La diciottesima giornata di DNA Gold segna la fine momentanea del volo solitario in testa alla classifica dell’Aquila Trento, raggiunta a quota 26 dall'Upea Capo D'Orlando.
Per gli uomini di coach Buscaglia è arrivato un inatteso stop interno contro Ferentino: la 2conferma di un momento di frenata (terza sconfitta nelle ultime sei, nelle prime dodici giornate erano arrivati due soli KO), con Pascolo e compagni che in casa non perdevano dalla seconda di campionato (ed hanno chiuso una striscia di sette successi consecutivi al PalaTrento). Il copione della gara è cambiato improvvisamente nel secondo tempo, dopo i primi due quarti che lasciavano presagire un match in controllo per i bianconeri (42-29 all'intervallo). Poi l'attacco si è improvvisamente fermato, mettendo a segno la miseria di 23 punti negli ultimi 20 minuti, e Ferentino ne ha approfittato per una lenta ma inesorabile rimonta guidata da Bucci (19 punti, suo il canestro decisivo della gara) e dall'ex di giornata Garri, secondo miglior marcatore di squadra a quota 13. L'Aquila ritrovava BJ Elder (8 punti in 26 minuti) assente a Brescia, ma al di là del solito Pascolo (24 punti e 13 rimbalzi) è arrivato un contributo troppo modesto da alcuni elementi cardine nel sistema di coach Buscaglia: serataccia al tiro per Triche (4/15) e Forray (0/8), la panchina ha prodotto 6 miseri punti e a condannare Trento sono state anche le 15 palle perse, troppe in una gara a basso punteggio. La FMC di coach Gramenzi conferma invece di poter vincere contro chiunque: i ciociari hanno espugnato due dei campi più difficili del torneo come quelli di Trapani e Trento, oltre ad aver demolito Barcellona la settimana scorsa. E tenere a 65 punti in casa l'Aquila capolista (al suo minimo stagionale tra le mura amiche) rende ulteriormente valore all'impresa di Ferentino, solitamente squadra che segna e lascia segnare.
Raggiunge in vetta alla graduatoria Trento la stratosferica Capo D'Orlando di coach Pozzecco, che ha ripreso a viaggiare a mille (sesta vittoria consecutiva). E dopo l'inizio stentato con tre sconfitte (dovute anche ad un roster ancora rimaneggiato), Basile e soci hanno vinto 13 delle successive 15 gare: nessuna è riuscita a fare altrettanto. E se questo non basta a rendere i siciliani la favorita principale per la vittoria del campionato (ammesso che ce ne sia una, in un torneo del genere), sicuramente i biancazzurri stanno dimostrando di essere una delle più credibili candidate ad arrivare fino in fondo. Anche perché l'Upea oltre a vincere su gare a ritmi e punteggi alti (97 e 93 punti segnati nelle due precedenti uscite) riesce anche a gestire partite più compassate, proprio come quella contro la Novipiu di coach Griccioli. Che come sempre ha cercato di impostare il match su un minor numero di possessi, con un'attenta difesa e una fase offensiva più ragionata. Una strategia che anche al PalaFantozzi ha dato i suoi frutti, visto che i piemontesi sono sempre rimasti attaccati nel punteggio, resistendo anche al tentativo di strappo dato da Soragna e compagni (arrivati anche a +12 nel secondo tempo) e cedendo alla fine solo per 66-64. I padroni di casa, incassata la peggior prova stagionale di Mays (4 punti con 1/8 dal campo) si sono ancora sorretti sull'ottimo Nicevic delle ultime uscite (19 anche contro le Novipiù). Casale ha avuto invece troppo poco da Jackson (3/12 al tiro), rimanendo in partita offensivamente soprattutto grazie a Dillard (18 punti) e a un Bruttini ampiamente sopra le medie stagionali (18 punti e 7 rimbalzi contro Capo D'Orlando). Ma in generale è l'intera Junior ad aver trovato una propria fisionomia, dopo un avvio piuttosto difficile (due vittorie nelle prime nove uscite, sei nelle nove seguenti).
