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Martedì, 24/05/22
STARNUTI
[I PENSIERI DELL’IMPERATORE FILOSOFO #25 – LA MALVAGITÀ]
Questa è la malvagità; è ciò che tante volte hai visto.
Qualunque cosa accada, tieni presente che è ciò che tante volte hai visto.
Da un capo all’altro, insomma, troverai sempre le stesse cose, di cui sono piene le storie antiche, quelle intermedie e le recenti; di cui sono ancora piene, oggi, le città e le case.
Non v’è nulla di nuovo: tutto si ripete, e subito passa.
(Marco Aurelio, 121-180, Pensieri, Libro VII.)

Lunedì, 23/05/22
STARNUTI
[AMICI CHE VANNO IN PENSIONE]
Il basket era quello sport in cui le finali le arbitrava Luigi Lamonica.
(Luca Maggitti)

Lunedì, 23/05/22
STARNUTI

[INVASIONE RUSSA DELL’UCRAINA: SEVERODONETSK NUOVA CITTÀ MARTIRE, BONDAREV SI VERGOGNA DEI SUOI.]

Continuano i crimini dell’esercito invasore russo, che dopo aver distrutto la città ucraina di Mariupol punta a quella di Severodonetsk.
I predoni sfiancano la popolazione bombardando, togliendo acqua ed energia elettrica e affamando la povera gente, recitando il collaudato spartito di ogni guerra. Così, quando donne e uomini che lì vivono saranno stati massacrati da vivi, imploreranno la fine dei bombardamenti e non gli importerà poi molto di chi comanderà. Così anche il tozzo di pane concesso dall’invasore sarà benedetto dagli invasi.
Gli inconsapevoli alleati di Putin che ci circondano – nati, cresciuti, pasciuti, a volte “redditodicittadinanzati” da un sistema protetto dalla NATO – qui in Italia, ventre molle dell’Occidente, continuano a dirci che la guerra è cominciata nel 2014 nel Donbass. Dimenticando che il Donbass è un territorio ucraino che i separatisti si sono presi con la forza, nel 2014, foraggiati e armati da Mosca. E che quelle repubbliche (Lugansk e Donetsk) non sono riconosciute da nessuno al mondo. E però, per i solerti invasati amici degli invasori, tutto questo non conta. Conta la loro ideologia che li acceca. Conta la loro voglia di imporre il loro ragionamento. E pazienza se gli ucraini non la pensano come loro.
E pazienza se neanche Finlandia e Svezia la pensano come loro. I popoli svedese e finlandese hanno di certo torto di fronte alle ponderose ragioni di gente italiana che conosco e che a volte si è distinta in tutta la loro esistenza per l’assenza totale di un solo gesto caritatevole (quindi, i conti tornano). Cosa volete che contino le legittime aspirazioni di protezione di Finlandia e Svezia di fronte ai ragionamenti geopolitici di gente che ha imparato dov’era la Transnistria guardando il mondo attraverso la decima bottiglietta di Campari?
Intanto – è notizia di oggi pomeriggio – il diplomatico russo Boris Bondarev, consigliere alle Nazioni Unite, si è dimesso dall’ONU, dichiarando nella sua lettera di dimissioni: «Questa guerra è un crimine contro l'Occidente, ma anche contro il nostro popolo. Non mi sono mai vergognato così tanto del mio Paese. Semplicemente, non posso più condividere questa ignominia sanguinosa, insensata e assolutamente inutile». Il diplomatico Boris Bondarev ha quindi definito il ministro degli esteri Sergey Lavrov (nel cui dicastero ha lavorato): «Un buon esempio della degradazione di questo sistema. Mi dispiace ammettere che in tutti questi 20 anni il livello di bugie e mancanza di professionalità nel lavoro del ministero degli Esteri è aumentato continuamente», specificando poi che il lavoro di Lavrov (che, ricordo sempre, ha potuto “comiziare” soltanto in Italia nel mondo occidentale, dopo averlo fatto in Cina e India): «Non riguarda la diplomazia», ma si tratta solo di «Guerrafondai, bugie e odio». Questo, ripeto, lo ha affermato uno dei diplomatici che rappresentava, fino a poche ore fa, la Russia all’ONU. Che ha concluso dichiarando: «Quelli che hanno concepito questa guerra vogliono solo una cosa: restare per sempre al potere, vivere in sfarzosi palazzi privi di gusto, navigare su yacht comparabili per grandezza e costi all’intera flotta della marina russa e godere di un potere illimitato e della completa impunità, essendo disposti a sacrificare tutte le vite necessarie e migliaia di ucraini e russi sono già morti per questa ragione».
(Luca Maggitti)

