L’ultima conferenza piena di buoni propositi è dello scorso febbraio, in occasione dell’arrivo a Montepagano del consorzio “Colline Teramane”.
Ma per una sede che apre, troppe cose chiudono. E così l’antico borgo muore.
Secondo il parroco, Roberto Borghese, in 35 anni si è passati da 1.000 a circa 400 abitanti.
Chiusa la banca, chiusa la macelleria, chiuso persino l’ultimo alimentari, bisogna ringraziare un camion da mercato che ogni martedì e venerdì, nel pomeriggio, sale in piazza e vende cibo.
Per il pane, invece, bisogna organizzarsi con il fornaio che panifica, ma vende in giro per le frazioni con il suo furgone, non avendo un negozio in loco.
Cosa c’è rimasto di aperto? La farmacia, l’ufficio postale due volte a settimana (in attesa del pronunciamento del Tar), una tabaccheria e un bar.
Chiusi invece, ormai da un po’, l’albergo e un ristorante che per anni è stato molto frequentato.
E meno male che Gianluca Ginoble, star internazionale che a Montepagano ci vive, ogni tanto parla del suo bel borgo alla Rai o nei consessi internazionali ai quali partecipa, facendo conoscere il luogo apprezzato da Gino Paoli (per merito del compianto scrittore Luigi Braccili) anche a Woody Allen.
C’è speranza? Forse sì: il nuovo ristorante D.One, aperto da poco da Nuccia De Angelis, che grazie allo chef Davide Pezzuto punta a diventare il fulcro di un albergo diffuso e guadagnarsi una stella. E chissà che l’astro non dia nuova luce alla frazione.