Tiene il passo delle prime la Manital Torino, che superando Biella riscatta la brutta sconfitta di Jesi ma anche il pesante KO nel derby di andata. Contro l'Angelico gli uomini di Pillastrini beneficiano di un'ottima serata offensiva, chiudendo a quota 90 e rompendo l'equilibrio del match nei due quarti centrali (46-32 il parziale), senza soffrire troppo nell'ultimo periodo in cui Biella mette comunque a segno 29 punti. Come spesso avvenuto in questa stagione, la Manital distribuisce bene le responsabilità offensive (8 giocatori sopra i 7 punti di media in campionato): il migliore è un Amoroso tornato sui livelli di inizio stagione, con 22 punti e 7 rimbalzi, ma incidono tutti i giocatori impiegati dalla PMS (ad eccezione di un Wojchechovski ancora lontano dalla miglior condizione, in campo solo per 5 minuti). Menzione d'onore per Sandri e Gergati, entrambi positivi in uscita dalla panchina ed importanti nel primo vero break dato dalla Manital alla gara. A Biella non basta invece l'ottima prova balistica di Voskuil, che semmai ce ne fosse bisogno conferma di essere uno dei migliori tiratori puri della lega: 7/13 dall'arco per 25 punti a referto (bene anche Laganà ed Hollis, 14 a testa). Ma alla fine l'Angelico è costretta ad incassare il terzo KO consecutivo, confermando qualche difficoltà difensiva di troppo: contro Veroli, Capo D'Orlando e Torino gli uomini di coach Corbani hanno subito più di 90 punti di media. Ed è questo l'aspetto da migliorare per continuare la rincorsa ad un posto playoff che comunque, per quanto mostrato fin qui, i rossoblù meriterebbero.
Molto positivo l'esordio sulla panchina della Sigma Barcellona di coach Marco Calvani: l'ex allenatore di Roma debutta con una bella vittoria sulla Leonessa Brescia (87-63 il finale), dando una prima scossa ad una squadra reduce da un periodo decisamente travagliato. I giallorossi rispondono presente sia in attacco (87 punti segnati) che in difesa, tenendo i biancazzurri a 63 (solo 5 nell'ultimo quarto). E anche se è ovviamente presto per capire se si tratta di un caso isolato, i progressi rispetto alle ultime uscite sono stati evidenti: sugli scudi soprattutto un clamoroso Fantoni, mai così dominante in stagione (addirittura 35 punti, con 14/20 da 2). Molto bene anche Young (23 punti con due soli errori dal campo), e il potenziale offensivo di questa squadra si nota anche Considerando che la Sigma ha sfiorato i 90 con 2 soli punti da Collins (fuori per tutto l'ultimo quarto a causa di un problema fisico) e l'assenza del suo cambio Pinton: condizioni che hanno spinto coach Calvani ad utilizzare un ottimo Maresca (14 punti e 6 assist) in cabina di regia. Adesso per Barcellona è obbligatorio trovare continuità, vista una classifica che vede ancora pericolosamente invischiati i giallorossi a cavallo della zona-playoff. Detto dei meriti dei siciliani, la prestazione di Brescia è stata molto negativa, a conferma di un periodo difficile per la Centrale del Latte (giunta alla settima sconfitta nelle ultime nove uscite), soprattutto perché a differenza delle ultime sfide gli uomini di Martelossi non sono neanche lontanamente andati vicini ai due punti. Il solo Giddens (26 per lui) è riuscito a impensierire la difesa di casa, per gli altri il bottino complessivo è di un modesto 12/38 dal campo. E a questo punto inizia a diventare problematica anche la classifica, che in questo momento vedrebbe Fultz e compagni fuori dai playoff.
