Purtroppo, non c’è benzina. E allora niente 128.
Non c’è carburante – leggasi soldi – e quindi, quando le cose hanno cominciato davvero a prendere forma, più di qualcuno sembra ci abbia ripensato, facendo naufragare anche l’ultimo tentativo di conservare la Serie A a Teramo, con una nuova società di capitali affiliata che, a norma dell’articolo 128 – commi 4 e 5 – del Regolamento Organico della FIP, avrebbe potuto essere destinataria del titolo sportivo lasciato libero dal “Teramo Basket 1973” del patron Lino Pellecchia.
Quasi nessuno aveva creduto a quando ROSETO.com aveva lanciato, in esclusiva, sabato 7 luglio 2012. Invece era tutto vero.
Come ci conferma uno degli interessati, che preferisce mantenere l’anonimato: “Tutto vero. La società era addirittura già stata costituita quando il tuo articolo è uscito. Avevamo – tramite amici lombardi – avuto i documenti da Varese per costituire il Consorzio e potevamo contare già su alcune aziende interessate. Certo, c’era sempre lo scoglio del Consiglio Federale e non era affatto detto che la FIP ci avrebbe dato il titolo, ma almeno dovevamo provarci. Invece, purtroppo, andando a stringere ci siamo accorti non c’erano le condizioni per fare una cosa seria e solida. Ma di come è andata nei dettagli, spiegando tutto, parleremo in una conferenza stampa pubblica, perciò non posso dirti di più”.
Peccato per Teramo e per il basket a Teramo.
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7 luglio 2012
Basket di Serie A a Teramo
‘OPERAZIONE LAZZARO’: TERAMO RIPARTE CON IL 128?
Pare che a Teramo alcuni imprenditori vogliano fare come a Treviso e risuscitare il basket di Serie A. Ecco come.