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Lunedì, 12 Gennaio 2026 - Ore 3:50 Fondatore e Direttore: Luca Maggitti.

Serie A2 – Pallacanestro Roseto
SAN GABRIELE, AIUTACI TU!
Justin Robinson.
[Mimmo Cusano]


Ancora una sconfitta all’ultimo tiro, ancora una gara combattuta. E però si continua a perdere e a restare ultimi. Serve l’implorazione al santo dei giovani. La partita, le pagelle di Lorenzo Settepanella e le foto di Mimmo Cusano.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 11 Gennaio 2026 - Ore 23:30

PALLACANESTRO ROSETO 69
TORINO 73

Parziali: 16-14; 20-17 (36-31); 14-17 (50-48); 19-25 (69-73).

PALLACANESTRO ROSETO: Del Chiaro, Cinciarini 8, Laquintana 9, Timperi 1, Tsetserukou 6, Petrovic 9, Cannon 18, Robinson 14, Donadoni 2, Sabatino, Gaeta n.e., Di Gregorio n.e.. Coach: Bassi.

TORINO: Cusin 2, Bruttini 14, Teague 16, Allen 7, Schina 10, Tortù 2, Severini 8, Stazzonelli 4, Massone 10, Eruke n.e.. Coach: Moretti.


La Liofilchem perde ancora all’ultimo tiro, cedendo 69-73 contro Torino e non riuscendo a scrollarsi di dosso una vera e propria maledizione sportiva, consistente nel giocare bene, accumulare anche un discreto vantaggio e poi, nel momento più importante della partita, solitamente a cavallo fra terzo e ultimo quarto, subire parziali che sfasciano quanto pazientemente costruito.

Anche contro i piemontesi è andata così. 

La partita ha visto Roseto – con il nuovo ingaggio Del Chiaro al posto di Landi, mandato in tribuna – partire con Robinson in regia, Laquintana e Timperi esterni, Cannon e Testserukou lunghi. Torino ha risposto con Schina in regia, Massone e Teague esterni, Allen e Bruttini sotto i tabelloni. 

Dopo l’iniziale 0-3 a favore di Torino, Roseto prende in mano l’incontro conducendo 16-14 alla fine del primo parziale e continuando a fare gioco, arrivando nel secondo quarto al massimo di 7 punti sul 36-29, con due triple di Petrovic, prima di andare a bere il the del riposo avanti 36-31. 

Le statistiche all’intervallo vedono Laquintana – che purtroppo non rientrerà in campo nella ripresa, a causa di un problema muscolare – miglior realizzatore del Roseto con 9 punti, mentre per Torino fa scalpore lo zero alla casella punti del cannoniere Allen (che gira a 20 di media), con Massone a supplire segnando 7 punti.

Nel terzo quarto, Roseto comincia bene, andando sul massimo vantaggio di 9 punti (40-31). Nel momento topico, come spesso finora in stagione è accaduto, i padroni di casa si distraggono e Torino piazza un parziale di 20-10, ben diretto in campo da capitan Schina che segna 2 triple, inseguendo al 25° per 42-37 e concludendo il terzo quarto indietro per 50-48. 

Nell’ultimo quarto, Roseto ha una flessione che porta Torino a comandare al 35° 57-63, con Massone e Severini chirurgici con le loro triple. Roseto, come fatto nella precedente partita interna – persa anch’essa all’ultimo tiro, contro Brindisi – recupera a fronte di enormi sacrifici, innescando Cannon sotto canestro e mandando a segno da 3 punti Petrovic e due volte Robinson. 

A 1 minuto e 5 secondi, Roseto insegue 69-71 e difende su Torino, recuperando il rimbalzo al secondo tentativo, dopo la carambola offensiva catturata da Bruttini. Così, a 3 secondi dalla fine, Robinson vede Cannon lasciato solo e si inventa un assist che taglia il campo, ma il lungo statunitense non riceve bene la palla, perdendola e mandando in tribuna i sogni di pareggio. Così Torino amministra, con 3 secondi da giocare, e Teague sigilla la vittoria dalla lunetta. Roseto perde 69-73, recrimina sulla cattiva sorte, ma è vero che la fortuna aiuta gli audaci.