Tra le squadre di medio/alta classifica, una delle più in forma è senza dubbio la Lighthouse Trapani che in uno scontro tra due delle più belle sorprese di stagione espugna il parquet di Veroli raggiungendola al quarto posto in classifica. Domenica di grazia dunque per le siciliane, che colgono un 3/3 e sono tutte in posizioni medio/alte di classifica. E probabilmente, la Lighthouse era quella da cui meno ci si aspettava un cammino del genere: invece gli uomini di Lino Lardo stanno addirittura aumentando l'intensità in questo girone di ritorno (3 vittorie su 3). Soprattutto, se Trapani inizia anche a vincere in trasferta (mantenendo l'ottimo rendimento casalingo) diventa una credibilissima candidata ad un posto-playoff. E il colpo di Veroli dà segnali importanti in tal senso, contro una squadra che a sua volta aveva perso solo una partita tra le mura amiche. Decisivo l'ultimo quarto dei granata, trascinati da un ottimo Renzi (18 punti, 7/7 dal campo) che dopo qualche infortunio di troppo patito nelle ultime stagioni si sta imponendo come uno dei pilastri della Lighthouse. Ma è il gruppo come al solito a fare la differenza, con il consueto spazio importante riservato agli italiani (domenica scorsa, detto di Renzi, in doppia cifra anche Baldassarre e Ferrero). La GZC perde invece l'occasione di fare un importante balzo in ottica playoff: non basta un incisivo Sanders da 18 punti, e il buon impatto di Rossi dalla panchina. Sotto gli standard, soprattutto il duo Blizzard-Casella (1/6 complessivo da 3), importante in molte delle vittorie ottenute dalla squadra di Ramondino.
Torna al successo anche la Tezenis Verona, che supera Trieste ribadendo la propria candidatura in ottica post-season. Partita dai due volti, con un primo tempo che vede gli uomini di Dalmasson imbrigliare bene l'attacco di casa e chiudere avanti di 5 sul 29-34. Dopo l'intervallo però, gli scaligeri cambiano totalmente marcia piazzando un 51-27 che ribalta completamente l'incontro fino al +19 finale. Ed è una vittoria importante per gli uomini di Ramagli, spesso bloccatisi quest'anno proprio quando sembravano aver trovato una certa quadratura. E in attesa di capire se Verona riuscirà finalmente a prendere il volo in questo girone di ritorno, va segnalata l'ottima prova del gruppo italiano spesso un po' mancato finora: l'ex allenatore di Teramo sceglie un quintetto tutto tricolore ad eccezione di Callahan, e a rispondere è soprattutto il duo Boscagin-Gandini autore di 34 punti equamente distribuiti. Ma anche dalla panchina Smith e Taylor, seppur come al solito a sprazzi (25 punti ma anche il 33% al tiro) riescono ad incidere. Per Trieste invece, vengono un po' ridimensionati i buoni segnali mostrati contro Imola (come prevedibile, vista la debolezza dell'avversario): Carra e compagni hanno retto bene per due quarti, sciogliendosi però alla prima vera difficoltà. E dopo l'ottimo debutto di domenica scorsa, Wood ha faticato di più (5/17 al tiro), con tutta la squadra particolarmente imprecisa vicino a canestro (12/40 da 2). La profondità dei giuliani resta un'arma importante rispetto alle dirette concorrenti, ma è un vantaggio che viene meno se i vari Coronica, Urbani, Tonut e Fossati mettono assieme la miseria di 4 punti e prosegue il periodo di involuzione di Ruzzier (1/7 al tiro, -5 di valutazione). E se vincere al PalaOlimpia era obiettivamente impresa non facile, Trieste ha invece bisogno di migliorare il proprio score casalingo: ad eccezione della vittoria sulla derelitta Imola, davanti al proprio pubblico erano arrivate cinque sconfitte nelle sei partite precedenti.
