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Serie A2 Est – Roseto Sharks
IL NUOVO ASSETTO: LEO MENALO AI BOX, BOBBY JONES DA INSERIRE.
Coach Germano D’Arcangeli.
[Cusano Photo]


Capitan Simone Pierich.
[Cusano Photo]


La classifica e la situazione, le dichiarazioni di capitan Pierich e coach D’Arcangeli.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Marted์, 10 Dicembre 2019 - Ore 02:00

“Se Atene piange, Sparta non ride”, recita l’adagio valido anche dalle parti basse della classifica di A2 Est.

Infatti, se il Roseto ha perso a Milano in trasferta (73-62) nell’anticipo di sabato, meglio non è andata alle altre tre squadre invischiate nella lotta per non retrocedere, tutte sconfitte nel turno domenicale. Ha perso in casa (72-79) per mano dell’Imola di coach Emanuele Di Paolantonio il fanalino di coda Orzinuovi, che resta a 4 punti. Ha perso in casa (86-89) contro Verona il Montegranaro, che resta a 8 punti insieme a Roseto e San Severo, sconfitto in casa (80-83) da Udine. Le ultime 4 sono distanziate di 4 punti dal gruppone delle 10 compagini che, a distanza di 2 punti, si giocano un posto al sole. Infatti, dopo la sorprendente Ravenna capolista a 18 punti, Forlì e Verona seguono a 16, Mantova, Ferrara e Piacenza a 14 e Udine, Imola, Caserta e Milano a 12.

Dunque tutto già scritto in chiave lotta per la salvezza, ristretta a Roseto, San Severo, Montegranaro e Orzinuovi? Forse no, visto che lo scorso campionato il Roseto seppe, con un prodigioso colpo di reni iniziato alla seconda giornata del girone di ritorno, cambiare marcia salvandosi con 5 giornate di anticipo e conquistando addirittura i playoff.

Insomma: la strada è ancora lunga, anche se rispetto allo scorso campionato il percorso della squadra finora è stato diverso. Infatti, se nel torneo 2018/2019 la squadra partì male e poi crebbe in progressione, in questo campionato c’è stata una partenza più che discreta, vanificata dalle ultime 4 sconfitte consecutive.

Cambiano anche le circostanze, visto che lo scorso campionato fu ceduto capitan Bushati, mentre stavolta è stato fatto un movimento di mercato in entrata, tagliando Khadeem Lattin e inserendo al suo posto Bobby Jones.

Predica calma capitan Simone Pierich, che ammonisce: «Abbiamo inserito un giocatore di sostanza, talento e carisma come Jones, che ha giocato a Milano dopo 25 ore di aereo e un solo allenamento, quindi non poteva fare di più. Adesso dobbiamo preparare scrupolosamente la prossima partita interna contro Ferrara, per tornare alla vittoria e lavorare al nuovo assetto di squadra».

La nuova intelaiatura vista a Milano prevede una Roseto che può giocare anche con 3 lunghi insieme come Pierich in ala piccola, Jones in ala grande e Bayehe in centro. C’è però da recuperare sia il play Nikolic sia gli esterni Canka e Mouaha, che a inizio torneo hanno offerto alcune buon prove che hanno portato alla vittoria. Certo, si parla di un ventenne, un diciassettenne e un diciannovenne, ma è fondamentale che gli atleti lavorino per offrire uno standard di prestazioni in grado di reggere l’urto degli avversari.

Dopo la quarta sconfitta consecutiva, Germano D’Arcangeli fa il punto cominciando proprio dalla partita persa a Milano: «La gara ha purtroppo seguito lo stesso copione di quella che abbiamo perso contro Forlì e delle altre 2 perse prima. Questa volta siamo stati bravi nei primi 30 minuti a costringere l’Urania a fare tutte le cose che non voleva fare, tenendo Raivio a 4 punti, facendo cambi, giocando grossi ed esprimendo una pallacanestro a basso ritmo ma funzionale a noi, rovistando in nuove risorse e cambiando il nostro quintetto. Poi, a fine terzo quarto, quando con la complicità degli arbitri sono riusciti a metterci un po’ le mani addosso e mandarci in confusione, il “drittismo” di Sabatini e Raivio ha sortito per loro gli effetti sperati, anche perché noi sul cambio di scenario siamo stati poco efficaci nel tenere botta. Non voglio accampare giustificazioni, ma dico solo che Bobby Jones aveva un allenamento nelle gambe e ha giocato come fossero per lui le cinque del mattino. Diciamo che abbiamo cambiato diverse cose e che abbiamo bisogno di un po’ di tempo».

Si è notata l’assenza dai 12 del comunitario Leo Menalo. In proposito, il coach spiega: «Menalo non c’era e non ci sarà fino a quando recupererà dalla fascite plantare che lo affligge da due mesi. Non abbiamo detto nulla prima, ma contro Forlì le condizioni sono peggiorate e quindi è inutile portare un ragazzo attualmente zoppo per esporlo al fuoco di critiche».

Senza Menalo, avrebbe potuto giocare Lattin, che il presidente Norante aveva definito, dopo la sconfitta di Forlì, ancora in organico? D’Arcangeli dice una cosa diversa: «Lattin non fa più parte del progetto di questa squadra. Adesso abbiamo cambiato assetto e l’assenza di Lattin credo che si sia notata nella partita che ha fatto Bayehe, che ha giocato la sua quarta gara oltre i 20 punti realizzati e i 10 rimbalzi presi: è lui il nostro Lattin».

Quattro sconfitte consecutive significano preoccupazione e pericolo retrocessione, anche se l’allenatore chiosa: «Siamo nella stessa situazione dello scorso anno, perché abbiamo gli stessi punti dello scorso campionato. Abbiamo subito quattro sconfitte consecutive più o meno in fotocopia e quindi sono, come tutti, assolutamente contrito e preoccupato. Le preoccupazioni ci hanno portato a lavorare ancora più duro in settimana e a fare ancora maggiori sacrifici. Non smetteremo di farli, anzi speriamo di riuscire in casa contro Ferrara di riuscire a giocare per 40 minuti filati e non per 30 o 35. Ovviamente, le mie preoccupazioni e quelle dei giocatori lasciano il tempo che trovano. Le risposte bisogna darle sul campo e noi dobbiamo puntare a questo. Anche se contro Milano abbiamo perso, onestamente ho visto una pallacanestro un po’ più vicina alle nostre caratteristiche».

Infine, il punto su Pierfrancesco Oliva, che dopo il rientro contro Forlì ha giocato 5 minuti anche contro l'Urania Milano: «Oliva ha giocato, ma il suo rientro va protetto perché è stato fermo un anno. Non può giocare 30 minuti, ma deve recuperare mano a mano la migliore condizione».

Luca Maggitti
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