Dopo aver assistito all’ennesima partita persa all’ultimo tiro, la proposta di un pellegrinaggio a San Gabriele dell’Addolorata, a chiedere protezione al santo dei giovani che il Colonnello Aldo Anastasi nominò d’imperio Patrono del Basket, non sarebbe una cattiva idea.

Luca Maggitti Di Tecco

 

PAGELLE
PALLACANESTRO ROSETO-TORINO 69-73
Le pagelle del professor Lorenzo Settepanella.


JUSTIN ROBINSON 6,5
L'utilizzo di Laquintana come regista in pianta stabile gli toglie il pallone dalle mani per svariati minuti, migliorando sensibilmente la qualità della circolazione di palla e provocandogli qualche evidente mal di pancia, confermato da un paio di forzature prodotte da dieci metri e senza ritmo. Riesce comunque ad emettere qualche fiammata delle sue, come nel caso del difficile jumper segnato al buzzer del 30' con l'ausilio del tabellone e, soprattutto, i due consecutivi candelotti da campione che spara fra il 38' ed il 39'. Ma quando torna a giostrare da playmaker, soprattutto nella seconda parte della gara, tende a tenere troppo il pallone, provocando un rallentamento dell'attacco e agevolando il lavoro della difesa avversaria (14 punti con 4/5 da due punti, 2/7 da tre, 1 rimbalzo, 2 perse, 1 recupero, 3 assist e 10 di valutazione in 32'). L'idea di base è che sia eccessivamente condizionante per una compagine che avrebbe bisogno di uno scorer più continuo e dalla presenza fisica più solida, ponendo fine a quell'equivoco tattico che vede, nell'organico di Roseto, la contemporanea presenza di tre registi e di nessuna, vera, guardia da quintetto. 

JALEN CANNON 7+
Costretto a girare al largo dall'area pitturata per trovare una non naturale soluzione alla problematica coesistenza sia con Tsetseroukou che con il nuovo arrivato Del Chiaro, commette ripetuti errori dall'arco, sebbene trovi ugualmente qualche canestro dei suoi mettendo palla per terra e usando il proprio corpaccione per avvicinarsi al canestro e raccattando punti preziosi da rimbalzo offensivo. E ha tanti meriti sulla pessima serata di Allen. Gli sfugge, tuttavia, via dalle mani, come una saponetta, il bellissimo ma un tantino pretenzioso pallone del potenziale 71-71 che Robinson cerca di recapitargli, con modalità alley-oop, nel cuore dell'area, ad una manciata di secondi dalla sirena finale (18 punti con 9/11 da due, 0/5 dall'arco, 12 rimbalzi, 2 perse, 1 recupero, 2 perse e 24 di valutazione in 31').

DANILO PETROVIC 6
Non risente più di tanto della perdita del posto in quintetto, fornendo preziosa pericolosità perimetrale, soprattutto nella prima parte della gara, mostrando, però, la consueta vulnerabilità difensiva e a rimbalzo. Rimedia al brutto airball sparato al 29' con il pesante candelotto del 32' (per il 53-51), al quale, tuttavia, non seguono altre iniziative degne di nota (9 punti con 3/6 dall'arco, 2 rimbalzi e 3 perse in 15'). 

ANGELO DEL CHIARO 6-
Dentro al 9' a rilevare un inizialmente positivo Tsetseroukou, mostra buona mobilità a dispetto della stazza, e braccia lunghe capaci di intimidire e cambiare le traiettorie dei tiri avversari. Che sia in grado di fornire qualcosa in più di Landi è scontato, che possa fare parte della soluzione del nuovo corso è tutto da dimostrare, ma probabilmente andava impiegato di più degli 11' in cui non segna, tira con 0/2 dal campo, agguanta 2 rimbalzi e smazza 2 assist. 

ANTONINO SABATINO 5,5
Difende con foga su tutti quelli su cui Bassi decide di mandarlo, ma continua a palesare limiti in termini di letture (2 punti con 1/3 dal campo, 1 rimbalzo, 1 persa, 1 stoppata e 4 falli in 21', che sarebbero sicuramente stati meno se Laquintana fosse stato disponibile anche nella seconda parte della gara). 

