Antico elmo greco corinzio.
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Alla mia 28^ stagione, scrivo per la prima volta un pezzo imputando a un arbitro di aver – ovviamente involontariamente – chiaramente indirizzato una partita di grande importanza. Mi appello all’articolo 21 della Costituzione Italiana.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 16 Marzo 2025 - Ore 21:15
PALLACANESTRO ROSETO 64
GEMA MONTECATINI 71
Parziali: 15-19; 16-21 (31-40); 19-14 (50-54); 14-17 (64-71).
PALLACANESTRO ROSETO: Donadoni, Durante 17, Traini 3, Guaiana 6, Aukstikalnis 23, Tsetserukou 2, Tiberti 5, Pastore 3, Dellosto, Sacchetti 5. Coach: Gramenzi.
GEMA MONTECATINI: Toscano 17, Stanic 9, Bedin 12, Passoni 5, Burini 2, D’Alessandro 8, Savoldelli 4, Acunzo 11, Di Pizzo 3, Chiarini n.e., Cellerini n.e., Albelli n.e.. Coach: Del Re.
La Pallacanestro Roseto perde 64-71 la finale di Coppa Italia.
Vince la Gema Montecatini, anche se gli arbitri – Helmi Tognazzo di Padova e Filippo Giovagnini di Torino – hanno pesantemente indirizzato il primo tempo, spezzettando continuamente il gioco e involontariamente applicando il piano partita dei toscani, che hanno potuto godere di 15 falli fischiati a proprio favore contro i 10 contro (18 tiri liberi a Montecatini, 8 al Roseto), che hanno praticamente tolto anzitempo dalla partita per il Roseto 3 elementi come Aukstikalnis, Donadoni e Tiberti, tutti con 3 falli.
Per non dire della chicca assoluta rappresentata da un fallo fischiato contro Roseto a seguito di una scivolata di un giocatore avversario. Una scivolata.
Spiace dover ricordare che il signor Tognazzo era il secondo arbitro della semifinale di Coppa Italia persa lo scorso campionato contro gli Herons Montecatini (con Radunic a maltrattare, non sanzionato, Klyuchnyk nel momento cruciale) e il primo arbitro della prima sconfitta stagionale della Pallacanestro Roseto di questa stagione a Livorno, dove nel finale due decisioni indirizzarono la gara.
Concludiamo che il patavino non porta bene al Roseto e non diamo ulteriore importanza a chi ha il compito di amministrare la partita, senza deciderla né prendere il sopravvento sul gioco.
Merito dunque alla Montecatini di coach Del Re, che dopo aver perso due partite (la seconda a Roseto di 29 punti, per 85-56) in stagione regolare, ha attuato un piano partita finalizzato a spegnere sul nascere il gioco in velocità del Roseto, che ha chiuso il primo quarto indietro 15-19 e ha ulteriormente subito nel secondo, chiudendo al 20° sotto 31-40.
Nel terzo quarto, nonostante un trattamento rugbystico che ne ha sporcato la precisione in lunetta (11/15, con 4 errori a fronte di 2 errori finora in tutto il campionato, dato l’eloquente 62/64), Lukas Aukstikalnis riporta sotto il Roseto, che nell’ultima frazione arriva a sorpassare – grazie a due triple consecutive di Pastore e Traini – sul 60-59, a meno di 6 minuti dalla sirena.
Montecatini, che ha perso per infortunio l’ottimo Acunzo (nel Roseto Tsetserukou ha giocato 7 minuti per problemi a una caviglia) tiene botta, poi Tognazzo fischia tecnico (5° fallo) per flopping al 38° a Tiberti (sul 62-66 Montecatini) e fallo in attacco a Durante a 37 secondi dalla sirena, con il Roseto sotto di 2.
Guardando ai playoff promozione, la Pallacanestro Roseto dovrà chiedere agli organi preposti, semplicemente, di poter giocare esprimendo la propria pallacanestro fatta di gioia, attacco, fluidità.
Perché giocare indossando elmi limita la visione periferica, quindi porta inevitabilmente alla sconfitta.
Aldo Giordani, su Superbasket, negli Anni 70 e 80, scrisse di come – agendo sulle designazioni – si poteva decidere la vittoria di scudetti, parlando di arbitri casalinghi e arbitri da trasferta. Io non posso neanche temperare le matite al mitico “Jordan”, ma ritengo – dopo 28 anni passati a voler sempre cercare le ragioni di una sconfitta all’interno del gioco e degli atleti – di poter per una volta dire la mia, ritenendo che stavolta gli errori – in buona fede, ovvio – abbiano gravemente nuociuto al Roseto.
POST SCRIPTUM
Al nostro involontario protagonista patavino proprio viene difficile avere un buon rapporto con quelli passati per il Lido delle Rose.
Ad esempio, lo scorso campionato, espulse il coach dell’Andrea Costa Imola, Emanuele Di Paolantonio, al 13° minuto, direttamente.
Visto però che gli hanno assegnato la Finale di Coppa Italia di Serie B da primo arbitro, stasera, deve essere così bravo che il suo talento è talmente superiore alla cadetteria da sfuggire a un povero giornalista ignorante e incompetente come lo scrivente.
Tornando all’espulsione, qui sotto il link.
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8 aprile 2024
Andrea Costa Basket Imola
COMUNICAZIONE ALLA FIP A SEGUITO DELL'ESPULSIONE DEL COACH DI PAOLANTONIO
https://www.andreacosta.it/news/comunicazione-alla-fip-seguito-dell-espulsione-del-coach-paolantonio
Luca Maggitti Di Tecco
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