D’Angelo Harrison. [Mimmo Cusano]
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Il punto della situazione in vista di Pistoia, contro la quale la coppia di stranieri dovrebbe essere quella composta da D’Angelo Harrison e Jalen Cannon, mentre Justin Robinson dovrebbe salutare la compagnia a fine settimana.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Giovedì, 26 Febbraio 2026 - Ore 21:30
«C’è poco da commentare. Non ho un aggettivo per la prestazione contro Ruvo di Puglia, nonostante sapevamo di quanto fosse importante. Io chiedo scusa a tutti i tifosi, gli sponsor e la proprietà che ci sta mettendo l’anima».
Antonello Ruggiero, club manager della Pallacanestro Roseto, è stato netto in sala stampa, dopo la pessima partita del Roseto, parlando al posto degli atleti e del tecnico.
Il legale rappresentante ha poi concluso la sua laconica dichiarazione aggiungendo: «Tutta la società si sta impegnando al massimo per salvare questa stagione, ma contro Ruvo in campo non abbiamo visto nulla di buono. Bisogna avere un altro atteggiamento, gente che lotta. Non è la strada giusta, bisogna cambiare registro! Non meritiamo questo atteggiamento in campo, non vogliamo più vederlo, perciò da oggi bisogna cambiare. Lo abbiamo detto alla squadra più di una volta, da oggi il richiamo è ufficiale».
La conseguenza della presa di posizione del dirigente rosetano è stata la disposizione del doppio allenamento, mattutino e pomeridiano, a cominciare dal lunedì, saltando quindi il giorno di riposo. Il problema è adesso valutare la credibilità della squadra, dopo gli ultimi due movimenti di mercato che hanno chiuso le possibilità di agire per rinforzarsi, salvo l’arrivo di giocatori under che comunque poco sposterebbero.
Il nodo appare quindi duplice: rimettere insieme i cocci di una squadra che è andata in mille pezzi, nello scontro più importante della stagione contro la terzultima, operando sia in ambito tecnico-tattico sia in chiave psicologica.
Perché è chiaro che, consultando i nomi, Roseto oggi non può essere scarsa al punto da offrire l’indegna prestazione contro Ruvo di Puglia. Dunque agire nelle teste dei giocatori, oltre che sui muscoli.
Purtroppo, però, l’evidenza dei risultati è chiara: da quando è tornato Alex Finelli, escludendo la prima partita persa all’ultimo tiro in trasferta a Pesaro, la squadra è sempre naufragata con una arrendevolezza sconcertante. Coach Bassi aveva lavorato sulla difesa, anche se i risultati erano stati avari, ottenendo però impegno dei suoi che si erano giocati quasi tutte le partite fino in fondo. Oggi l’impressione è che i singoli componenti della Pallacanestro Roseto siano in città solo per il dovere di rispettare un contratto, visti i puntuali e lauti stipendi ricevuti.
E siccome oltre al danno c’è sempre la beffa – pur mancando l’ufficialità per la seconda gara –per disposizione prefettizia le prossime due partite in casa contro Pistoia e Rimini si disputeranno a porte chiuse per i fatti dell’estintore in Roseto-Milano: l’ennesima mazzata a una società sull’orlo del baratro.
Ma c’è un ma: i conti in ordine possono valere più delle vittorie in campo.
Ed è a questo adagio, provato dalle numerose morti sportive accadute negli ultimi anni, che la Pallacanestro Roseto si aggrappa nell’ora più buia di una stagione finora fallimentare, composta da 4 successi e 23 sconfitte in 27 partite, con il 14,8% di vittorie.
Già, perché la retrocessione del sodalizio rosetano, praticamente certa fino a un paio di settimane fa, è stata evitata dal ritiro di Bergamo dal campionato, che ha neutralizzato la retrocessione diretta. Adesso la possibilità ulteriore, visto il ritiro in Serie A di Trapani, che dunque non competerà il prossimo campionato in Serie A2, sembra essere la ridefinizione, da qui alla fine del campionato, della formula del playout, sterilizzando due delle tre retrocessioni e quindi facendo contendere le ultime quattro squadre per una unica retrocessione.
Insomma: nonostante Roseto finora non ne abbia azzeccata una, c’è ancora la speranza di raddrizzare la più complicata delle stagioni dalla nascita del sodalizio cestistico, avvenuta nell’estate del 2020.
La squadra, dopo la pessima prova culminata nella netta sconfitta casalinga contro Ruvo di Puglia, lavora alla prossima sfida casalinga contro Pistoia, che proprio in questa settimana ha rivoluzionato il proprio staff tecnico, congedando coach Pino Sacripanti e il direttore tecnico Alberto Martelossi, per promuovere capo allenatore Pete Strobl, classe 1977, origini italiane e in possesso di passaporto sia statunitense sia austriaco. Il tecnico era arrivato da qualche settimana in Toscana, venendo aggregato alla squadra in qualità di allenatore addetto allo sviluppo dei giocatori.
La Liofilchem, che viene da 10 sconfitte consecutive, dovrà giocoforza cercare di tornare alla vittoria e sembra ormai certo che lo farà cambiando ancora assetto, rispetto alla squadra in cui ha fatto il suo esordio D’Angelo Harrison la scorsa domenica.
Infatti, pare che il play Justin Robinson sia prossimo alla rescissione del contratto, per tornare negli Stati Uniti o accasarsi in una squadra in Europa. Questo significa che Roseto giocherà da Pistoia alla fine del campionato con i due stranieri D’Angelo Harrison guardia e Jalen Cannon – assente contro Ruvo di Puglia – sotto canestro.
La formula consentirà a Roseto di avere più peso sotto canestro. Si aspettano poi le guarigioni dei due playmaker Tommaso Laquintana e Antonino Sabatino, per provare a lottare a ranghi completi, cercando di invertire la rotta e provando a giocarsi la salvezza nei playout.
Luca Maggitti Di Tecco
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