Domenica, 22/05/22
STARNUTI
[GUERRA IN UCRAINA: DENAZIFICAZIONE, TATUAGGI E PROPAGANDA.]
Meno male che in Italia c’è la NATO!
Dopo l’ennesimo atto di propaganda degli invasori russi, che mostrano le foto dei soldati ucraini del reggimento Azov – che si sono arresi dopo aver combattuto asserragliati nell’acciaieria Azovstal, per difendere la loro patria – denudati per evidenziarne i tatuaggi nazisti, ho tirato un grosso sospiro di sollievo, sapendo che l’Italia fa parte dell’Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord.
Già, perché io – personalmente, io – conosco almeno un sindaco di capoluogo di regione che porta al collo la celtica, oltre a decine di persone con i tatuaggi di simbologie collegabili al nazismo. Se ben ricordo, pure un console italiano in estremo Oriente, qualche anno fa, inneggiava alla Repubblica di Salò. Per dire.
Se poi andiamo in metà delle curve degli stadi italiani durante una partita di calcio, c’è l’imbarazzo della scelta.
Quindi, meno male che l’Italia è coperta dalla NATO.
Altrimenti Vladimir Putin ci avrebbe invasi per denazificare anche noi, che abbiamo – in percentuale, fra Forza Nuova, La Destra e partiti più grandi – un numero maggiore dell’Ucraina di partiti e militanti che si rifanno al nazismo e al fascismo.
Meno male che c’è la NATO, in Italia, quindi.
Altrimenti ci toccava aprire le case ai “buontemponi” ceceni e daghestani o a qualche mercenario siriano che, con la scusa di denazificare, cambiavano serratura e spedivano a casa loro tutte le nostre masserizie (bravate già comprovate a Bucha e dintorni).
Altrimenti ci poteva toccare pure essere assassinati e stuprati a casa nostra.
Pensa che culo ad averci la NATO, alleanza che a un bullo di dimensioni planetarie come Vladimir Putin può impedire di fare il comodo suo in casa altrui violando il diritto internazionale.
Altrimenti ci toccava magari vedere Genova come Mariupol: rasa al suolo dai liberatori/denazificatori, che magari ci avrebbero detto che la città aveva starnutito e poi... boh... si era sgretolata. E che ovviamente era colpa dei genovesi, così restii a farsi denazificare.
Meno male che c’è la NATO, altrimenti magari Putin si sarebbe sentito in diritto di accerchiare stadi italiani pieni di tatuati fieramente di ultradestra.
A me non piace che in Ucraina uno come Stepan Bandera sia eroe nazionale. Ma ricordo bene che l’Italia è stata 20 anni governata da uno come Benito Mussolini (eletto democraticamente e acclamato da folle oceaniche).
A me non piace quel che hanno fatto i neonazisti ucraini nel Donbass e auspico che paghino in regolari tribunali per le loro malefatte, ma questo non autorizza l’invasione di uno stato estero.
Infine, restando ai fatti, il partito di estrema destra Svoboda è sceso dal 10% al 2% nelle ultime elezioni del 2019, vinte da un presidente ebreo con il 73% dei consensi: Volodymyr Zelensky.
Questa è la democrazia. E, numeri alla mano, la percentuale di partiti di estrema destra in Italia è almeno il doppio (e mi tengo basso) di quella dell’Ucraina.
Insomma: meno male che c’è la NATO, che ci protegge da chi potrebbe un giorno volerci venire a “denazificare” per “il nostro bene”, radendoci al suolo.
(Luca Maggitti)

Domenica, 22/05/22
STARNUTI
[I PENSIERI DELL’IMPERATORE FILOSOFO #23 – ALVEARE E APE]
Ciò che non giova all’alveare, non giova neppure all’ape.
(Marco Aurelio, 121-180, Pensieri, Libro VI.)

