Dietro la tenda del secolo breve, appartato, stava Fiore Zuccarini: intento a leggere e scrivere.
Garbato uomo del Novecento, il giornalista se n’è andato nella sua casa di Alba Adriatica a 70 anni. Ha smesso di battere il suo cuore gentile.
Fiore si chiamava, a dispetto della profetica barba. Un corto circuito emozionale fra chiamarlo e guardarlo. Sempre un piacere parlarci, le rare volte in cui capitava.
Ebbi il piacere della conoscenza diretta – per quanto in via epistolare – nel 2009, quando mi contattò per dirmi che il mio sito era il terzo della provincia di Teramo quanto a lettori, complimentandosi per il mio lavoro soprattutto per la cultura e meravigliandosi del perché mai avessi chiesto alla Fondazione Tercas una partnership.
Grazie alla sua sensibilità, lo feci. E da allora la Fondazione è partner di Roseto.com.
Gli sarò sempre grato per il suo essere stato impeccabile aziendalista. A lui premeva solo veicolare il messaggio della Fondazione – della quale è stato responsabile della comunicazione dal 1992 fino al 2025, diventandone recentemente Consigliere di Indirizzo – collocandosi così lontano anni luce dal provincialismo fatto di pastette e torsioni delle conoscenze personali.
E, infatti, la conoscenza personale avvenne una decina di anni fa soltanto, in un corso per i crediti formativi di noi giornalisti.
Pacato, gentile, attento a non fare rumore, mi ribadì i complimenti per il mio lavoro di editore/giornalista/direttore del mio piccolo giornale online, che esiste dal 1998. Complimenti che, una volta di più, mi inorgoglirono. E che oggi mi commuovono.
Zuccarini aveva un lungo percorso professionale che poteva portarlo facilmente ad alzare il sopracciglio, ingaggiando con sufficienza e cinismo l’interlocutore. Perché oggi, spesso, funziona così. Invece Fiore era sempre educato e delicato, in omaggio a quell’aura di uomo del secolo breve che mi ha sempre trasmesso, quando ci scrivevamo per un saluto o nella rare volte in cui capitava di conversare a voce.
Raramente un marchio si incarna nei valori di chi lo ha amorevolmente curato e comunicato. Nel caso della Fondazione Tercas, io credo invece che il garbo istituzionale maturato negli anni e quindi lo stile che ne è venuto fuori, sia facilmente sovrapponibile al professionista che era Fiore e alle sue grandi doti umane.
Riposa in pace, gentile collega.