«A Roseto sto imparando tantissimo, sia in campo sia fuori. Sono contenta della scelta che ho fatto».
Alyssa Ustby, bionda atleta statunitense nata nel 2002 a Rochester, Minnesota, si gode la sua stagione oltreoceano da matricola, dopo l’università passata nel college di North Carolina: lo stesso che fu di Michael Jordan.
La scelta del Lido delle Rose è stata particolarmente felice, a sentire la ragazza che compone con Sammie Puisis il duo di straniere extracomunitarie.
Infatti chiosa: «Ho trascorso le feste natalizie qui in Italia e devo dire che, grazie all’affetto delle compagne di squadra e delle persone che ho incontrato, è stato davvero bello viverle, visto il calore umano e considerato il grande affetto».
La ragazza che gioca con un’energia eccezionale in campo, ha subito bussato forte alle porte del massimo campionato italiano, mettendosi in mostra nel migliore dei modi, visto che dopo la prima giornata del girone di ritorno è la capocannoniera del torneo, segnando 18,8 punti di media e lasciandosi alle spalle la stella statunitense di Schio, Jessica Shepard, che ne segna invece 17,9.
Ustby sorride e commenta: «Il merito è soprattutto della squadra, che mi mette nelle migliori condizioni per esprimermi in campo e aiuta tantissimo a dare il meglio di me».
Secondo molti osservatori, la ragazza con un fisico da decatleta ha un luminoso futuro in Europa e potrebbe dire la sua anche in WNBA, magari lavorando per migliorare il tiro da fuori.
Alyssa riflette sulle differenze fra il basket universitario statunitense e quello professionistico che si gioca in Italia, osservando: «Vengo da una pallacanestro in cui si esegue rigorosamente ciò che viene pianificato, mentre qui in Italia, anche grazie a coach Simone Righi, sto imparando a giocare “di lettura” e cioè leggendo le situazioni e poi attuando ciò che va fatto. Credo che sia un prezioso passo in avanti, che mi porterò per sempre nel mio bagaglio tecnico e tattico».
L’ultimo pensiero è per la famiglia: «Fra qualche giorno, arriveranno i miei genitori e i miei fratelli, che non vedono l’ora di scoprire con me le persone, la cultura e il cibo dell’Italia».