Questa sera, ore 20.30, il Roseto sfida in trasferta il Ravenna. Scontro tra prime della classe dopo 4 giornate. E tanti ricordi, tutti legati al lungo dei ravennati, Francesco – Charlie per il basket – Foiera.
Charlie è un amante di cavalli e con lui ho condiviso qualche cavalcata. L’ultima l’estate del 2006, nello splendido scenario di Campo Imperatore.
Tornando al basket, Charlie è stato uno dei 4 lunghi della prima, storica, stagione del Roseto Basket Lido delle Rose in Serie A1, nel 2000/2001. Faceva reparto con Ian Lockhart, Peter Guarasci e Gerben Van Dorpe. Quella squadra chi la allenava? Coach Phil Melillo, naturalmente.
Lo stesso allenatore che oggi sta muovendo alla volta della cittadina romagnola, alla guida dei suoi Sharks. E che al telefono ci dice la sua sul Ravenna...
«Squadra con un solo americano, Sollazzo, molto forte e in grado di giocare 3 ruoli: guardia, ala piccola e ala grande, tirando bene da 3 punti. Poi giovani e tanta gente di energia, che difende forte e gioca bene a basket e un reparto lunghi completo e fatto di esperienza e gioventù. Possiamo batterli soltanto se giochiamo con la determinazione che abbiamo messo in campo contro il Mantova».
Phil, nel reparto lunghi c’è Foiera, che però pare non giochi, vista la distorsione alla caviglia rimediata a Chieti domenica scorsa...
«Luca, se Charlie non gioca ci fa un piacere! (Ride, n.d.r.). Mi dispiace per la sua distorsione, ma sai che lo stimo, l’ho allenato in Serie A a Roseto e so che in Silver una vecchia volpe, con quella mano, come lui è molto pericolosa. Quindi, inutile essere ipocriti: se non è in campo, noi abbiamo un problema in meno, anche se sotto canestro loro sono buoni comunque».
L’assist del buon vecchio Phil è servito. Non resta che telefonare a Foiera.
Charlie, allora, come va?
«Luca! Ho una caviglia che è un melone, difficile per stasera. Vieni su?».
Sai che con le trasferte non vado molto d’accordo, ma quando scendete voi ci vediamo sicuro!
«Sei il solito pigro di... ma dimmi... Roseto rinata! Sono felice. Ho visto dai video: ohi, ma quanta gente c’è?!».
Tanta, Charlie. Contro Mantova oltre 2.500. Bel palazzo caldo, bel tifo, Curva Nord con nuove leve e veterani che non mollano. Magari quando venite giù ti fanno pure il coro: “Meu amigo Charlie”, così ti commuovi e fai virgola...
«Se mi fanno il coro mi metto a piangere! Non scherziamo, Roseto è una parte della mia vita».
Appunto, scherzi a parte, cosa ti ricordi della tua unica stagione rosetana?
«Luca, come si fa a dire male di Roseto? Si vive benissimo, c’è tutto, la gente è calorosa, competente e ti vuole bene, il cibo è ottimo... ti ricordi la grigliata di fine anno a casa mia con te e Giorgio Pomponi?».
Mi ricordo, eccome! Una stagione sola, ma intensa...
«Direi proprio di sì. Serie A, Final Eight di Coppa Italia, Playoff Scudetto. Questo in campo. Fuori dal campo, ti ricordo che ho concepito la mia prima figlia, Sofia, a Roseto degli Abruzzi. Serve altro?».
No, Charlie carissimo. Non serve altro. Un grande abbraccio e al piacere di rivederti a Roseto...
«Salutami Roseto e la sua gente, la tua splendida famiglia e – mi raccomando – Lorenzo Settepanella!».