Sabato, 21/05/22
STARNUTI
[REPETITA IUVANT]
Giova ripeterlo.
Al Paese che per un ventennio ha inneggiato al Fascismo e a Benito Mussolini, salvo cambiare bandiera in una notte, gettando mostrine e spille e intasando tombini fognari.
Al Paese che ha avuto il più importante Partito Comunista d’Occidente ai tempi della Guerra Fredda.
Al Paese in cui fette di popolazione hanno inneggiato alle Brigate Rosse, poi qualcuno sparava ispirandosi alla stella  a cinque punte e tornava a casa a farsi servire il pranzo dal maggiordomo.
Al Paese in cui i Servizi Segreti deviati, infiltrati dall’estrema destra, hanno messo bombe, ucciso e fatto piangere migliaia di persone.
Al Paese espressione di un popolo in larghissima parte vile, traditore e voltagabbana, che ha iniziato due guerre mondiali da una parte per poi finirle dall’altra.
Al Paese che nel giro di pochi mesi ha incoronato Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio.
Al Paese che nel giro di pochi mesi ha eletto come prima forza in Parlamento un movimento nato dal “Vaffanculo Day” e capeggiato dal comico Beppe Grillo.
Al Paese odierno ventre molle dell’Occidente, in cui la propaganda negazionista e disinformativa russa si è infilata come un coltello nel burro. Manco fossimo la Cina o l’India (e, infatti, il ministro russo Lavrov ha rilasciato “interviste”, diciamo così, a Cina, India e Italia, unico stato occidentale).
Giova ripeterlo.
Al Paese Italia e ai suoi cittadini, che non possono essere altro che il distillato di questi accadimenti.
Giova ripeterlo.
Se Putin ferma l’invasione russa dei territori ucraini non c’è più la guerra, se Zelensky ferma la difesa dell’Ucraina dall’invasione della Russia, non c’è più l’Ucraina.
(Luchino)

Sabato, 21/05/22
STARNUTI
[I PENSIERI DELL’IMPERATORE FILOSOFO #22 – ASCOLTO]
Abituati ad ascoltare attentamente ciò che gli altri dicono, e cerca di penetrare il più possibile nell’animo di chi ti parla.
(Marco Aurelio, 121-180, Pensieri, Libro VI.)

Venerdì, 20/05/22
STARNUTI
[I PENSIERI DELL’IMPERATORE FILOSOFO #21 – OPINIONI]
È possibile non formarsi nessuna opinione su un dato fatto e non turbare così lo spirito; poiché le cose, in se stesse, non hanno natura tale da creare i nostri giudizi.
(Marco Aurelio, 121-180, Pensieri, Libro VI.)

Giovedì, 19/05/22
STARNUTI
[I PENSIERI DELL’IMPERATORE FILOSOFO #20 – GLORIA, PIACERE E SENNO...]
Chi ama la gloria considera quale proprio bene l’attività altrui; chi ama il piacere, le proprie passioni; chi ha senno, le proprie azioni.
(Marco Aurelio, 121-180, Pensieri, Libro VI.)

Mercoledì, 18/05/22
STARNUTI
[LA RUSSIA DI PUTIN #1 – INTRODUZIONE A UN LIBRO PROFETICO]

Da qualche tempo l'Occidente cerca di tranquillizzarsi sulla Russia presentando Vladimir Putin come un bravo ragazzo volenteroso. Ma ora questo libro di Anna Politkovskaja, giornalista moscovita nota per i suoi coraggiosi reportage sulle violazioni dei diritti umani in Russia, ci svela, in pagine ben documentate e drammatiche, tale autoinganno. Ed è un libro destinato a restare memorabile per la maestria e l'audacia con cui l'autrice racconta le storie (pubbliche e private) della Russia di oggi, soffocata da un regime che, dietro la facciata di una democrazia in fieri, si rivela ancora avvelenato di sovietismo. Ma non si pensi a una fredda analisi politica: “Il mio è un libro di appunti appassionati a margine della vita come la si vive oggi in Russia” scrive la Politkovskaja. E tanto meno si pensi a una biografia del presidente: Putin resta infatti sullo sfondo, anzi dietro le quinte, per essere chiamato sul proscenio soltanto nel tagliente capitolo finale, dove viene ritratto come un modesto ex ufficiale del K.G.B. divorato da ambizioni imperiali. In primo piano ci incalzano invece squarci di vita quotidiana, grottesca quando non tragica: la guerra in Cecenia con i suoi cadaveri “dimenticati”; le degenerazioni in atto nell'ex Armata Rossa; il crack economico che nel '98 ha travolto la neonata media borghesia, supporto per un'autentica evoluzione democratica del Paese; la nuova mafia di Stato, radicata in un sistema di corruzione senza precedenti; l'eccidio a opera delle forze speciali nel teatro Dubrovka di Mosca; la strage dei bambini a Beslan, in Ossezia. “Il mio è un libro di appunti appassionati a margine della vita come la si vive oggi in Russia. Perchè‚ per il momento non riesco a fare un passo indietro e a sezionare quanto raccolto, come è bene che sia se si vuole analizzare un fenomeno. Io vivo la vita, e scrivo di ciò che vedo”.

