Giovanni Bassi, coach della Pallacanestro Roseto. [Mimmo Cusano]
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Intervista a coach Giovanni Bassi, che ci mette sempre la faccia per proteggere la squadra. Finora, la sua gestione ha visto 2 vittorie e 10 sconfitte, delle quali 5 per 2,8 punti di scarto medio. Le riflessioni di coach Moretti e l’infermeria piena.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Venerdì, 16 Gennaio 2026 - Ore 11:30
«La squadra può soltanto continuare ad allenarsi duramente, sperando che prima o poi il lavoro paghi. Per il resto, tocca a me metterci la faccia».
Coach Giovanni Bassi si dimostra l’uomo giusto nel momento sbagliato a Roseto, vista la tempesta in atto e l’ultimo posto solitario in classifica, perché nelle poche vittorie ha lodato la squadra, così come l’ha lodata per essersi giocata tutte le partite – tranne due – fino all’ultimo possesso. Quando invece si perde – purtroppo spesso – il tecnico di Pistoia ci mette sempre la faccia a mo’ di parafulmine, consapevole che se c’è un modo per salvare la Pallacanestro Roseto è quello di proteggere, sempre e comunque, i suoi giocatori.
L’allenatore della Pallacanestro Roseto, subentrato alla 10^ giornata dopo le 6 partite della gestione Finelli (1 vinta e 5 perse) e le 3 della gestione Francani (1 vinta e 2 perse), ha finora guidato la squadra in 12 partite (2 vinte e 10 perse).
Delle 10 partite perse, la metà (5) sono avvenute con uno scarto medio di 2,8 punti.
Insomma: c’è di che essere profondamente amareggiati e magari pure imprecanti contro la malasorte, visto che finora mai la dea bendata ha favorito il Roseto.
Il tecnico guarda avanti, consapevole che è inutile piangere sul latte versato, dichiarando: «Quando ho accettato di venire a Roseto, ero consapevole di accettare una sfida che alcuni miei colleghi non avevano accettato, viste le difficoltà. Io mi sono metaforicamente messo l’elmetto, perché credo nella salvezza e sono orgoglioso di allenare in un posto cestisticamente eccezionale come Roseto».
A supportare l’incrollabile ottimismo di coach Bassi c’è una riflessione di Paolo Moretti, oggi coach del Torino corsaro al PalaMaggetti, ma un quarto di secolo fa protagonista della promozione in A1 della franchigia del Lido delle Rose, che dopo la partita ha dichiarato: «Il Roseto è vivo e i suoi giocatori ci hanno messo in grande difficoltà. Io ho militato nel Roseto e vissuto in questa città che mi è cara, per cui dico ai tifosi di stare vicino alla squadra, perché è inutile criticare adesso, che mancano 17 partite alla fine della stagione regolare e ci sono i margini ancora per salvarsi».
Roseto, consapevole che con i complimenti non si muove la classifica, può solo prendere atto che bisogna rimettersi a lavorare duro per tornare a fare punti, nonostante l’infermeria, dopo Torino, abbia registrato gli ingressi di Laquintana, Timperi e Cinciarini, che saranno valutati durante la settimana in vista della trasferta di Livorno.
Luca Maggitti Di Tecco
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