Tendenze confermate nel match del PalaFiera tra Forlì e Jesi: se i romagnoli colgono infatti la quinta vittoria interna consecutiva, la Fileni resta invece ancora a secco in trasferta. E dopo un primo tempo equilibrato, il 20-9 di parziale casalingo nel terzo quarto ha indirizzato la gara in favore di Saccaggi e compagni, trascinati dal duo americano (43 punti complessivi per Cain e Ferguson) e come avvenuto anche contro Napoli molto efficaci in difesa (59 punti subiti di media nelle ultime due vittorie). Con un rendimento casalingo del genere, l'impresa salvezza è davvero possibile per una squadra che continua a fare miracoli giocando in sette e pagando soprattutto fuori casa (dove Forlì ha vinto solo il derby con Imola) questa mancanza di profondità. I marchigiani, forse, con l'ex Goldwire in campo (il topscorer del campionato era fuori per infortunio) e uno Jukic nelle migliori condizioni avrebbero potuto giocarsi fino all'ultimo la possibilità di uscire finalmente vincitori lontano dal PalaTriccoli. Ed è invece arrivato l'ennesimo KO, frutto di un secondo tempo deludente e anche della serata storta di Maggioli e Santiangeli (5/15 al tiro in due) incapaci di replicare l'ottima prova di domenica scorsa. Negativo il debutto di Bonfiglio (0 punti e -7 di valutazione in 20 minuti), a coach Coen non è bastato il cuore di Mason Rocca ("doppia doppia" da 15+12 per lui) nè i 13 punti di Franco Migliori. E a questo punto, per la Fileni la testa dovrà essere rivolta soprattutto a centrare una salvezza che il risultato maturato in Romagna ha ovviamente rimesso in discussione.
Prevedibile vittoria per Napoli, che sul parquet del fanalino di coda Imola mette comunque in cascina due punti preziosi per la classifica centrando il secondo successo della gestione-Bianchi. L'Aget ha retto finché ha potuto (-8 all'intervallo), non sbracando come avvenuto in altre occasioni ma senza mai neanche dare l'impressione di potersela giocare. Anche perché il roster a disposizione di coach Vecchi continua a perdere pezzi: Turel, Passera e Dordei sono stati ceduti, Esposito si è infortunato (e contro Napoli non c'era neanche Poletti). In compenso finora è arrivato il solo Iannone (12 punti contro i partenopei), ovviamente troppo poco per colmare le lacune di un roster già mediocre. I due americani Niles e Young, con 19 punti a testa (ma anche tanti errori al tiro) hanno evitato che il punteggio divenisse imbarazzante, ma non l'ennesima sconfitta che lascia sempre più sconsolatamente Imola in fondo alla classifica. Per l'Expert, poche le indicazioni da trarre da un match che ha visto comunque tutti e nove i giocatori impiegati trovare la via del canestro. In doppia cifra Allegretti, Black e Montano, con coach Bianchi che ha ruotato quasi scientificamente tutto il roster a propria disposizione. E in attesa di test più indicativi, l'Azzurro prosegue nella difficile ma stimolante scalata ad un posto nei playoff.
CLASSIFICA
Aquila Trento 26
Upea Capo D'Orlando 26
Manital Torino 24
Lighthouse Trapani 22
GZC Veroli 22
Sigma Barcellona 20
Angelico Biella 20
Tezenis Verona 20
Centrale del Latte Brescia 18
Expert Napoli 16
Novipiu Casale Monferrato 16
FMC Ferentino 16
Fileni BPA Jesi 14
Pallacanestro Trieste 12
Credito di Romagna Forlì 12*
Aget Imola 2
*2 punti di penalizzazione
PROSSIMO TURNO
Centrale del Latte Brescia-Prima Veroli
Aquila Trento-Credito di Romagna Forlì
FMC Ferentino-Upea Capo D'Orlando
Expert Napoli-Angelico Biella
Novipiù Casale Monferrato-Aget Imola
Manital Torino-Tezenis Verona
Pallacanestro Trieste-Fileni BPA Jesi
Novipiù Casale Monferrato-Aget Imola
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