICILIA 1992 LUCE E MEMORIA”, pubblicato a giugno 2022 da Silvana Editoriale e firmato da Tony Gentile, fotoreporter che ha iniziato la professione nella natia Palermo nel 1989, collaborando con il quotidiano “Il Giornale di Sicilia” e l’agenzia fotografica “Sintesi”, prima di diventare un freelance di riferimento per le maggiori testate nazionali e straniere e poi, dal 2003 al 2019, un fotoreporter dell’agenzia “Reuters” per la quale ha coperto avvenimenti di rilevanza mondiale come 3 viaggi apostolici dei papi, 2 Campionati Mondiali di calcio e 4 Olimpiadi.

Oggi, Tony Gentile si dedica a progetti fotografici, video documentari e tiene workshop e incontri nei quali racconta la sua ultratrentennale esperienza professionale. E siccome il suo lavoro – fatto di migliaia di intense e significative foto – è identificato con l’immagine di Falcone e Borsellino di recente coniata anche sulle monete da 2 Euro, il fotografo siciliano è in prima linea in un progetto di sensibilizzazione civile finalizzato alla necessaria modifica della legge italiana sul diritto d’autore in fotografia.

Basterebbe lo scritto di Ferdinando Scianna (primo fotoreporter italiano a far parte dal 1982 dell’agenzia “Magnum”; uno che ha suscitato l’attenzione e la scrittura di Leonardo Siascia) in quarta di copertina, per ordinare questo magnifico volume di grande formato, in italiano e inglese, venduto all’onestissimo prezzo di 35 euro.

Ma c’è ancora molto da dire sul libro di 175 pagine, che dopo le pagine introduttive di Ferdinando Scianna e Carlo Sala (il cui contributo si intitola “Da immagine di cronaca a vessillo di legalità – Le fotografie palermitane di Tony Gentile”) si divide in 6 sezioni fotografiche e termina con una intervista curata da Carlo Sala (“Essere un fotoreporter a Palermo, conversazione con Tony Gentile”) e la biografia dell’autore.

Le 6 sezioni, tutte aperte da una introduzione scritta dall’autore – che oltre a un bravo fotografo è uno schietto narratore – sono: 1992; Solitudine; Sguardi; Folla; Festa; Dolore e resistenza.

Il libro è un concentrato di forti emozioni in bianco e nero, che lascia sgomenti e stupiti, sorpresi e meravigliati.

L’amore di Tony Gentile per la sua terra, unito a passione civile, talento e professionalità, danno vita a scatti che inchiodano il lettore il quale – come davanti a un quadro – coglie particolari, torna all’epoca immortalata, riflette e mette in relazione fatti e componenti dello scatto. Tutte le fotografie sono datate e collocate geograficamente, aiutando i pensieri e le riflessioni.

Il libro è da leggere, guardare, comprendere. Inutile aggiungere altro.

Anzi, un’ultima cosa voglio aggiungerla.

Io, che ho avuto l’onore di conoscere personalmente Tony Gentile a Roseto degli Abruzzi, intervistandolo il 5 ottobre 2019 all’Hotel Bellavista, grazie all’invito del fotografo Marco Cimorosi, nell’ambito del “9° Festival Nazionale della Fotografia – United Colors Of Photography – UCOP 2019”, in cui fu anche premiato, voglio condividere con voi un altro frammento contenuto nel libro, che racconta come è nata la famosissima foto di Falcone e Borsellino che, selezionata tra le altre (a proposito di foto “unica” e diritto d’autore) proprio dal suo autore, è diventata una immagine della storia d’Italia e del mondo. È tratto dalla conversazione con Carlo Sala, alle pagine 166 e 168.

Carlo Sala: La tua immagine più nota è certamente quella dove vediamo parlare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in un momento carico di empatia umana e amicizia. In che occasione hai realizzato quella fotografia che oramai è diventata una icona popolare?
Tony Gentile: Nel 1992 Peppino Ayala, un caro amico di Falcone e Borsellino, si era candidato con il Partito Repubblicano alle elezioni in Parlamento. I due magistrati, per aiutarlo, si resero disponibili a partecipare a una tavola rotonda con il vicesindaco di Palermo, Aldo Rizzo, e il condirettore del “Giornale di Sicilia”, la testata che patrocinava l’evento. La sala dove si svolgeva l’incontro era piccola e buia, e più in generale le conferenze son odei contesti sempre molto noiosi da fotografare perché hai una persona rigida, seduta a un tavolo e con un microfono davanti. Allora aspetti che succeda qualcosa, magari un gesto, un’azione spontanea dei partecipanti. A un certo punto ho intuito che stava per succedere qualcosa e, con un balzo, mi sono piazzato davanti al tavolo e ho scattato una sequenza di fotografie in bianco e nero, e poi a colori. Il redattore poi decise di non pubblicare l’immagine che oggi tutti conosciamo, perché era necessari oche si vedesse anche il direttore della testata. Alla morte di Falcone, cinquantasette giorni dopo, quella foto – di cui nella frenesia del periodo mi ero quasi dimenticato – riemerse dal mio archivio e l’agenzia Sintesi la vendette ad alcuni quotidiani. Quando morì anche Borsellino nella strage di via d’Amelio, vari giornali iniziarono a usarla perché in essa si vedevano due amici, morti in un modo così tragico a breve distanza, che stavano diventando un simbolo di speranza per la gente.
[...]

Questa è la storia di una delle vite della fotografia: la prima è quando nasce il 27 marzo, la second quando cambia il suo significato per la prima volta alla morte di Falcone che lascia il testimone a Borsellino; cambia nuovamente quando muore anche quest’ultimo e infine quando viene adottata dalla gente che comincia a riprodurla nei manifesti, nelle magliette e negli striscioni durante le manifestazioni contro la mafia.

TONY GENTILE SUL WEB
www.tonygentile.it


Tony Gentile
SICILIA 1992
LUCE E MEMORIA
Silvana Editoriale, 2022, 35 Euro.


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Luca Maggitti
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