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Serie A2 – Coppa Italia – Roma 2024
LA FINAL FOUR... A COLPI DI MARTELLO!


PalaMaggetti di Roseto, 25 agosto 2005. Giorgio Pomponi e Lorenzo Settepanella intervistano Alberto Martelossi, coach del Roseto Sharks.

PalaMaggetti di Roseto, 12 marzo 2017. Alberto Martelossi, coach del Mantova, con Adam Smith del Roseto Sharks.

Alberto Martelossi fa le carte alla Finale analizzando le 4 squadre e guardando agli almanacchi per sapide riflessioni. Il coach, ex Roseto, nella stagione 2000/2001 conquistò il prestigioso ‘double’ Coppa di B1 e Promozione in A2 con Pavia.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledì, 13 Marzo 2024 - Ore 11:15

Alberto Martelossi, “Martello” per il basket, ex Roseto come vice allenatore di coach Neven Spahija con il “Roseto più forte di sempre” nella Serie A 2004/2005 e poi coach nella prima parte della stagione 2005/2006, in questa stagione collabora con il quotidiano “Il Piccolo” della sua Trieste, pubblicando la rubrica settimanale “Colpi di Martello”.
Grazie alla gentilezza di Martello e del quotidiano, pubblichiamo anche noi la puntata, già uscita sul Piccolo, di questa settimana che tratta della Final 4 di Roma di Serie A2.
Alberto ha conoscenza enciclopedica del basket dell’ultimo quarto di secolo ed è pure uno dei pochi coach – un altro è Tony Trullo, gli altri dovrei controllare – che in una stessa stagione ha conquistato il “Double” così temuto perché considerato stregato. Il “Double” è quando si vince Coppa Italia e Campionato nella stessa stagione e, soprattutto in A2 o cadetteria, è considerata operazione quasi impossibile, perché  solitamente chi vince la Coppa Italia poi non vince il Campionato.
E però non sempre va così, come dimostrano appunto Tony Trullo (vittoria della Coppa Italia di B1 e promozione in A2 con il Roseto nel 1997/1998) e Alberto Martelossi, che nella stagione 2000/2001 – alla guida del Pavia – prima vinse la Coppa Italia proprio nella città pavese contro il Rieti di coach Virginio Bernardi e poi conquistò la promozione in Serie A2 battendo in finale il Cefalù per 2-1, dopo aver concluso la stagione regolare al 3° posto del Girone A dietro Sassari e Bergamo.
Ecco dunque l’articolo del Martello.

Luca Maggitti Di Tecco


COLPI DI MARTELLO
La Final 4 di Serie A 2024 a Roma


La Final Four di A2 in programma a Roma sabato e domenica prossimi propone finalmente la classica manifestazione che non interessa a nessuno (l'obiettivo è il campionato), finché non ce ne si è immersi; ma ora l'attesa cresce, per cominciare a sparigliare le carte tra i due gironi.

Pronostici? Meglio di no, anche se la riduzione del format da Final Eight potrebbe limitare margini di rischio; ma addentrarci in presentazioni e studio del passato  può consentire di comprendere meglio l'evento e immaginare il futuro.

SHARKS TRAPANI = LA CONTINUITÀ
Dopo la conquista della Supercoppa e dominio stagionale conclamato, hanno la volontà e il dovere di proseguire. Proporranno un basket di attori vari, con due USA camaleontici, protagonisti per cifre, ma al servizio della squadra quando viene richiesto. Dovranno saper essere consistenti dietro, tenere un ritmo offensivo alto per cui sono maestri, dovendo affrontare una squadra incline a togliere riferimenti (Fortitudo). Giocatore chiave: Imbrò.

FORTITUDO BO = LA SOLIDITÀ
Detto della miglior dote nella preparazione delle gare, costruiscono ogni fortuna partendo dalla difesa, intesa come protezione dell’area e ruvidezza nei contatti. Miglior squadra nel difendere il “pick and roll” avversario, con una grande prestazione a meccanismi oliati in attacco, ha la possibilità di uscire dal primo vero momento difficile di una stagione rilevante. Giocatore indispensabile? Oltre ai soliti noti da quintetto, direi Panni.

PALLACANESTRO FORLÌ 2015 = IL TATTICISMO
Può confermare un girone di ritorno straordinario, con la  capacità di utilizzare la tattica non solo per necessità, ma come punto di forza. Sa adattarsi per questo ad ogni caratteristica dell’avversario. Giocatori vincenti per mentalità, sanno essere feroci e decisivi al momento giusto, oltreché esprimere durezza in ogni porzione di campo. Singoli? Gli espertoni, Cinciarini e Pascolo su tutti.
 
PALLACANESTRO CANTÙ = IL TALENTO
Certamente la più imprevedibile delle quattro, può e deve prendere slancio da questa manifestazione, per abbinare le qualità tecniche superiori alla media a tutti gli altri strumenti tipici dei team vincenti. Possono fare canestro in molti modi (la duttilità dei lunghi comanda), è attesa al contenimento delle palle perse e al presentare la miglior versione difensiva possibile. Giocatore determinante? Hickey, che sa dettare ogni ritmo.

La storia recente delle finali di Coppa Italia A2 (presa in esame dal 2014) ci porta ad individuare interessanti trend più disparati per la proiezione verso il fine stagione.

CHI HA DOMINATO LA STAGIONE
L’esempio più virtuoso e recente riguarda la Vanoli Cremona del Triplete nella scorsa stagione, divoratrice di Trofei come del resto nei precedenti anni dispari (2017/2019/2021) era accaduto in sequenza a Virtus Bologna, Universo Treviso e Napoli Basket, con l’accoppiata Campionato/Coppa. Si raggiunge il traguardo più ambito, la promozione in A1! Quindi la Coppa porta fortuna...

CHI HA VINTO, MA POI È INCIAMPATO
Andando a ritroso, le vincenti dal 2014 in poi non hanno goduto di ulteriori gioie, su tutti il clamoroso esempio dell’eliminazione della corazzata Scaligera Verona addirittura agli ottavi di finale playoff 2015 (sino ad allora, quattro sconfitte in stagione) per mano di Agrigento. Stessa sorte capitata a Derthona in semifinale (2018) e Apu Udine in finale (2022) playoff, in quest’ultimo caso per grandi meriti dei veronesi stessi, cresciuti in stagione per andare a sovvertire il destino di sette anni prima. Quindi, la Coppa porta sfortuna...

CHI È INCIAMPATO, MA POI HA VINTO
Due esempi senza discussioni: la Leonessa Brescia 2016 che, eliminata già al primo turno nella Final Eight di Rimini tra l’insoddisfazione generale, con il corroborante inserimento di David Moss ha poi dato vita ad una escalation trionfale che ha messo tutti d’accordo; la Pallacanestro Trieste di dalmassoniana memoria, tornata da Jesi 2018 dopo una sola gara tra polemiche e silenzi stampa, ha poi proseguito la stagione di alto livello con playoff memorabili. Per la serie, la Coppa Italia aiuta comunque...

Godiamoci lo spettacolo, quindi, con la consapevolezza che in una stagione così equilibrata e diffusa in valori tecnici, sarà più complicato del solito ottenere la vittoria in finale. Ma per le stesse motivazioni sarà ancor più impegnativo gestire il post Coppa Italia: sia nell’ottica dei vincenti che dei perdenti, serviranno giocatori maturi e club con i nervi saldi.

Alberto Martelossi
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