Delle anteprime di Roseto e Chieti, su ROSETO.com, in questo campionato scrive il valente Stefano Blois. Il suo articolo è già in linea da ore e nulla devo aggiungere a quanto dice “Il Mohicano del Basket”.
Scrivo invece una piccola riflessione dopo aver ricevuto e letto, poco fa, il comunicato stampa emesso dall’Ufficio Stampa del Chieti, intitolato: «Furie al cospetto della storia, arriva la Fortitudo Bologna».
Nel comunicato, infatti, tra le altre cose si dice testualmente: «La Effe, come la tifoseria felsinea suole indicare la propria squadra, è, insieme alla Virtus, una delle due religioni cestistiche che da sempre dividono la capitale morale della pallacanestro italiana, Bologna. Giocarci contro, per la prima volta in assoluto, è un onore, batterla significherebbe andare oltre, cioè scrivere un’altra pagina gloriosa nella storia del basket teatino».
Affermazione sbagliata.
Infatti, nel campionato di Serie A2 1979/1980 la Rodrigo Chieti affrontò la Fortitudo Bologna, all’epoca griffata Mercury, visto che giocavano lo stesso campionato (all’epoca la seconda divisione italiana era a girone unico).
Al termine di quel torneo, salirono in Serie A1 Pagnossin Gorizia (con lo straniero Roscoe Pondexter, che avrebbe poi giocato una stagione a Roseto nel 1982/1983), Mercury Bologna, Banco Roma e Hurlingham Trieste, mentre fu retrocessa in Serie B l’Acentro Cagliari.
Il Chieti, sponsorizzato Rodrigo, si classificò al 7° posto, allenato da coach Nino Marzoli, all’epoca appena 27enne.
Insomma: detto con tutto il rispetto per la gloriosa Fortitudo Bologna, ma anche forte del mio orgoglio abruzzese, Chieti può guardare la storia dritto negli occhi, senza abbassare lo sguardo.