Anna Politkovskaja, corrispondente speciale del giornale moscovita “Novaja gazeta”, nel 2000 ha vinto il Golden Pen Award dell'Associazione dei giornalisti russi per le sue cronache dal fronte del conflitto ceceno, a cui ha dedicato anche un libro uscito nel 2003: “Cecenia. Il disonore russo”. Nell'ottobre del 2002 ha coraggiosamente accettato di negoziare  per la liberazione degli ostaggi prigionieri nel teatro Dubrovka di Mosca. Nel 2003 le è stato conferito in Danimarca l'OSCE Prize per il giornalismo e la democrazia. “La Russia di Putin” è apparso in Inghilterra nel 2004, ma la presente traduzione è stata condotta sull'inedito e più ampio originale russo.

(La Russia di Putin, Adelphi 2005, di Anna Politkovskaja, 1958-2006, giornalista assassinata a 48 anni.)

Martedì, 17/05/22
STARNUTI
[INVASIONE RUSSA DELL’UCRAINA: I VOLENTEROSI CARNEFICI DI PUTIN.]

Leggo di gente - anche stimabile, per altri argomenti - che esulta perché a Mariupol (città dell’Ucraina) sono state riaperte le scuole. In cui insegneranno in russo, dopo aver invaso (la Russia) un paese (l'Ucraina) e raso al suolo quella città che era di un altro stato sovrano.
Tutto ciò, ovviamente, è stato fatto in spregio a ogni regola del diritto internazionale. Ma i volenterosi supporter di Putin (che mi ricordano “I volenterosi carnefici di Hitler” raccontati da Daniel J. Goldhagen) sembrano ignorare che in questa guerra c’è un invasore e c’è un invaso.
Strepitano, i fan di Vladimir Vladimirovic (dopo invasori e invasi, ci mancavano gli invasati), sul fatto che la NATO si sia avvicinata troppo ai confini della Russia. Forse non sanno che la NATO è un’alleanza difensiva e che si entra con il consenso di tutti gli stati membri.
Oppure lo sanno, ma credono che sia molto più importante il loro pensiero (come qualche sfiatato trombone ex conduttore o ex direttore di rete) rispetto alla volontà di popoli neutrali dalle guerre napoleoniche (Svezia) o neutrali come caso di scuola (Finlandia), che invece non concordano come questi solenni intellettuali che sono passati dal combattere la dittatura del vaccino a quella della NATO, nel giro di pochi giorni. E che ovviamente – pur facendo fatica a imporsi magari nel chiuso delle loro 4 mura domestiche – esigono di tracciare con la loro raffinata dottrina geopolitica i nuovi confini dell’orbe terracqueo.
Vladimir Putin ha invaso l’Ucraina. E con questa invasione assassina e predatoria (l’esercito russo ha saccheggiato e il grano ucraino viene imboscato dagli invasori, per dirne solo due) ha spaventato a tal punto paesi “superneutrali” come Svezia e Finlandia da spingerli a chiedere di aderire alla NATO. Ma per i volenterosi carnefici di Putin tutto questo non conta. È colpa dell’occidente! È colpa della NATO! È colpa nostra!
E pensare che sono – essi stessi – il prodotto di un sistema scolastico e di libertà di opinione figlia di uno stato NATO. Li vedo come costi della democrazia, che – a mio avviso – è comunque meglio di fare il vassallo a Putin.
Nella mia trascurabile attività di giornalista e scrittore mi è capitato di presentare libri su alcune ingiustizie.
Così ho apertamente criticato gli USA quando hanno cambiato in modo assassino democrazie legittime in Sudamerica o fatto operazioni basate sul falso come l’invasione dell’Iraq (su prove false come le armi chimiche) insieme alla Gran Bretagna.
Così ho apertamente criticato l’Ucraina, che celebra come eroe un collaborazionista nazista come Bandera e ne fa un eroe nazionale, quando ho presentato un libro sulla guerra in Donbass, esprimendo sdegno per i morti causati da una guerra fratricida fra ucraini e ucraini.
Così oggi condanno apertamente la Russia, per tutto ciò che sta facendo.
Solo che i volenterosi carnefici di Putin – che trovavo ieri al mio fianco nel criticare USA, Gran Bretagna e Ucraina – oggi li trovo contro di me, sostenendo di fatto Putin.
Oltre ai costi della democrazia, i danni dell’ideologia.
Peccato.
Ci sono gli stati sovrani che chiedono di aderire a alleanze difensive come la NATO.
E ci sono stati che invadono e annettono territori, come la Russia. E cito Donetsk, Lugansk, Transnistria, Ossezia del Sud, Abkhazia.
Sempre contro ogni guerra, sempre contro ogni propaganda, sempre a favore degli invasi, sempre a favore dei popoli oppressi, sempre auspicando conoscenza dei fatti.
E, a proposito di conoscenza dei fatti, sentitevi questa intervista a un fotografo che in Donbass ha seguito i fatti fin dal 2014, intervistato da una TV della Svizzera in modo sobrio e informativo (che in tempi di propaganda è una bella cosa). Soprattutto tutti coloro i quali continuano a dire che la guerra è iniziata nel 2014 e che per questo Putin ha ragione. Perché, se è vero che la guerra è iniziata nel 2014, è altrettanto vero che due “repubbliche” riconosciute da nessuno si sono rese indipendenti e hanno ricevuto tutto il supporto necessario (compresi rubli e passaporti) dalla Russia. E quindi il fatto che la guerra sia iniziata dal 2014 è un’aggravante. A carico di Putin.

