Se Nicola Gratteri, magistrato di 57 anni, fosse stato ospitato una decina di volte da Bruno Vespa a “Porta a Porta”, per parlare di lotta alle Mafie e di contromisure che partano dai giusti adeguamenti legislativi, sarebbe eletto Presidente della Repubblica Italiana per acclamazione. Dalla maggiorana dei cittadini.
Già, perché il Procuratore Aggiunto presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, se lo senti ragionare, ti conquista. Idee chiare figlie dell’impegno sul campo, analisi tenendo a mente il quadro generale di riferimento, problematiche viste sempre in ambito internazionale. Insomma: un vero Servitore dello Stato, che ha sempre dato l’esempio con la pratica quotidiana.
Calabrese della Locride, terzo di cinque figli di una famiglia umile, Nicola Gratteri vive sotto scorta dall’aprile del 1989 perché ha dedicato la sua vita alla lotta contro le Mafie, in particolare contro la ‘Ndrangheta che, partita dalla sua Calabria, da diffuso i suoi tentacoli in tutto il mondo e che più volte ha pianificato attentati per assassinarlo con esplosivo e armi da guerra.
Nicola Gratteri, che quando ha qualche ora libera zappa la sua amata terra di Calabria o scrive libri sulla ’Ndrangheta, per far conoscere a tutti la pericolosità della mafia calabrese, quando ha qualche giorno di ferie va nelle scuole o in edifici pubblici a parlare ai giovani, perché ritiene imprescindibile, oltre a un sistema giudiziario forte, un sistema scolastico altrettanto forte, che formi cittadini consapevoli e dunque sempre meno strumentalizzabili dal potere.
A livello politico, Nicola Gratteri non è collocabile né a destra né a sinistra. Egli è, rispetto agli schieramenti (soprattutto quelli attuali) decisamente in alto.
Gli ultimi due Presidenti del Consiglio lo hanno cercato. Nel 2013, Enrico Letta lo ha nominato componente della task force per l’elaborazione di proposte in tema di lotta alla criminalità organizzata. Nel 2014, Matteo Renzi lo ha proposto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, come Ministro della Giustizia, ma il Quirinale ha bocciato la scelta, pare sottolineando l’irritualità di nominare un magistrato in servizio al ruolo di Ministro Guardasigilli.
Nicola Gratteri è un uomo perbene, è giovane, ha sempre lavorato sodo ottenendo risultati estremamente positivi per la collettività tutta. È persona al di sopra di ogni sospetto, quindi non ricattabile da servizi segreti deviati, mafia, massoneria. Potrebbe sembrare assurdo parlare di queste cose in relazione alla prima carica dello Stato italiano, ma la storia ci insegna che non tutti i grandi uomini hanno avuto percorsi specchiati e sono stati inattaccabili.
Ha idee rivoluzionare nel campo della giustizia e, soprattutto, ha sempre sottolineato che lo Stato deve prima di tutto occuparsi della gente pacifica e perbene. E anche questa affermazione è rivoluzionaria, nell’Italia in cui un assassino può, in pochi anni, uscire di carcere e costituire una cooperativa arrivando a fatturare 60 milioni di euro, come ci raccontano gli eventi dell’inchiesta “Mafia Capitale”.
Nicola Gratteri si batte affinché i mafiosi stiano in carcere non 5 anni, ma 20 o 30 anni, uscendo così dal circolo vizioso in cui sguazzano avvelenando l’Italia. Da sempre questo magistrato serio e rigoroso spiega come risparmiare soldi pubblici per mezzo delle intercettazioni telefoniche invece dei pedinamenti, con le videoconferenze invece che con i trasferimenti dei boss ai processi, con l’informatizzazione dei tribunali e dei processi.
Il suo altissimo profilo morale, il suo essere uomo pratico che alle parole ha sempre fatto seguire i fatti, il suo essere immacolato quanto a voci, dossier, calunnie, secondo me ne fanno un candidato serio e autorevole (d’accordo, forse troppo) alla carica di Presidente della Repubblica.
Un Presidente della Repubblica di cui essere fieri, che possa lavorare alacremente in un settennato delicatissimo della storia repubblicana, infondendo quel coraggio che serve a tutte le donne e gli uomini d’Italia per tornare ad essere orgogliosi del proprio Paese e farne, tutti insieme, un posto più bello e giusto in cui vivere.
Certo, stando ad alcuni nomi che circolano per la carica di Presidente della Repubblica, Nicola Gratteri rischia di essere “troppo qualificato”, ma io credo che ci debba essere un segnale forte, in Italia, se vogliamo davvero riprendere il cammino verso un Paese migliore. Per questo spero che Nicola Gratteri possa essere eletto Capo dello Stato, anche se questo significa sottrarre al suo lavoro uno dei magistrati più capaci in assoluto, al mondo.
Per Nicola Gratteri Presidente della Repubblica.