KIRYL TSETSERUKOU 5,5
Sorprendentemente in quintetto, inizia la gara in modo deciso, colpendo da sotto e dalla media. Poco consistente, tuttavia, dal punto di vista difensivo sia contro i lunghi avversari che, nei cambi sistematici, contro i piccoli. Imperdonabile concedere, nel finale, la corsia sinistra al mancino Teague che, con grande facilità, segna il canestro del +3 (per il 66-69 del 39'). Un' altra occasione non sfruttata appieno (6 punti con 3/4 dal campo, 1 rimbalzo, 2 perse e 3 assist in quasi 21' che sono parsi decisamente troppi a fronte degli 11' concessi a Del Chiaro, difensivamente parso assai più affidabile).
 
DANIELE CINCIARINI 5,5
Un paio di estemporanee magate, due candelotti da tre punti scagliati da fermo, a giochi rotti (uno al 12', per il 19-19, l'altro al 38', per il 63-65), cui non seguono iniziative caratterizzate dalla medesima qualità (8 punti con 2/4 dal campo, 2 rimbalzi, 2 perse e 2 assist in 26' che, probabilmente, sono sembrati troppi in base alla scarsa produttività del giocatore). 

TOMMASO LAQUINTANA 6,5
Preziosissimo tanto in fase di costruzione, alla quale contribuisce con pochi palleggi ed eccellente visione di gioco, quanto in termini di pericolosità offensiva. La contrattura alla schiena che accusa nel terzo quarto mette fine alla sua partita e costituisce una menomazione non da poco per una manovra che, da quel momento in poi, torna ad accusare i vecchi mali (9 punti con 4/8 dal campo, 3 rimbalzi, 1 persa, 1 recupero e 2 assist in 18'). 

MARCO TIMPERI 5,5
Solo compiti difensivi, assolti diligentemente, ma zero intraprendenza in una gara in cui tenta la sua prima ed unica incursione non prima del 36' (1 punto con 1/2 ai liberi con 0 tiri dal campo, 3 rimbalzi, 1 recupero, 1 assist e 3 falli in 16').  

ALESSIO DONADONI 5
Ai margini di una rotazione che, al momento, lo vede scivolato in decima posizione, viene utilizzato principalmente per mansioni difensive, sebbene Schina gli sgusci via da tutte le parti (2 punti con 1/1 dal campo, 1 recupero e 3 falli in 9').

COACH GIOVANNI BASSI 6
Si vede sfuggire dalle mani, con modalità ormai sovrapponibili alle altre, la terza partita di fila, al cospetto di un avversario sembrato tanto meno inarrivabile rispetto a quello ammirato nella gara di andata. Una Torino alla quale i suoi riescono a tener testa fino alla fine grazie ad una difesa intensa, fisica, attenta, che costruisce una gabbia attorno al temutissimo Allen e che limita le bocche da fuoco designate di Moretti per almeno tre quarti. La sconfitta arriva, tuttavia, al fotofinish essenzialmente per l'incapacità di garantire, nell'ultimo quarto, la stessa tenuta difensiva ammirata nei primi 30', e compromessa anche dall'infortunio muscolare che lo priva, per oltre metà gara, del prezioso Laquintana. La sua rimane, comunque, una coperta cortissima, che cerca di mascherare componendo quintetti dagli equilibri giocoforza fragili, figli di un organico dalla qualità media insufficiente. Uscire dall'equivoco dei tre registi, con la rinuncia ad un condizionante Robinson per firmare una guardia pura di maggior impatto fisico, potrebbe essere la strada da perseguire per tentare di raddrizzare una stagione durissima nella quale, nonostante sconfitte di Urania Milano, Pistoia e Ruvo, il fattore tempo inizia a non essere più tanto dalla parte di Roseto. 

Lorenzo Settepanella


FOTO
PALLACANESTRO ROSETO-TORINO 69-73
Le immagini di Mimmo Cusano.

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