(Luca Maggitti)


VIDEO
https://www.rsi.ch/play/tv/segni-dei-tempi/video/roberto-travan-la-guerra-del-donbass?urn=urn:rsi:video:15326155&fbclid=IwAR22IkzKA4EGRVPJ60VY9n-Bf0W0CH4XmMpYjx1xpa7FzMjaOWXS6gQOgow


Lunedì, 16/05/22
STARNUTI
[I PENSIERI DELL’IMPERATORE FILOSOFO #19 – IDEE E AZIONI]
Se mi si riesce a convincere provandomi che le mie idee e le mie azioni sono scorrette, sarò felice di cambiare, perché ciò che io cerco è la verità, dalla quale nessuno ha mai ricevuto danno, mentre lo riceve chi persevera nel proprio errore e nella propria ignoranza.
(Marco Aurelio, 121-180, Pensieri, Libro VI.)

Sabato, 14/05/22
STARNUTI
[I PENSIERI DELL’IMPERATORE FILOSOFO #18 – DIFFICILE MA NON IMPOSSIBILE]
Se una cosa ti riesce difficile, non supporre subito che sia umanamente impossibile; ma pensa piuttosto che se una cosa è possibile e appropriata all’uomo, deve essere accessibile anche a te.
(Marco Aurelio, 121-180, Pensieri, Libro VI.)

Venerdì, 13/05/22
STARNUTI
[I PENSIERI DELL’IMPERATORE FILOSOFO #17 – ANTENATI, CONTEMPORANEI, POSTERI E INCONGRUENZE...]
Come è strano il comportamento degli uomini!
Non vogliono lodare i contemporanei che vivono in contatto con loro, mentre giudicano poi cosa della massima importanza essere se stessi lodati dai posteri, che mai hanno visto e mai vedranno.
È pressappoco come se tu ti addolorassi perché i tuoi antenati non hanno cantato le tue lodi.
(Marco Aurelio, 121-180, Pensieri, Libro VI.)

Giovedì, 12/05/22
STARNUTI
[I PENSIERI DELL’IMPERATORE FILOSOFO #16 – IL MOTO DELLA VIRTÙ]
I moti degli elementi sono all’insù, all’ingiù, in cerchio. Il movimento della virtù, invece, non avviene in nessuna di queste direzioni, ma è qualcosa di più divino e compie felicemente il suo corso attraverso una via difficile da capirsi.
(Marco Aurelio, 121-180, Pensieri, Libro VI.)

Martedì, 10/05/22
STARNUTI
[VLADIMIR PUTIN: GAROFANI E MISSILI, NELLO STESSO GIORNO, SULLA CITTÀ EROINA.]
Esistono 12 città dell’allora Unione Sovietica che vennero insignite del titolo di “Città Eroina”, per l’eroismo dei loro difensori contro gli invasori nazisti tedeschi di Adolf Hitler e i loro alleati (c’eravamo anche noi italiani al fianco dei tedeschi nella parte di invasori, mandati al massacro dal fascista Benito Mussolini), durante la Seconda Guerra Mondiale.
A livello di onorificenza, “Città eroina” per le città equivale a “Eroe dell’Unione Sovietica” (con medaglia della Stella d’Oro) per le persone.

Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, 9 di queste città si trovano oggi nella Federazione Russa e sono: Mosca, Stalingrado (oggi Volgograd), Leningrado (oggi San Pietroburgo), Sebastopoli, Smolensk, Murmansk, Tula, Kerch, Novorossijsk.

La 10^ è Minsk, nell’attuale Bielorussia.

La 11^ e la 12^ sono Kyiv e Odessa, nell’attuale Ucraina.

Ieri, 9 maggio 2022, nel giorno della 77^ ricorrenza della vittoria contro il nazismo, al mattino Vladimir Vladimirovic Putin ha deposto garofani sulle lapidi che ricordano tutte e 12 le città eroine della ex Unione Sovietica.

Poi, nel pomeriggio, ha fatto bombardare l’ucraina Odessa con i missili russi.

Odessa: una delle città eroine, commemorate al mattino e omaggiata con il garofano.

Vladimir Vladimirovic... fermati!
(Luchino)

Lunedì, 09/05/22
STARNUTI
[9 MAGGIO: LA GIORNATA DEI DISCORSI SULLA VITTORIA.]
Zelensky ha parlato fra distruzione e deserto, Putin ha parlato in una Piazza Rossa super muscolare e mozzafiato.
Eppure, per la qualità dei contenuti e per l’espressività dei rispettivi volti delle due propagande, Zelensky sembrava Churchill mentre Putin pareva Breznev.
(Luchino)

Lunedì, 09/05/22
STARNUTI
[I PENSIERI DELL’IMPERATORE FILOSOFO #15 – CORTE E FILOSOFIA]
Se tu avessi insieme matrigna e madre, rispetteresti certo anche la prima, ma ricorreresti continuamente alla seconda. Questo rappresentano ora per te la corte e la filosofia: ritorna dunque spesso a quest’ultima e in essa trova pace, poiché è grazie ad essa che tutto quanto riguarda la corte ti appare sopportabile e che tu appari sopportabile a corte.
(Marco Aurelio, 121-180, Pensieri, Libro VI.)

Sabato, 07/05/22
STARNUTI
[I PENSIERI DELL’IMPERATORE FILOSOFO #14 – ARMONIA]
Quando sei come costretto dalle circostanze a turbarti, rientra subito in te stesso e non uscir di misura più di quanto sia necessario, perché tornando continuamente all’armonia ne diverrai sempre più padrone.
(Marco Aurelio, 121-180, Pensieri, Libro VI.)

Venerdì, 06/05/22
STARNUTI
[I PENSIERI DELL’IMPERATORE FILOSOFO #13 – NEMICO]
Il modo migliore per difendersi da un nemico è di non comportarsi come lui.
(Marco Aurelio, 121-180, Pensieri, Libro VI.)

Mercoledì, 04/05/22
STARNUTI
[I PENSIERI DELL’IMPERATORE FILOSOFO #12 – IGNORANZA, VANITÀ E SAGGEZZA...]
Niente accade mai a nessuno che questi non sia per natura capace di sopportare.
Capitano a un altro le stesse cose che a te, ma egli, o perché non si rende conto di ciò che gli è capitato, o per mostra d’un animo grande, rimane fermo e impassibile.
Non è strano che l’ignoranza e la vanità siano più forti della saggezza?
(Marco Aurelio, 121-180, Pensieri, Libro V.)

Martedì, 03/05/22
STARNUTI
[I PENSIERI DELL’IMPERATORE FILOSOFO #11 – FOLLIA E MALVAGI]
È follia seguire l’impossibile; ma per i malvagi è impossibile non farlo.
(Marco Aurelio, 121-180, Pensieri, Libro V.)

Lunedì, 02/05/22
STARNUTI
[I PENSIERI DELL’IMPERATORE FILOSOFO #10 – ESSERE SALDI]
Sii come lo scoglio su cui s’infrangono incessantemente i flutti: saldo, immobile, e intorno ad esso finisce per placarsi il ribollire delle acque.
(Marco Aurelio, 121-180, Pensieri, Libro IV.)



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